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Apri un dialogo nuovo

  Martedì, 02 Aprile 2019
  1 Risposta
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Buongiorno,
É da tempo che ho un chiodo fisso: sono lesbica o no? Ho sempre avuto paura di esserlo, addirittura evitavo le persone omosessuali e ogni video o foto in cui venivano ritrattati proprio per paura di esserlo. In seguito varie delusioni da parte dei ragazzi, il fatto che non sono mai stata innamorata di loro ha scatenato in me questo pensiero. Ieri però parlando con la mia psicologa del rapporto con mia madre è emerso che io continuo a soffrire di una mancanza di affetto da parte sua e poi la sera a casa leggendo sul web è emerso che l'omosessualità femminile, ossia il fatto di essere lesbica, deriva principalmente da un rapporto conflittuale e privo di affetto con la propria madre. Dopo aver letto questo sono stata male, ma poi ero come rasserenata dal fatto che il mio credermi lesbica sia "giustificato" e sembra che tutto quello successo in passato ormai sia lontano, che io sia veramente lesbica e pronta a trascorrere tutta la mia vita con una donna. Non lo so più, sono sempre più confusa. Grazie in anticipo.
Buongiorno Giulia, grazie del Suo messaggio.
Per rispondere molto sinteticamente, da quanto scrive, personalmente credo che Lei ora sia soprattutto confusa. Il fatto di non aver ricevuto da parte di Sua mamma l’affetto che desiderava, di aver avuto delusioni da parte di ragazzi e di aver temuto in passato di essere omosessuale a mio parere non sono di per sé assolutamente elementi sufficienti per considerarsi lesbica.
In ogni caso sicuramente potrà approfondire molto meglio l’argomento con la psicologa che già La segue e conosce.
In bocca al lupo!

P.S. Già che ci siamo, colgo l’occasione per sottolineare come, dal punto di vista clinico, sia molto importante riuscire a distinguere i casi in cui una eventuale presunta omosessualità è reattiva rispetto ad eventi traumatici subiti o problemi di attaccamento nella famiglia di origine, rispetto ai casi in cui l’omosessualità rappresenta la scoperta della propria profonda e autentica identità sessuale. Nel primo caso lo psicoterapeuta probabilmente aiuterà la persona soprattutto a sanare le ferite e superare gli ostacoli che finora le hanno impedito di poter scegliere partner dell’altro sesso, nel secondo caso lo psicoterapeuta eventualmente aiuterà invece la persona a superare fatiche e pregiudizi che finora hanno reso difficile scegliere partner dello stesso sesso. In entrambi i casi infatti, al di là delle scelta finale, scopo della psicoterapia è permettere alla persona di diventare più libera e serena.
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