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Attacchi di panico

Guarire dagli attacchi di panico
 

L’attacco di panico: Cos’è?

L’attacco di panico è un episodio di intenso malessere caratterizzato da iperventilazione, vampate di calore o tremori, intensa sudorazione, nausea, palpitazioni e dolori al petto (la persona può credere di avere un infarto) e a volte anche dalla spiacevole sensazione di trovarsi come all’esterno del proprio corpo (senso di irrealtà con la conseguente paura di impazzire). L’attacco di panico di solito compare improvvisamente, senza alcun motivo apparente, e generalmente raggiunge la massima intensità nel giro di pochi minuti.

 

L’attacco di panico: chi colpisce?

Si stima che in Italia circa il 5% delle persone, in particolare nella fascia di età fra i 18 e i 35 anni, sperimenti almeno un attacco di panico nelle sue diverse forme, soprattutto fra le donne e chi vive in una grande città come Milano. Una volta sperimentato un singolo attacco di panico, questa esperienza tende purtroppo a ripetersi e si parla allora propriamente di disturbo da attacchi di panico (DAP). L’attacco di panico è quindi uno dei motivi più frequenti per cui ci si rivolge ad uno psicoterapeuta.

 

L’attacco di panico: male fisico o psicologico?

L’attacco di panico è un disturbo che viene tipicamente percepito come un male fisico, tanto che la persona spesso teme di avere un infarto o di poter essere in qualche modo in pericolo di vita, mentre le origini sono in realtà totalmente psicologiche. Gli attacchi di panico vengono di solito correttamente identificati al Pronto Soccorso, ma non di rado sono trattati con sufficienza dai medici, come se il disturbo, non avendo basi organiche, fosse meno reale e angosciante per la persona che ne soffre. E’ molto importante invece che l’attacco di panico venga curato correttamente, per evitare di dover vivere in uno stato di continua tensione centrato sulla paura del momento in cui l’attacco di panico si potrà nuovamente presentare (ansia anticipatoria) e sullo sforzo di sottrarsi a situazioni di conseguenza temute, con il rischio di dedicare gran parte delle proprie energie a questo pensiero e di avere pesanti ripercussioni sulla qualità della propria vita.


L’attacco di panico: come nasce?

Spesso l’insorgenza degli attacchi di panico corrisponde ad una fase di transizione importante nel ciclo di vita, può essere connessa per esempio all’inizio dell’università (specialmente per gli studenti fuori sede, per i quali comporta anche un radicale cambiamento di abitazione e stile di vita), all’ingresso nel mondo del lavoro (con tutte le incertezze e le ansie che questo oggi comporta), ma anche all’uscita dalla casa dei genitori, all’inizio di una convivenza o alla nascita di un figlio. A volte non è nemmeno rintracciabile un evento significativo nella vita della persona, quanto nel suo sistema familiare di appartenenza (il matrimonio di una sorella, la malattia di un genitore, ecc.).


L’attacco di panico: come si sviluppa?

Tipicamente tende ad innescare l’attacco di panico il pensiero che se venisse un attacco di panico sarebbe difficile sottrarsi alla situazione che in qualche modo lo ha generato, con un’angosciante sensazione di essere in trappola. Per esempio una persona che assiste ad un matrimonio in chiesa potrebbe sentire che le sta venendo a mancare l’aria, pensare che avrebbe bisogno di uscire all’aperto, ma temere cosa potrebbero pensare di lei le altre persone se si alzasse in piedi nel bel mezzo della cerimonia e uscisse dalla chiesa. Questi pensieri hanno in realtà l’effetto, focalizzando l’attenzione sull’eventualità che genera più ansia, di provocare l’attacco di panico e paradossalmente di trasformare lo scenario più temuto  in realtà. Al contrario spesso basterebbe sentirsi liberi di condividere apertamente il proprio stato d’animo (per esempio dire all’amica seduta di fianco in chiesa “ mi sento un po’ mancare l’aria”), per sentirsi più compresi (per esempio l’amica potrebbe rispondere “in realtà anch’io mi sento un po’ mancare l’aria perché fa proprio caldo”) permettendo all’ansia di diminuire istantaneamente.

 

L’attacco di panico: come si guarisce?

E’ utile che l’attacco di panico non sia considerato tanto come un problema in sé, quanto come un segnale che si è alla ricerca di un nuovo e più soddisfacente equilibrio nella propria vita. L’attacco di panico è un po’ come una spia che si accende sul cruscotto di una automobile per indicare un problema. Ci si può limitare a svitare la lampadina che si è accesa (come fa ad esempio tipicamente un farmaco ansiolitico), ma è molto più utile sfruttare questa occasione per “aprire il cofano” e sistemare definitivamente il “problema al motore” che ha fatto accendere quella “spia”.
Così l’attacco di panico, tramite una psicoterapia breve e mirata, può diventare l’occasione per scoprire un modo più pieno e sereno di vivere la propria vita.


L’attacco di panico: in quanto tempo si guarisce?

Ogni singolo percorso di psicoterapia è personale e differente da tutti gli altri, perché ognuno di noi è unico, con la propria storia di vita, fragilità personali e risorse individuali. In base alla specifica esperienza clinica del Dott. Claudio Sessa Vitali con persone che soffrivano di attacchi di panico e hanno completamente superato questo problema attraverso una psicoterapia con lui, si può indicativamente dire che un percorso tipico in questi casi inizia con incontri settimanali per circa un mese, seguiti poi da incontri quindicinali, durante i quali gli attacchi di panico si riducono progressivamente in frequenza ed intensità. La psicoterapia nel 90% dei casi termina definitivamente dopo un periodo compreso fra i 6 e i 18 mesi con una completa remissione dei sintomi e risultati duraturi nel tempo.


L’attacco di panico: cosa fare ora?

Quelle contenute in questo articolo non sono che semplici considerazioni generali e spunti di riflessione rispetto all’attacco di panico. Per avere una consulenza personale rispetto alla propria situazione specifica niente sostituisce l’incontro di persona con uno psicoterapeuta.

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