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  3. Martedì, 16 Aprile 2013
Buonasera,
mi chiamo Elena, ho 41 anni, sono sposata da 12 anni e ho due splendidi figli di 7 e 10 anni, a cui sono legatissima.
Tre mesi fa ho scoperto sul telefonino di mio marito alcuni messaggini inequivocabili scritti da una ragazzina di solo 26 anni che lavora con lui. L’ho affrontato: lui all’inizio ha tentato di negare l’evidenza, ma poi ha ammesso di avere avuto una relazione con lei e ha dichiarato che da tempo ormai non mi ama più. Diverse volte nella nostra relazione abbiamo affrontato periodi di crisi e siamo riusciti a superarli, ma ora mi rendo conto che nella nostra coppia probabilmente non c’è più nulla da recuperare. Penso che io e mio marito ormai non abbiamo probabilmente più nulla in comune se non i nostri figli: per me non ha quindi nessun senso continuare a stare insieme.
Alcuni conoscenti e soprattutto mia suocera (che è molto religiosa) sostengono però che se noi ci separassimo, rovineremmo per sempre la vita ai nostri figli e che creeremmo loro un trauma che li segnerebbe per il resto della loro vita. Dicono quindi che dovremmo rimanere insieme comunque per amore loro, ma io sento che in questo modo finirei per annullarmi e deprimermi, dovrei rinunciare alla mia felicità e probabilmente alla fine diventerei anche una pessima mamma, sempre triste e insoddisfatta. D’altro canto io amo infinitamente i miei figli e tutto voglio fuorché far loro del male. Sono quindi assalita da continui dubbi e timori e mi chiedo se forse non dovrei veramente essere meno egoista e sacrificarmi per la loro felicità.
So che per i miei figli, che sono legatissimi anche a loro padre, se noi ci separassimo sarebbe un grande dolore, ma secondo Lei sarebbe davvero un trauma cosi forte da potergli rovinare per sempre la vita? Immagino che Lei abbia nel Suo lavoro visto tante situazioni così… Mi dica, cosa devo fare? Grazie fin d’ora per il Suo parere!
Elena (41 anni)
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Elena,
grazie della Sua sofferta mail e mi rincresce della difficile situazione che sta vivendo.
Prima di separarsi da Suo marito credo sia importante prendersi del tempo per riflettere se è proprio vero che nella Vostra coppia “non c’è più nulla da recuperare” e se realmente niente tranne i figli vi tiene insieme ora. Nel corso di questi 12 anni di matrimonio infatti sia Lei che Suo marito sarete molto cambiati, è quindi comprensibile che l’equilibrio di coppia che avevate un tempo ora non funzioni più, ma potrebbe essere ancora possibile costruire un nuovo e diverso equilibrio di coppia in cui riscoprire l’affetto che vi ha tenuto legati per tutti questi anni. A questo proposito a volte alcuni colloqui, personali o di coppia, con uno psicologo possono risultare preziosi per esplorare i propri sentimenti, motivazioni e desideri più profondi.
Se alla fine dovesse comunque scegliere la separazione, è evidente che i figli non possano che risentire di questa situazione, per loro certamente non ideale, ma molto è possibile fare per tutelarli e sostenerli in questa delicata fase di cambiamento. Numerosi studi dimostrano del resto che i figli possono crescere più serenamente con genitori separati che riescono a comunicare fra loro costruttivamente nell'interesse dei bambini,piuttosto che in situazioni in cui i genitori rimangono insieme con continui accesi litigi ed accumulando sofferenza e frustrazioni. Sono quindi d'accordo con Lei che la soluzione non consiste certo nell'annullarsi come persona e che al contrario il dono più bello che può dare ai Suoi figli è quello di avere una mamma serena e soddisfatta della propria vita.
L'impatto emotivo che può avere la Vostra separazione sui figli e sulla loro vita futura dipende in larghissima parte da come viene gestito dagli adulti questo passaggio. E' vero infatti che Lei e Suo marito potete decidere di non essere più coniugi, ma rimarrete sempre e comunque entrambi genitori dei Vostri figli.
E' molto importante quindi che Voi due possiate darvi una specie di "codice di autoregolamentazione" per tutelare i Vostri figli nell'interesse comune di farli soffrire il meno possibile. Se non riuscite da soli, a volte possono essere utili a questo scopo anche alcuni colloqui congiunti con uno psicologo o un mediatore familiare. Alcuni principii da seguire sono per esempio: 1) cercare di evitare qualsiasi litigio o discussione davanti a loro, sforzandosi di rimandarli ad un momento in cui i figli non sono presenti 2) non parlare mai male del coniuge alla presenza dei figli, né denigrare o squalificare quanto da lui/lei detto o fatto 3) comunicare una eventuale separazione il più possibile come una scelta presa di comune accordo 4) favorire ed incoraggiare il rapporto fra i figli e il genitore non convivente, sia tramite telefonate che incontri di persona.
Se Lei e Suo marito riuscirete a gestire con questo spirito una eventuale separazione, sono convinto che i Vostri figli riusciranno a superare bene anche questo doloroso momento senza checiò metta a rischio la loro felicità futura.

In bocca al lupo
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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