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  1. Adelina
  2. Psicologia
  3. Lunedì, 01 Giugno 2020
Buongiorno, mi chiamo Adelina e circa tre giorni fa ho avuto un sinistro con un’altra signora. In breve: stavo rientrando dal lavoro (quindi è una strada che conosco molto bene) in una curva quasi sotto casa mia (io salivo e la signora scendeva). Nel mentre di questa curva la signora mi viene a sbattere e la mia macchina finisce in un prato sottostante alla curva, mentre l’auto della signora rimane al centro strada. Ad entrambe sono scoppiati gli airbag e i danni non sto nemmeno ad elencarli. Detto ciò, non faccio altro che pensare a quel momento abbastanza vivido nella mia testa, e non so se avrò mai di nuovo la forza di riguardare una macchina. È una cosa che io adoravo fare e che sentivo di fare abbastanza bene rispettando limiti, precedenze e tutto. È normale tutto ciò? Passerà? O devo già da ora rivolgermi a qualcuno?
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Buongiorno Adelina e grazie del Suo messaggio.
Lei ha vissuto un’esperienza altamente traumatica, in cui improvvisamente si è sentita in pericolo di vita. Quando si vive un evento di questo tipo il cervello, che normalmente integra, connette e “digerisce” tutte le esperienze che facciamo, non ha possibilità di immagazzinarla correttamente. I frammenti di questa esperienza (le immagini, i suoni, gli odori, i pensieri e le sensazioni fisiche) rimangono immagazzinate in un modo disfunzionale, non “digeriti” e possono perciò riattivarsi facilmente tramite flashback o pensieri ricorrenti (quello che tecnicamente viene definito “pensiero intrusivo”), spesso lasciare uno strascico di nervosismo, irritabilità, ansia o difficoltà a dormire (questi aspetti vengono chiamati complessivamente “iperarousal”) e portare ad evitare i comportamenti (come il guidare), le situazioni o i luoghi in qualche modo connessi con il trauma subito (si parla in questo caso di “evitamento”).
Quindi quello che Lei sta sperimentando è una reazione assolutamente frequente, e in questo senso “normale”, dopo un evento traumatico come quello che ha vissuto.
Queste reazioni, a volte possono afflievolirsi spontaneamente con il tempo, altre volte cronicizzarsi in quello che può diventare un vero e proprio Disturbo Post Traumatico da Stress, altre volte ancora apparentemente passare, lasciando però una vulnerabilità di fondo che può facilmente riattivarsi in un secondo momento (magari a distanza di mesi o di anni, guidando in una situazione simile o, ancora più semplicemente, vedendo in un film uno scontro fra auto o apprendendo la notizia di un incidente stradale simile).
Per questo è assolutamente consigliabile rivolgersi appena possibile ad uno psicoterapeuta esperto in psicotraumatologia e in particolare nell’approccio EMDR, che in questi casi risulta particolarmente utile. Farlo tempestivamente, nei giorni o settimane immediatamente successive all’evento, invece che magari dopo mesi, ha il notevole vantaggio di poter intervenire sulle tracce di questo evento prima che esse si sedimentino in modo più stabile nella memoria, creando poi magari ulteriori comportamenti, emozioni o pensieri secondari (per esempio convincendomi dell’idea, erronea, che non potrò più guidare serenamente) che potrebbero costituire la fonte di ulteriori problemi futuri.
Un percorso di questo tipo fatto subito può risultare estremamente breve (di solito bastano poche sedute) e straordinariamente efficace, andando a favorire una naturale capacità di elaborazione ed autoguarigione che già il cervello possiede in sé e attivando tutte le risorse necessarie già presenti.
Quindi Le consiglio di cuore di rivolgersi appena ne ha la possibilità di rivolgersi ad uno psicoterapeuta EMDR che La aiuti rapidamente a superare per sempre quanto successo e Le permetta di tornare a riassaporare serenamente il piacere della guida.
In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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