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  Venerdì, 19 Maggio 2023
  1 Risposta
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Buongiorno,
sono stata abusata da mio padre fin da piccola, ho ricordi frammentari. Purtroppo l’abuso è stato esteso coinvolgendo il fratello maggiore e in presenza di persone esterne. Non ricordo quando è finito, e i ricordi sono ritornati quando poi mio fratello ha ripreso lui con rapporti completi all’età di 16 anni. Poi sono scappata di casa a 18 anni dopo aborto. Piano piano piano mi sono ricostruita una vita col mio attuale marito con tanta fatica e ho tre figli. Ora ho deciso (non so perché) di riavvicinarmi a mio padre con però la sorpresa di una ripresa del suo interesse nei miei confronti. Ho tenuto nascosto questa cosa a mio marito… ma mio padre continua e io non riesco a dire di no… e vuole sempre di più e io non riesco a rifiutarlo…
Mi sembra di vivere due vite…
Dott. Claudio Sessa Vitali changed the title from Ce la farò? to Come interrompere un abuso? — circa 9 mesi fa
Gentile Pat, grazie del Suo messaggio e della Sua fiducia. Mi spiace molto per la drammatica situazione che ha vissuto e purtroppo sta ancora vivendo.
E’ cresciuta in una situazione molto confusiva in un contesto in cui gli affetti familiari sono stati mischiati con sessualità e abusi ed è normale che in una simile dinamica Lei possa far fatica a porre limiti sani e chiari. Le due vite che sente di vivere ora sono quella attuale, della famiglia che si è saputa costruire, con suo marito e i Suoi figli, e quella passata, della Sua famiglia di origine, caratterizzata da una grande confusione, da legami importanti, abusi e patologia.
Lei è una donna molto forte, ma in questa situazione ha bisogno di aiuto.
Il primo passo che ha fatto scrivendo qui è importantissimo. I segreti creano patologia e segreti di questo genere diventano un fardello pesantissimo da sopportare, per questo è stato così importante aver trovato il coraggio di scriverne qui.
Ora però serve uno spazio di riflessione e lavoro con uno psicoterapeuta che La aiuti ad elaborare quello che è successo e fare più chiarezza fra le forti emozioni contrapposte che prova ora dentro di sé.
So che un lavoro psicologico su questi temi può essere emotivamente molto faticoso, ma non farlo potrebbe alla fine crearle una fatica e una sofferenza ben maggiori.
Lo faccia innanzitutto per sé, una donna forte e coraggiosa che è sopravvissuta a tante sofferenze e fatiche e può finalmente trovare la serenità che merita.
E lo faccia anche per i Suoi figli: solo elaborando pienamente quello che Le è successo e facendo chiarezza dentro di sé potrà proteggerli e sostenerli in modo veramente efficace, evitando che loro si trovino involontariamente a dover affrontare in prima persona fatiche, traumi e confusione provenienti dalla generazione precedente.
Per trovare uno psicoterapeuta del Servizio Sanitario Nazionale, Le consiglio preferibilmente di chiedere al Suo medico di base, a cui basterà dire che ha dei forti conflitti interni che Le creano angoscia e che desidererebbe parlarne con uno specialista. Lui Le potrà fare una prescrizione per un primo colloquio psicologico e indirizzarla alla struttura più adatta nel territorio dove vive, che probabilmente potrebbe essere un Consultorio Familiare.
Se per qualche motivo non riuscisse, può fare una breve ricerca su internet e un paio di telefonate per capire quale può essere la struttura più adatta a cui rivolgersi nel territorio in cui vive e quali sono le modalità di accesso.
L’importante è che non si fermi ora e cerchi aiuto per uscire da questa situazione, sia esterna (con suo papà) sia interna (rispetto al groviglio di emozioni che prova dentro).
In bocca al lupo!
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