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  1. Gabri
  2. Psicologia
  3. Giovedì, 28 Marzo 2019
Salve, sono Gabriele, 33 anni, omosessuale convinto.
Sono gay, ma non mi piacciono i gay. Mi spiego meglio. Ho 33 anni e di ambienti gay ne ho visti molti e purtroppo ho sempre notato che ogni persona omosessuale, chi più chi meno, ha atteggiamenti o modo di fare femminili. Anche chi ha atteggiamenti mascolini, noto con molta delusione che poi ha atteggiamenti mentali, un modo di porsi molto più vicino a una donna che ad un uomo. Pensavo che fossero soltanto stereotipi e dicerie, ma poi l'esperienza mi hanno fatto ricredere. Mi ha dato la convinzione che in realtà poi non sono tanto stereotipi e a peggiorare la cosa è stato proprio l'ultimo studio scientifico sugli uomini gay pubblicato su vari siti e giornali "il cervello delle persone gay simile a quello delle donne". Il punto è che un maschio gay lo reputo "donna mal riuscita" e un uomo bisessuale un "maschio difettoso" (nei maschi bisessuali invece ho potuto riscontrare che nella stragrande maggioranza dei casi sono indistinguibili dai maschi etero sia nei modi che altro, ma questo non basta a cancellargli, secondo il mio punto di vista, la "colpa" di essere per "metà gay" e di conseguenza "donne mal riuscite";). In pratica è come se associassi oramai l'omosessualità alla femminilità.
Questa cosa mi porta a non cercarmi maschi gay dunque e mi sono ritrovato molto spesso nella condizione di dover vivere la mia sessualità in maniera del tutto originale, travestendomi da donna. Grazie al cielo ho un viso molto delicato e sono magrolino con un bel sedere a mandolino e con un po' di trucco, una parrucca al naturale ho avuto ottimi risultati, riuscendo ad uscire con maschi etero al 100% in veste di "donna trans". Anzi, visto che sono presente in vari siti di annunci, sono diventato addirittura una delle "travestite" più famose del web, di sicuro almeno di quelle della mia regione. Inutile dire che mi è sfuggita di mano la situazione, ma che mi è anche piaciuta tantissimo.
Etero al 100% perché cercavano la femminilità di una "transessuale" (quello che ero ai loro occhi, mentre per me tutta quella roba addosso mi metteva solo a disagio e dopo l'atto sessuale non vedevo l'ora di levarmi tutto di dosso). Cercavano una femminilità "trasgressiva", non toccandomi neanche nelle parti intime, ma prestando interesse solo al lato B appunto.
Ora però ho l'esigenza di crearmi una storia seria e di conseguenza essendo una "donna ad ore" non posso mica pretendere che un uomo etero possa essere interessato a me sotto questo punto di vista?
Non provo proprio interesse in qualsiasi maschio che abbia anche o PEGGIO ancora esclusivamente interesse verso il genere maschile.
Mi sento impossibilitato di farmi una vita, mi sento condannato alla solitudine o quantomeno a non avere una serenità ed un equilibrio personale. Potrei anche accettare di rimanere single, ma quello che mi manca è la serenità.
In verità ho avuto esperienze sessuali con maschi gay, ma poco appaganti.

Grazie.
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Gentile Gabri,
grazie del Suo messaggio e della fiducia che ha riposto in me.

C’era una volta, in un tempo e in un luogo molto molto lontano, un villaggio di tutte persone cieche, dove un giorno arrivò un re di un paese esotico, con tutta la sua corte composta da molti cortigiani, trentatré cavalli stalloni neri e, un po’ per aiutarlo in battaglia, un po’ per accrescere il suo prestigio personale, anche da un enorme e misterioso animale grigio.
Alcuni abitanti del villaggio, essendo tutti ciechi, cercarono al tatto di scoprire com’era fatta la strana cosa che i forestieri chiamavano “elefante”.
Una persona toccò solo l’orecchio dell’elefante e, percependo una cosa grande e ruvida che si muoveva spostando piacevolmente l’aria, si convinse che l’elefante era un grande ventaglio.
Un’altra persona tastò una gamba, possente e stabile, e decise quindi che l’elefante era un grosso albero.
Una terza persona prese in mano la coda, ispida e flessibile, e concluse che l’elefante era una spessa corda.
Una quarta persona toccò una zanna, liscia e appuntita e quindi si dichiarò sicuro che l’elefante fosse una lancia.
Una quinta persona appoggiò la mano sull’enorme e stabile fianco e affermò senza alcun dubbio che l’elefante era una indistruttibile muraglia,
La sesta persona, accarezzando la proboscide, lunga e flessuosa, non ebbe alcun dubbio che l’elefante fosse un serpente.
Nessuno però capì di essere molto più cieco di quel che pensava, ciascuno infatti era convinto che ciò che aveva percepito fosse l’unica realtà possibile.

Lei, Gabriele, vive in una realtà che la rende infelice. Si è infatti costruito nel tempo una mappa interna e regole universali in base alle quali è impossibile per Lei essere sereno. In pratica è un po’ come dicesse: “Io non potrò mai stare con una persona che starebbe con uno come me. Come potrò evitare quindi di essere sempre solo e infelice?”
Anthony Robbins dice: “SE NON TI PIACCIONO LE RISPOSTE CHE TROVI, CAMBIA LE DOMANDE CHE TI FAI.”.
Io inizierei a chiedere allora: da dove nasce tutto questo desiderio di mascolinità al 100%? Che storia di vita ha avuto e che esperienze con il maschile e con il femminile (a partire da quelle con i Suoi genitori e nella Sua famiglia di origine)? Come ha scoperto e sperimentato la Sua sessualità? Attraverso quali esperienze?
Forse ripercorrendo la Sua storia di vita insieme ad un bravo psicoterapeuta potrà scoprire di aver fatto inconsapevolmente scelte che, pur avendola magari aiutata e protetta in alcuni momenti della Sua vita, hanno limitato di molto il Suo mondo, portandola alla fine nell’apparente vicolo cieco in cui si trova ora. Probabilmente in un percorso di psicoterapia potrà sciogliere antichi dolori e aprirsi a nuove scoperte, per tornare ad avere molte più possibilità, compresa quella di essere finalmente felice.
Io glielo auguro di cuore!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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