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  3. Martedì, 16 Aprile 2013
Caro Dottore,

non ne posso più e mi sento sempre più vuota, schifosa e inutile. Ho solo una certezza: ormai mi sono persa. Da piccola mio papà mi picchiava e abusava di me, per 2 anni sono stata in una comunità e poi a 5 anni sono stata adottata da quelli che adesso considero a tutti gli effetti i miei genitori, che sono delle brave persone e mi vogliono un sacco di bene. Con loro però non riesco a parlare molto perché sento che pur con le migliori intenzioni non possono capirmi, rimarrebbero sconvolti se sapessero come mi comporto e in ogni caso non voglio farmi vedere con loro così debole. Dico queste cose semplicemente perché penso possano essere importanti, ma il problema non è questo. Da un paio d’anni ho iniziato a chattare per trovare un ragazzo, un po’ perché mi sentivo molto sola, un po’ perché speravo sempre di trovare “quello giusto”. Sono andata a letto con tutti quelli che conoscevo in chat, perché per me fare sesso, anche se non provo molto piacere, significa dimenticare tutto e almeno per un attimo sentirmi piena, ma poi è solo peggio, perché mi disprezzo ancora di più. Spesso per stordirmi mi ubriaco, a volte bevo un po’ prima di fare sesso, ma tante altre bevo anche da sola nella mia camera… se poi mi accorgo di aver bevuto troppo faccio in modo di vomitare in bagno e pulisco tutte le tracce. Più volte ho pensato di prostituirmi, un po’ per provare come ci si sente, un po’ perché non credo che cambierebbe molto rispetto ad adesso e almeno guadagnerei un po’ di soldi e il mio comportamento avrebbe un senso. Altre volte ho pensato sinceramente di farla finita, ma poi non ne ho avuto il coraggio… forse se fossi stata meno codarda l’avrei già fatto. Mi sento come un pesce rosso in una piccola boccia di vetro: ho sentito alla televisione che un pesce rosso ha una memoria solo di pochi secondi e se non fosse così impazzirebbe a restare prigioniero dentro una piccola boccia di vetro… io mi sento precisamente così, tutto mi sembra senza senso e a volte mi sento di diventare pazza, se non lo sono già…Probabilmente è tutto inutile e mi scuso se Le ho fatto perdere del tempo, ma volevo capire… Da quello che le ho detto, Lei cosa pensa di me? Sono un caso da psichiatria? Grazie

pesce rosso impazzito (22 anni)
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile “pesce rosso impazzito”,
grazie di avermi scritto e della fiducia che ha riposto in me. Mi colpisce molto la Sua immagine di girare a vuoto in una piccola boccia di vetro e sento tanta disperazione nella Sua mail: descrive molto efficacemente come Lei si trovi ora in una situazione che sembra senza via d’uscita! Prostituirsi o suicidarsi, come probabilmente ha già intuito, non sarebbero delle soluzioni, ma solo ripetere in modo ancora più drammatico quello che Lei sta già facendo (consegnare il Suo corpo a tutti e ubriacarsi) per cercare di fuggire dal Suo dolore: purtroppo, come ha già sperimentato, questi "rimedi” danno solo un fugace sollievo, a cui segue una disperazione ancora più profonda, unita ad un senso di fallimento e di disprezzo per sé stessi. Le vittime di abuso spesso sentono un irrazionale senso di colpa per quello che hanno subito, non provano amore per sé stesse e a volte, senza rendersene conto, si accaniscono contro di sé come hanno fatto in passato i loro aguzzini: quanto Lei sta vivendo ora è sicuramente dovuto ai trascorsi della Sua infanzia, ma questo non La autorizza a continuare a buttare via la Sua vita! Lei scrive di avere una sola certezza, che in questo momento ha perso se stessa: io sono assolutamente d'accordo con Lei. Non penso quindi che Lei sia "un caso da psichiatria", ma certamente una ragazza che in questo momento sta molto male e ha bisogno di aiuto. Credo quindi che per Lei ora sia molto importante potersi confrontare con uno psicoterapeuta. I Suoi genitori, che, a quanto dice, Le vogliono bene e ci tengono a Lei, sicuramente hanno già intuito che ha bisogno di aiuto... non resta che chiederlo! Lei dice che non vuole far vedere ai Suoi che è debole, ma io penso che in realtà sia veramente forte solo una persona che è capace di riconoscere le sue debolezze. Non è necessario, se non lo desidera, che Lei adesso racconti ai Suoi genitori i dettagli della Sua vita privata, ma basta semplicemente che chieda di andare da uno psicoterapeuta. Lei è una persona maggiorenne, quindi il professionista a cui si rivolgerà sarà tenuto a rispettare la Sua privacy e quello che Lei dirà sarà coperto dal segreto professionale. Lei ha già iniziato a cambiare: questa volta, attraverso una e-mail, non ha contattato un altro ragazzo che La portasse a letto, ma un giovane uomo, che, in quanto psicoterapeuta professionista, potesse darle un primo piccolo aiuto per iniziare a risalire dal baratro in cui è precipitata. Io credo che Lei non sappia ancora come uscire da questa situazione, ma abbia già intuito in cuor Suo che evadere dalla boccia di vetro di cui si sente prigioniera è possibile e, aggiungo io, necessario. Là fuori c’è tutto un mondo da scoprire… non si fermi proprio ora!
Tifo per Lei
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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