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  4. Martedì, 16 Aprile 2013
Caro Dottore,

Le volevo descrivere la mia vita attuale, chiedendoLe consiglio.

Ho 20 anni e sono fidanzata da quasi 5 con un ragazzo poco più piccolo di me. Per farla breve, dice di amarmi, ma è molto morboso, ossessivo e possessivo nei miei confronti, non mi rispetta, spesso mi umilia anche senza motivo e quando litighiamo spesso ci alziamo le mani.Non posso frequentare nessuno, deve sapere sempre dove sono. Quando i miei partono, si stabilisce da me nonostante sappia che se i miei lo scoprissero passerei guai terribili. Mi accusa sempre di tradirlo. Non posso lasciarlo, perché altrimenti minaccia di dire tutto ai miei, rimarrebbe comunque un’ossessione, una persecuzione e comunque mi farebbe perdere il lavoro con i suoi dispetti. Tralasciando che, come minimo, sparerebbe a zero coi miei parenti su me e su loro, dispetti alle macchine, ecc... è egoista e stupido. Ogni sua esigenza viene prima della mia, anche il suo più insignificante capriccio, diventa più importante di una mia necessità. Persino della mia necessità di avere un lavoro, di curare il mio aspetto quando lo decido io. Fosse per lui, dovrei trovare lavoro solo nei posti in cui lui decide che i colleghi vanno bene e, ovviamente, per lui vado a letto con chiunque, in ogni circostanza. Se decido di depilarmi o fare un trattamento estetico, è la fine. Non posso truccarmi, non posso vestire "decentemente". Nemmeno fossi una foto-modella (anzi, fortunatamente non piaccio)… Ci tengo a precisare che non mi oppongo ai suoi controlli e non ha mai avuto modo di sentirsi preso in giro. Più volte mi ha confessato che la sua felicità è vedermi stare male... eppure dice di amarmi e volere un futuro con me. Io non credo di provare nulla nei suoi confronti se non compassione per una persona che mi obbliga a dirgli che lo amo e sono costretta a coccolare tutte le sere dopo il lavoro (il mio, perché lui, inconcludente, immaturo e irresponsabile, studia ancora nonostante 2 bocciature alle spalle). Per non rimanere isolata dal mondo, trattengo corrispondenze e-mail, ovviamente di nascosto. E mi sento persino in colpa, anche se non faccio niente di male... ma per me è un piccolo riscatto silenzioso ed un metodo di sopravvivenza sociale.

Caro Dottore, non Le chiedo le modalità per troncare i rapporti con questo ragazzo (cosa che vedo impossibile), ma Le chiedo come posso sopportare tutto questo. Ho spesso pensato al suicidio. Ringraziandola anticipatamente, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Silvia (20 anni)
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Gentile Silvia,

grazie della Sua mail e del Suo sfogo.

Lei conclude chiedendomi di dirle come può sopportare tutto questo, ma in realtà questa è la stessa identica domanda che a me viene da porle. Da quanto scrive traspare infatti rabbia, esasperazione e disperazione, mentre non si riesce ad intravvedere quali caratteristiche positive del Suo ragazzo La abbiano inizialmente conquistata ed abbiano permesso alla Vostra storia di durare per ben 5 anni. Se le cose stessero semplicemente come descritto, credo che Lei non avrebbe dubbi sul lasciare immediatamente questo ragazzo, che, a quanto scrive, Lei non ama più e da cui invece si sente ora attaccata, umiliata e sottomessa, indipendentemente dalla gravità delle possibili conseguenze. Magari sarebbe spaventata dal modo in cui lui potrebbe reagire e cercherebbe di trovare il modo migliore per farlo, ma i Suoi dubbi riguarderebbe semplicemente il "come lasciarlo", non il "se separarsi" e tanto meno il "come viverci insieme". Forse le cose sono più complicate di così perché Lei, oltre ad odiarlo in questo momento, è probabilmente ancora molto legata a lui e si rende anche conto di quanto questa persona è stata importante e determinante nella Sua vita e di come ora sarebbe difficile e disorientante ri-iniziare una nuova vita senza di lui. Il pensare di non poter fare a meno di lui non può che accrescere la Sua rabbia e disperazione. Il mio suggerimento è quindi di cercare di tracciare un bilancio il più sereno possibile della Vostra relazione, in cui considerare tanto le cose brutte che ora Lei vive con lui, quanto i bei momenti che sicuramente avrete passato insieme: credo che solo riconoscendo in Lei anche questa parte potrà trovare la forza per percepirsi un po' meno come una vittima e un po' più come l'artefice del Suo destino e decidere in che direzione vuole costruire il Suo futuro.

Per non rischiare di buttare via la Sua vita, tanto simbolicamente, continuando a star male, quanto materialmente, suicidandosi, La invito a farsi aiutare da uno psicoterapeuta che Le possa offrire un punto di vista esterno sulla situazione che sta vivendo e che possa costituire un punto fermo in mezzo alla tempesta delle Sue emozioni: un incontro di persona con uno psicoterapeuta e un percorso insieme costruito sulla fiducia non possono essere certo sostituiti da una semplice mail ad un sito.

Cordiali saluti e in bocca al lupo con affetto
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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  1. più di un mese fa
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  3. # 1
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Ciao, mi chiamo Anna. Ho una relazione da 3 anni, allora inizialmente ci siamo lasciati perché lui era violento nei miei confronti, mi picchiava come fossi un suo nemico e poi tornava dispiaciuto e diceva che non l'avrebbe mai più rifatto. Dopo che l'ho lasciato sono rimasta incinta e ho avuto questo bambino e quindi ci siamo riavvicinati con la convinzione che lui fosse cambiato. Invece ora mi ritrovo disperata, non lo amo più. Vorrei chiudere questo rapporto, ma ogni volta che ci provo mi dice sempre: io ti ammazzo. Tanto che l'ultima volta aveva un coltello e voleva uccidermi davanti al bambino. Vi prego aiutatemi. I carabinieri non fanno niente perchè l'avevo denunciato e non è successo niente.
  1. più di un mese fa
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  3. # 2
Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Anna, grazie della Sua drammatica testimonianza. Purtroppo arrivati al punto che descrive uno psicoterapeuta privato come me non è assolutamente più sufficiente e deve rivolgersi ai Servizi Sociali di competenza. Solo loro infatti, attraverso un'equipe composta da psicologo e assistente sociale che lavora in rete con le strutture e associazioni presenti sul territorio, possono aiutarla a trovare le soluzioni più idonee per proteggere Lei e Suo figlio.
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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