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  3. Martedì, 16 Aprile 2013
Buonasera Dottore, Le espongo il mio problema. Sono stata fidanzata per anni con un ragazzo albanese che, a causa di un mancato rinnovo del permesso di soggiorno, a fine 2009, è dovuto tornare in Albania. Abbiamo continuato la nostra storia a distanza per qualche mese fin a quando, senza darmi spiegazioni, dall’oggi al domani, mi ha lasciata.
Sono riuscita a superare questa delusione sentimentale, ma, cinque mesi dopo, mi ha ricontattata e illusa, sapendo che ero ancora innamorata di lui. Dopo qualche mese mi ha detto di doversi sposare con un matrimonio combinato e quando mi ha ricontattata in realtà sapeva già che avrebbe dovuto sposare una connazionale. E’ da più di un anno che non lo sento e non riesco a superare questa delusione.
La ringrazio per un Suo parere.

Giulia (22 anni)
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Giulia,
grazie della Sua mail. Lei ha già sperimentato di saper amare e poter essere amata. Purtroppo o per fortuna, il passato non ritorna mai, si può solo andare avanti. Se si cammina in avanti con la testa voltata indietro, per quanto possa essere comprensibile la tentazione di farlo, difficilmente si percorrerà una buona strada. Credo perciò sia importante che Lei riesca a trovare dentro se stessa la forza per guardare avanti, lasciando alle Sue spalle il doloroso passato.
Mi viene in mente una bellissima canzone, Euridice, scritta da Roberto Vecchioni ispirandosi all’antico mito greco di Orfeo, che se ha occasione (si trova anche su internet), vale la pena di sentire. Nel famoso mito greco da cui prende spunto la canzone, Orfeo va a riprendere la sua amata moglie Euridice negli inferi dopo che è morta, perché vuole riportarla con lui nel mondo dei vivi. Gli dei degli inferi, commossi dal grande amore di Orfeo, gli permettono di ricondurre Euridice nel mondo dei vivi, a patto che Orfeo durante il tragitto non si giri mai indietro a guardarla, altrimenti Euridice scomparirà per sempre.
Roberto Vecchioni parte da questo spunto e nella prima parte della canzone descrive un Orfeo che non riesce in alcun modo a dimenticare la sua amata.

“E canterò, canterò finché avrò fiato, / finché avrò voce, di dolcezza e rabbia / gli uomini, segni dimenticati, / gli uomini, lacrime nella pioggia, / aggrappati alla vita che se ne va / con tutto il furore dell'ultimo bacio / nell'ultimo giorno, dell'ultimo amore; / e canterò finché tu piangerai, / e canterò finché tu perderai, / e canterò finché tu scoppierai / e me la ridarai indietro.”

Nella seconda parte della canzone Vecchioni fa però compiere ad Orfeo una scelta diversa e per alcuni versi inaspettata: Orfeo decide lui, volontariamente, di girarsi e lasciare Euridice al suo destino, sceglie cioè di abbandonare definitivamente il passato e di dirigersi verso un nuovo promettente futuro.
“Ma non avrò più la forza / di portarla là fuori, / perché lei adesso è morta / e là fuori ci sono la luce e i colori; / dopo aver vinto il cielo / e battuto l'inferno, / basterà che mi volti / e la lascio alla notte, / la lascio all'inverno... // E mi volterò / (le carezze sue di ieri) / mi volterò / (non saranno mai più quelle) / mi volterò / (e nel mondo, su, là fuori) / mi volterò / (s'intravedono le stelle) / mi volterò perché l'ho visto il gelo / che le ha preso la vita, / e io, io adesso, nessun altro, / dico che è finita; / e ragazze sognanti m'aspettano / a danzarmi il cuore, / perché tutto quello / che si piange non è amore; / mi volterò perché tu sfiorirai, / mi volterò perché tu sparirai, / mi volterò perché già non ci sei / e ti addormenterai per sempre.”
Auguri e buona vita… là fuori ci sono la luce e i colori!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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