Gentile Dottore,
sono un ragazzo di 25 anni, gay. Mi accosto per la prima volta ad un servizio di questo tipo. Ho una riflessione da portarle. Ho un "problema": sto maturando sempre di più la consapevolezza di avere un disagio relazionale quando si tratta di interazioni "faccia a faccia" che implichino il possibile evolversi della relazione stessa in una eventuale storia. Mi spiego meglio: ogni qual volta ho la sensazione che un frequentarsi con qualcuno possa diventare "qualcosa di più" di una semplice amicizia entro in ansia, non riesco a gestire la cosa e quindi mi tiro indietro e scappo. Insomma, la mia "normale" sicurezza ed efficacia relazionale (che riscontro quando si tratta di situazioni amicali o comunque lavorative o in altri ambiti) nella sfera sentimentale crolla, per lasciare spazio a un senso di inadeguatezza e disagio. Le chiedo un parere. Grazie per l'attenzione.
Simone (25 anni)
sono un ragazzo di 25 anni, gay. Mi accosto per la prima volta ad un servizio di questo tipo. Ho una riflessione da portarle. Ho un "problema": sto maturando sempre di più la consapevolezza di avere un disagio relazionale quando si tratta di interazioni "faccia a faccia" che implichino il possibile evolversi della relazione stessa in una eventuale storia. Mi spiego meglio: ogni qual volta ho la sensazione che un frequentarsi con qualcuno possa diventare "qualcosa di più" di una semplice amicizia entro in ansia, non riesco a gestire la cosa e quindi mi tiro indietro e scappo. Insomma, la mia "normale" sicurezza ed efficacia relazionale (che riscontro quando si tratta di situazioni amicali o comunque lavorative o in altri ambiti) nella sfera sentimentale crolla, per lasciare spazio a un senso di inadeguatezza e disagio. Le chiedo un parere. Grazie per l'attenzione.
Simone (25 anni)
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