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  1. giada
  2. Psicologia
  3. Mercoledì, 26 Luglio 2017, 12:17 PM
Beh, se l'avessi saputo che era "psicopatico" non mi ci sarei mai messa insieme. Ma le cose non si vedono mai all'inizio, ma si vedono purtroppo tardi. Dopo 6 mesi di frequentazione diciamo che c'è stata una rottura fra noi perché avevamo visioni opposte della vita e questo rendeva infelice sia me che lui. Il problema è stato il dopo della rottura. Fondamentalmente ha voluto lui rompere non considerandomi nel giusto modo, ma dopo è ritornato con il classico stalkeraggio di 20 chiamate al giorno senza che io gli rispondessi e una miriade di messaggi oltre le poste sotto casa.. Scema io ci sono ricascata, non so per quale motivo, ed ecco il punto. Per l'ennesima volta non dandomi le giuste considerazioni (non chiedo molto) è diventato una cosa paurosa ieri sera. Avevo casa libera e lui ha incominciato a urlare e a stringermi i polsi, che ora ho ancora i lividi, e a tirarmi degli schiaffi sul viso dove mi è rimasto qualche segno, e a cominciare a piangere, piangere, e a essere furioso, piangere e a essere furioso.. . Volevo solo che se ne andasse via e penso che sia stata la notte più brutta della mia vita. Se non che mi ritrovo la mattina lui con un coltello che mi dice io mi ammazzo… All'inizio pensavo volesse ammazzare me, ma comunque la cosa era paralizzante. Fatto sta che ho fatto finta di "amarlo ancora" e per poterlo sbattere poi fuori casa. Ma ora?! Mi immagino che dopo lavoro me lo trovo sotto casa e io non so cosa fare... Chiamare i carabinieri? E se questo si arrabbia o, non so, fa peggio di prima? Io già soffro di attacchi di panico, prendo medicinali per combattere la mia ansia… e ora c'è pure lui. Sono distrutta. Un altro mese così non ce la faccio a passarlo…
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Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Giada, grazie del Suo messaggio.
Comprendo e rispetto profondamente la Sua angoscia e proprio perché desidero riuscire ad essere almeno in parte di aiuto, mi permetto di proporle di provare per un attimo a vedere la situazione sotto una prospettiva differente.
Ci sono due questioni, legate fra loro, da affrontare:
- Perché Lei ha ripreso la relazione con lui dopo che, a seguito della Vostra separazione, lui si era comportato da stalker?
- Come poterlo lasciare ora, limitando il rischio che lui diventi pericoloso per Lei o per sé stessa?
Rispondere alla prima questione ci permette di capire meglio come gestire la seconda,
Da quanto scrive, la rottura della relazione, in entrambi i casi, sembra essere stata motivata dal fatto che Lei non si sentiva sufficientemente considerata. Questo sembra sottintendere che lui sarebbe forse potuto anche andare bene per Lei… se solo lui La avesse fatta sentire più importante!
Ora, nel momento in cui lui La chiama 20 volte al giorno e si presenta a sorpresa sotto casa Sua, quello che lui fa è esattamente questo: farla sentire importante! E difatti a seguito di questo comportamento Lei si è rimessa insieme con lui. Quindi da un lato, a parole, gli comunica “Non vai bene, sei uno stalker!”, dall’altro con il Suo comportamento (rimettendosi insieme con lui) implicitamente gli comunica “Adesso vai bene, così mi piaci!”.
Nella situazione più recente, quando lui si è dimostrato furioso (diventando fisicamente violento) e disperato (piangendo e minacciando con un coltello di ammazzarsi) di fronte alla prospettiva di una Vostra separazione, lui, ancora una volta, La ha fatta sentire molto molto importante! E anche qui Lei gli ha comunicato un messaggio contraddittorio: da un lato lo considera e definisce “psicopatico”, dall’altro, proprio per questo, ha scelto di fingere (?) di amarlo ancora.
Credo quindi che per prima cosa sia necessario fare onestamente chiarezza dentro di Lei su quello che prova per lui, osservandosi senza giudicarsi e permettendosi di accettare che dentro di Lei ci possano essere anche emozioni molto contrastanti. Per esempio potrebbe essere che da una parte Lei sia molto spaventata di lui e se ne voglia sinceramente liberare e contemporaneamente da un’altra parte Lei si senta ancora estremamente legata a lui e a qualche livello senta fortemente bisogno di quelle intensissime emozioni (connesse al sentirsi importante) che lui Le fa provare.
Probabilmente, senza rendersene conto, anche Lei contribuisce a mantenere in vita questa dinamica relazionale disfunzionale, anche se questo non giustifica certo il comportamento violento di lui.
Lui infatti è interamente responsabile delle sue azioni (e se lui dovesse malauguratamente decidere di farsi del male Lei non può in alcun modo sentirsi responsabile di questo), ma Lei è responsabile delle proprie azioni e dei messaggi forse contradditori che inconsapevolmente gli manda e che probabilmente alimentano questa dinamica relazionale.
Visto che Lei soffre già anche di attacchi di panico e ansia, credo che, se non lo sta già facendo, oltre ad assumere farmaci, un percorso di psicoterapia personale Le sarebbe di grandissimo aiuto.
In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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