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  Domenica, 12 Maggio 2024
  1 Risposta
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Salve, sono un ragazzo di 29 anni. Ho un rapporto conflittuale con mio padre. Ho brutti ricordi da piccolo che mi ritornano sempre in mente: perché mi picchiava, perché prendevo male le posate, ecc. Oppure un giorno mi ha chiesto: cosa vorresti fare da grande? E io: il ladro (all’epoca vedevo cartoni animati tipo Diabolik ed era il mio idolo) e mi ricordo questo schiaffone. Mi costringeva la domenica ad andare ad aiutarlo, oppure solo stare lì con lui a guardarlo anche se io volevo andare a giocare con gli amici.
Crescendo mi sono sempre più distaccato, ho lasciato la scuola e già lavoricchiavo a giornate. I miei vanno via e io resto nel mio paesino con i miei nonni da lì inizia la tiritera di critiche. Facevo il venditore e venivo criticato perché guadagnavo poco e avrei dovuto raggiungerli, perché al nord c’era più lavoro. Cambio lavoro e faccio le stagioni in cucina: non andava bene perché lavoravo poco. Vado via da lì perché non mi piace e sarei dovuto rimanere per forza. Mi compro con i miei soldi una macchina usata e mi dice che fa cagare e che avrei dovuto chiedere consiglio a lui, che lui ha più esperienza di me in fatto di automobili.
Adesso lavoro stagionale come cuoco e sono single e mi critica spesso perché non ho una famiglia mia, perché non ho una casa mia, perché non ho una bella auto, perché non ho un lavoro fisso… Io vorrei andare via, ma mi piace il rapporto che ho con mia madre e mio fratello più piccolo. Quando sto con loro sto bene, ma quando c'è mio padre mi sento sempre inadeguato e non accettato. Cosa dovrei fare? Forse ho sempre sbagliato io? Forse vuole solo il mio bene? Io non capisco e ci sto male.
circa 4 settimane fa
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#1967
Buongiorno Alessandro, grazie per il Suo messaggio.
Al di là di Suo papà, di cosa Lei, Alessandro, è più soddisfatto nella Sua vita?
In che cosa si piace e quali obiettivi, grandi o piccoli, è felice di aver già raggiunto?
Da quanto scrive, Lei sembra una persona molto intraprendente e tenace, che si è sempre dato molto da fare e non ha mai mollato nonostante le difficoltà. Inoltre ha saputo costruire un bel rapporto con Sua mamma e Suo fratello più piccolo, ai quali è molto legato.
Il primo passo quindi è di essere più consapevole delle Sue qualità e rendersi conto che ci sono tante cose in Lei che vanno già bene così come sono e che ha già raggiunto tanti traguardi.
Ora che è più consapevole di questo, il secondo passo è capire cosa altro desidera veramente da sé stesso e dalla Sua vita. Quale ulteriore obiettivo Le piacerebbe veramente raggiungere? Magari Le piacerebbe iniziare a frequentare una ragazza e costruire una bella relazione? Oppure Le darebbe soddisfazione avere un lavoro più stabile durante l’anno che La renda economicamente più autonomo? O ha un altro obiettivo differente che Le sta più a cuore?
Si dia un singolo obiettivo che per Lei possa essere veramente stimolante e inizi a fare azioni concrete, piccole ma costanti, che vadano in questa direzione.
Solo dopo aver messo al centro sé stesso, le Sue qualità, i Suoi punti di forza e ciò che La motiva di più, solo allora può tornare, se vuole, a pensare a Suo papà, ma in modo diverso da quanto ha fatto spontaneamente finora.
Secondo Lei che intenzione positiva ci potrebbe essere dietro le critiche di Suo papà?
Forse Suo papà con le sue critiche vuole semplicemente dirle, seppur in modo maldestro, così come riesce, che ci tiene a Lei e che vorrebbe il meglio per Lei. Soltanto questo.
E allora Lei, Alessandro, potrebbe spiegargli, almeno dentro di sé: papà sono felice che tu ci tenga così tanto a me, ma stai attento, per favore, perché queste tue critiche, dette così, invece che spronarmi a fare sempre meglio rischiano di ferirmi inutilmente facendomi perdere solo fiducia in me stesso!
Adesso Alessandro, se Suo papà, per magia, ora potesse capire profondamente come si sente Lei in questo momento e fosse improvvisamente capace di esprimersi in un modo completamente diverso, cosa Le potrebbe dire dal profondo del suo cuore?
Come terzo e ultimo passo, scriva ora una lettera a sé stesso: la lettera che Le piacerebbe ricevere da Suo papà, la lettera che Suo papà forse in fondo al suo cuore Le vorrebbe veramente scrivere, se solo ne fosse capace…
In bocca al lupo!
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