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  Martedì, 16 Aprile 2013
  1 Risposta
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Gentile Dottore,
c'è una spiegazione psicologica alla distrazione?
Sono una donna di mezza età con una solida cultura coltivata anche con anni di letture e corsi all'insegna degli interessi più vari. Ho una fantasia decisamente sviluppata che esplicito nella professione di designer creando oggetti ritenuti significativi per unicità e creatività. Creatività che si manifesta anche in infinite altre passioni tra le quali quella di creare giochi di parole inusuali partendo dalla loro etimologia.
Ieri il mio psicologo ha posto l'accento sul fatto che io sia "distratta" (non intendendo distratta in quel preciso momento, ma che mi qualificava come tale). E' stata una .....folgorazione! Mi sono sempre considerata completamente priva di memoria: se ci parliamo per un'ora e poi desidero riportare i momenti salienti di quella conversazione ad un'altra persona non ci riesco!!! Debbo scrivere tutto. Ma "distratta"! Ho sempre considerato questo termine con una valenza negativa ed ora temo proprio di riconoscermi in esso. Eppure ho capacità di concentrazione notevole quando progetto, quando scrivo, quando creo qualunque cosa sono lì, sono veramente lì con tutta me stessa.
La domanda che Le rivolgo, gentile Dottore, è: ci può essere un'origine psicologica a questo mio... limite... e come posso superarlo?
Grata per una Sua risposta, La saluto cordialmente

Serena (48 anni)
Gentile Serena.
Quando ci dimentichiamo qualcosa questo può essere fondamentalmente dovuto a due generi di motivi: o non abbiamo posto sufficiente attenzione a quanto ci è stato detto (e quindi non abbiamo “immagazzinato” l’informazione) o, pur avendolo fatto, con il passare del tempo non siamo poi riusciti a ricordarlo (e cioè fatichiamo a mantenere l’informazione nella nostra memoria o ad accedere a quel ricordo). Quanto evidenziato dal Suo psicologo e da Lei riportato pone l’accento sul primo aspetto, quello dell’attenzione prestata.
L’attenzione che tutti noi poniamo a ciò che ci circonda è molto selettiva e questa selezione è un meccanismo prezioso perché ci permette di “sopravvivere” al mare di informazioni in cui siamo immersi: spontaneamente infatti prestiamo attenzione agli elementi che hanno per noi una qualche rilevanza e non facciamo caso al resto. Per esempio ci ricordiamo bene una notizia che ci ha colpito e per niente una che abbiamo reputato di scarso interesse.
E’ possibile allenare e sviluppare l’attenzione e la memoria usando specifiche “mnemotecniche”. La questione a mio parere non è però prestare attenzione a tutto (sarebbe impossibile ed anche poco proficuo), ma capire come mai Lei si concentra molto bene in alcune cose (per esempio nel Suo lavoro) e meno bene in altre (le conversazioni con alcune persone). Penso che approfondire meglio questi aspetti all’interno del percorso clinico che ha intrapreso potrà risultare molto utile.

Cordiali saluti
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