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  Domenica, 07 Aprile 2024
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Il mio partner è affetto da disturbo post traumatico da stress a causa del trauma da guerra, avendo prestato servizio per oltre 6 mesi consecutivi come riservista. Vorrei sapere come comportarmi per non urtare e non danneggiare i suoi sentimenti. Non viviamo una quotidianità perchè ci troviamo in due nazioni diverse ma prima ci scrivevamo ogni giorno ed ora da circa 15 giorni non ho più notizie. Mi aveva detto di stare molto male e di stare attraversando una situazione molto difficile, di avere incubi notturni e di essere ingrassato. Tuttavia si era ripromesso di chiamarmi e di raccontarmi tante cose se ne avesse avuto la possibilità. Come posso stargli vicino senza creare più danno? E' consapevole che dovrà farsi aiutare e già in passato per un'altra guerra l'ha già fatto con buoni risultati (in quel periodo eravamo solo amici che si sentivano alle feste comandate). Ne potrà uscire? In quanto tempo mediamente? Grazie per l'attenzione che vorrà darmi, sono nella tristezza più assoluta.
Buongiorno Manuela,
grazie per il Suo messaggio. Mi spiace per la difficile situazione che Lei e il Suo compagno state vivendo, ma è molto positivo che già in passato il Suo partner si sia fatto aiutare psicologicamente con buoni risultati e sarebbe importante che possa riprendere.
Per il disturbo post traumatico da stress dal 2013 anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’approccio di psicoterapia EMDR come uno dei trattamenti d’elezione e in questo caso la prognosi è favorevole per una buona possibilità di recupero in tempi relativamente brevi.
Reviews e studi meta-analitici dimostrano l’efficacia dell’EMDR nel trattamento del Disturbo da Stress Post Traumatico (Maxfield, 2000; Shepherd, Stein, 2000). Ad esempio uno studio del 2012 ha valutato l’efficacia clinica e neurobiologica dell’EMDR in pazienti affetti da disturbo post traumatico da stress. In questo studio i pazienti sono stati trattati con EMDR e in una rivalutazione dopo solo tre mesi di psicoterapia i risultati indicavano che tutti i partecipanti non rientravano più nei criteri per la diagnosi, con una scomparsa o significativa riduzione dei principali sintomi.
Oltre al Suo partner, questa mancanza di notizie può alimentare comprensibilmente una grandissima tristezza e angoscia anche in Lei, facendole provare quella che viene definita una “traumatizzazione vicaria”, che è un tipo di traumatizzazione, anche significativa, che subisce chi è emotivamente molto vicino a persone che subiscono traumi importanti. Il modo migliore per supportare il Suo compagno e stargli vicino potrebbe essere perciò che Lei, Manuela, si prenda cura del proprio dolore e preoccupazione intraprendendo un percorso di psicoterapia, che La aiuti nell’elaborazione della difficile esperienza che sta vivendo.
In bocca al lupo!
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