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  3. Lunedì, 15 Aprile 2013
Ok Dottore, La ringrazio!
Mi scusi tanto.... Le vorrei comunicare anche un’altra cosa [vedi Dialogo n.24]... il mio quadro è più complesso in realtà! ...da due giorni sto soffrendo di nuovo d'ansia. Le spiego… ho già avuto un periodo di ansia legato alla mia separazione con una mia amica con la quale ho vissuto in "simbiosi" per 4 anni… nel senso che abbiamo fatto le superiori insieme e abbiamo deciso di andare a studiare fuori in un’altra città insieme. I primi due anni stavamo anche in doppia poi, durante un'esperienza di studi all'estero, dove siamo andate entrambe, abbiamo deciso di prendere case separate, di comune accordo… ma forse io ne ho risentito di più.
Ora sto affrontando un periodo abbastanza stressante, sto finendo di laurearmi e mi mancano ancora due esami e tesi e vorrei laurearmi a giugno e non so se riuscirò con i tempi. Ho avuto tanti momenti di introspezione, studio anch'io psicologia, e mi sono resa conto che l'ansia mi viene quando mi confronto con altre persone. Nel senso che, se una persona significativa, con la quale ho un'attività in comune, per esempio lo studio, mi comunica un progetto o una visione diversa dalla mia, io inizio a mettere in discussione le mie sicurezze e i timori divengono anche i miei… ovvio non capita con tutti! E’ capitato con due persone per me molto importanti, questa mia amica appunto e un ragazzo con cui condividevo l'attività di tirocinio (che è lo stesso della mail precedente!) E’ una cosa difficile da spiegare, comunque ho capito che forse il problema è proprio questo: non ho ancora definito bene la mia identità e l'ansia inizialmente è scattata proprio nel momento in cui mi sono ritrovata "sola" con me stessa e ritorna ogni qualvolta io debba stabilire limiti veri tra la mia persona (ciò che credo, la mia visione delle cose, e soprattutto i progetti e il futuro) e le altre significative, specialmente l'amica di cui ho parlato. Sento che io ci sono sempre nel momento del bisogno, e sento che questa persona, ed è già accaduto in passato con altre amicizie, mi "usa" per stare meglio, svuota le sue ansie (che mi sono presa io) e se ne va’. Mi capita però che quando io ho bisogno mi sento sola. Mi piace aiutare le persone e sicuramente mi do troppo, tanto da mettere in discussione le mie sicurezze appunto. Il fatto è che io sono cosciente di tutto questo e nonostante tutto ancora ci casco… mi sono già sentita strumentalizzata in questo senso in passato. Ora, se di tutto questo ne sono consapevole, come devo fare a cambiare queste dinamiche relazionali? E specialmente come devo fare con questa mia amica che ultimamente mi fa solo del male senza saperlo? Purtroppo non ho soldi per una psicoterapia, Lei pensa che possa riuscire da sola, anche con le conoscenze di psicologia e con l'introspezione che ho (anche troppa a volte!), a risolvere la situazione?
La ringrazio tanto e mi deve scusare se Le ho riscritto per poterle riferire il mio malessere attuale, che sinceramente trovo anche più intenso rispetto al contenuto della precedente mail... aspetto una Sua risposta e la ringrazio ancora di cuore.
Cordiali saluti
Maddalena (22 anni)
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Maddalena,

grazie della Sua ulteriore mail.
Credo che al centro di tutto ci possa essere l’autostima, cioè la fiducia in sé stessi. Chi la prova è in grado di ascoltare il parere degli altri con genuino interesse e curiosità, senza bisogno di difendere a tutti i costi il proprio punto di vista; è però anche capace di porre dei limiti e fare delle richieste alle altre persone, senza paura di essere per questo giudicato o rifiutato.
Una vera amicizia è sicuramente una relazione in cui si può dare e ricevere aiuto da entrambe le parti, ma un’amicizia si costruisce sempre in due e non è detto che chiedere aiuto sia più facile di darlo!
Fortunatamente non per ogni situazione è necessaria una psicoterapia, che poi altro non è che una forma molto particolare di relazione fra due persone. E’ però anche vero che spesso a ragionare troppo da soli sui propri problemi non si fa che peggiorare le cose: è un po’ come quando si vede nei fumetti una persona che, a furia di camminare avanti e indietro sempre nello stesso punto, crea un solco nel pavimento e sprofonda sempre più in basso. Provi a parlare di queste cose, con il cuore in mano, ad una Sua amica…

Cordiali saluti e in bocca al lupo
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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