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  3. Mercoledì, 18 Settembre 2013
Salve, sono una ragazza di 22 anni e ho un grosso problema di autostima.
Mi guardo allo specchio e odio quello che vedo perchè sono leggermente in sovrappeso, ho uno strabismo (non molto accentuato), odio i miei capelli, il mio viso e il mio corpo. Sto facendo la dieta e sto perdendo peso, ma la fiducia in me stessa non aumenta. Quando vedo le altre ragazze per foto o in giro sono invidiosa molto più del lecito e spesso provo fitte di odio acuto verso me stessa che mi fanno stare ancora peggio perchè so che mi sto maltrattando da sola. Ora, tutte le ragazze hanno qualche difetto che vorrebbero cambiare, ma io ci penso continuamente, è un'ossessione e mi sta rovinando la vita. Questo mi crea problemi anche con le relazioni interpersonali perchè penso che nessuno vorrebbe avere a che fare con una come me. Adesso, vorrei precisare che obbiettivamente non sono brutta, ho degli amici e un ragazzo che, non so come, riescono a sopportarmi, ma questa mia ossessione mi ha creato parecchi problemi anche con queste persone. Le ex del mio ragazzo le vedo molto più belle e interessanti di me e più volte gli ho chiesto seriamente come diamine fa a stare insieme a me. Posso sembrare una persona superficiale che si ferma all'aspetto esteriore e forse lo sono, ma questa cosa davvero mi sta rovinando l'esistenza. Quando avevo 16 anni sono addirittura arrivata all'autolesionismo per questo problema, e ho smesso di farmi del male a 19 anni. Mi sento inadeguata in qualsiasi contesto e la maggior parte delle volte vorrei non esistere e non essere proprio mai esistita. Non so più cosa fare, a chi rivolgermi, vorrei qualche consiglio e se possibile, capire quale sia il problema.
Grazie di cuore.
Campi Personalizzati
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Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Baby,

grazie del Suo messaggio.

Tempo fa ho avuto come paziente una giovane particolarmente bella. Lavorava come “ragazza immagine” e da tutti veniva riconosciuta come estremamente attraente. Da tutti, tranne che da sé stessa. Nonostante avesse poco più di vent’anni, aveva già fatto molti interventi di chirurgia estetica. Per esempio si era già fatta accorciare il naso e rifare per ben 3 volte il seno. E più si ritoccava, più si vedeva difetti da correggere. Solo alla richiesta di un ennesimo ritocco, un bravo chirurgo aveva imposto come precondizione all’intervento che la ragazza andasse prima a parlare con uno psicologo. Il problema infatti non era infatti il suo aspetto fisico, ma come si percepiva lei stessa.

L’azienda “Dove” (quella delle saponette, per intenderci) all’interno del progetto “Bellezza autentica” ha creato un interessante esperimento. Chiedeva a varie donne di descrivere nei dettagli il proprio viso ad un ritrattista professionista che tracciava un disegno basandosi esclusivamente sulla descrizione ricevuta e senza poterle vedere direttamente.  Lo stesso ritrattista tracciava poi in modo analogo un secondo disegno basandosi però questa volta sulla descrizione di un’altra persona, la quale in precedenza aveva passato alcuni minuti in una sala d’aspetto insieme con la donna ritratta.

I due diversi ritratti venivano poi esposti uno di fianco all’altro in una mostra e i soggetti ritratti vedendoli restavano sempre molto sorpresi dai due differenti risultati. Infatti i volti disegnati in base alla descrizione di una persona estranea erano: 1) molto più belli di quelli basati sull’auto-descrizione della donna ritratta e anche 2) molto più somiglianti al volto reale. Se la incuriosisce, può trovare il video originale [url=http://www.youtube.com/watch?v=elXIjE-l03A#t=24]qui[/url] .

Mi viene quindi da proporle di farsi 3 fondamentali domande, relative al passato, presente e futuro.

Passato. Quando e attraverso quali esperienze ha imparato a sentirsi brutta?

Presente. Oggi, se immagina per un attimo di guardarsi attraverso gli occhi dei Suoi amici o del Suo ragazzo, qual è quel particolare del Suo aspetto fisico che potrebbe essere considerato bello?

Futuro. A cosa Le serve continuare a sentirsi brutta e da cosa La può proteggere?

Marianne Williamson scrive: “La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda è di essere potenti oltre ogni limite. E’ la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.”

Io sono d’accordo, e Lei?
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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