Egregio Dottore,
ho 46 anni e sono insieme a mio marito da 28 anni. Abbiamo una figlia meravigliosa di 15 anni e la mia vita fra alti e bassi è andata meravigliosamente fino ad adesso. Circa un 1 mese fa ho scoperto che mio marito ha avuto una relazione a sua detta “saltuaria” con una sua conoscente anche più vecchia di me. Il problema è che non è stata una relazione prettamente sessuale, ma più che altro emotiva. (…) Quando ho scoperto il tutto (a dire la verità lui ha fatto in modo che io scoprissi tutta la faccenda perché la situazione era diventata per lui insostenibile) ne abbiamo parlato e lui mi ha detto che la cosa è finita e lui ha deciso di stare con me e con la famiglia perché io sono un'altra cosa o come dice lui sono "di un grado più elevato". Io ho deciso di perdonare perché lo amo comunque tantissimo e mi sono resa conto che una buona parte di colpa è mia, ma mi rendo conto che non è facilissimo. (…) Ho passato l'ultimo mese a ribaltare la casa per trovare altre prove e ho passato giorni veramente di inferno e altri in cui mi sentivo abbastanza bene. Abbiamo riparlato ancora anche perché lui soffre nel vedermi in questa situazione, ma io soffro ancora di più. Mi sono accorta che mi si è abbassata molto l'autostima e ho bisogno di continue conferme da parte sua. Lui ha già cominciato ad andare da uno psicologo e ha consigliato anche a me di parlare con qualcuno perché il suo terapeuta gli ha detto che lui non mi può aiutare più di tanto perché in questo momento lui è il mio nemico. Mi rendo conto che è passato poco tempo dalla "scoperta", ma credo sia meglio correre subito ai ripari. Secondo lei sarebbe meglio che io parlassi con il suo stesso terapeuta o me ne trovassi uno per conto mio? Penso più che altro ad una eventuale terapia di coppia. Mi scuso per essermi dilungata ma mi fa molto bene parlare con qualcuno al di fuori di tutto, anche perché io non ho raccontato niente a nessuno. Grazie per l'opportunità e cordiali saluti.
Loredana (46 anni)
ho 46 anni e sono insieme a mio marito da 28 anni. Abbiamo una figlia meravigliosa di 15 anni e la mia vita fra alti e bassi è andata meravigliosamente fino ad adesso. Circa un 1 mese fa ho scoperto che mio marito ha avuto una relazione a sua detta “saltuaria” con una sua conoscente anche più vecchia di me. Il problema è che non è stata una relazione prettamente sessuale, ma più che altro emotiva. (…) Quando ho scoperto il tutto (a dire la verità lui ha fatto in modo che io scoprissi tutta la faccenda perché la situazione era diventata per lui insostenibile) ne abbiamo parlato e lui mi ha detto che la cosa è finita e lui ha deciso di stare con me e con la famiglia perché io sono un'altra cosa o come dice lui sono "di un grado più elevato". Io ho deciso di perdonare perché lo amo comunque tantissimo e mi sono resa conto che una buona parte di colpa è mia, ma mi rendo conto che non è facilissimo. (…) Ho passato l'ultimo mese a ribaltare la casa per trovare altre prove e ho passato giorni veramente di inferno e altri in cui mi sentivo abbastanza bene. Abbiamo riparlato ancora anche perché lui soffre nel vedermi in questa situazione, ma io soffro ancora di più. Mi sono accorta che mi si è abbassata molto l'autostima e ho bisogno di continue conferme da parte sua. Lui ha già cominciato ad andare da uno psicologo e ha consigliato anche a me di parlare con qualcuno perché il suo terapeuta gli ha detto che lui non mi può aiutare più di tanto perché in questo momento lui è il mio nemico. Mi rendo conto che è passato poco tempo dalla "scoperta", ma credo sia meglio correre subito ai ripari. Secondo lei sarebbe meglio che io parlassi con il suo stesso terapeuta o me ne trovassi uno per conto mio? Penso più che altro ad una eventuale terapia di coppia. Mi scuso per essermi dilungata ma mi fa molto bene parlare con qualcuno al di fuori di tutto, anche perché io non ho raccontato niente a nessuno. Grazie per l'opportunità e cordiali saluti.
Loredana (46 anni)
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