Carissima Tina,
essere mamma a tempo pieno di un bambino di 2 anni e occuparsene non è un compito facile, anzi è molto difficile e complesso: può creare pensieri e preoccupazioni molto disturbanti.
Molte neo mamme vivono le medesime sensazioni (ansia e depressione) ed emozioni (di solitudine e di sconforto) a fronte della fatica e dell’impegno che necessita la cura di un bambino nelle 24 ore.
Inoltre Lei è da sola, senza i nonni che non sono al momento una risorsa pratica (nel senso che non Le sono di sostegno concretamente per il bimbo) ed emotiva (il disinteresse della nonna paterna).
In attesa che il bambino l’anno prossimo inizi la scuola dell’infanzia (e mi creda sarà l’inizio di una bella avventura anche per Lei – conoscerà altre mamme con cui intreccerà delle belle amicizie), provi a prendere contatto con una ludoteca di zona oppure con la biblioteca, provi a frequentare un corso di piscina mamma – bimbo oppure si rivolga a un consultorio famigliare (a volte organizzano corsi per mamme – bimbo, sono promotori di iniziative interessanti).
Spesso queste iniziative (e sono tante, ma bisogna un po’ cercarle!) sono gratuite o a prezzi calmierati, sia che abiti in una città sia che abiti in una realtà più piccola.
È opportuno che provi ad organizzare la Sua giornata, con una certa routine, rispettando gli impegni e gli obiettivi della giornata (si crei proprio una tabella): provi a mantenere degli orari di uscita mattutina/pomeridiana, definendo un programma di massima dal mattino (un caffè, un piccola spesa, parco/ludoteca/biblioteca) al pomeriggio (un corso di piscina, parco/ludoteca/biblioteca).
La quotidianità con un piccolo bimbo di 2 anni non è una impresa facile da vivere e affrontare: è per questo che è importante provare a organizzarsi come meglio si può perché insieme Voi due possiate vivere dei momenti più ricchi, anche in relazione con altri (bambini e adulti) che stanno vivendo le medesime esperienze e emozioni.
L’ansia che prova è un segnale di disagio che vale la pena affrontare: in consultorio può provare a chiedere di essere seguita da un collega psicoterapeuta perché possa aiutarla e sostenerla ulteriormente a far fronte a questi pensieri e preoccupazioni che sono comuni a molte mamme, ma che conviene affrontare subito.
In bocca al lupo ad entrambi!