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  3. Martedì, 16 Aprile 2013
Buongiorno,
mi ritrovo in un momento veramente doloroso della mia vita. Sto vedendo scappare la mia ex per sempre. Apparentemente inspiegabilmente. Dopo più di 7 anni bellissimi, con molti alti e pochissimi bassi. Nonostante anche difficili situazioni esterne, nonostante che non si fosse riusciti a coronare il sogno di vivere insieme (non sono ancora laureato e non ho ancora uno stipendio fisso).
Il paradosso è che è lei che mi ha cercato fin dal primo momento, mi ha voluto, mi ha amato tantissimo (anche più di me!) ed è lei che ha deciso di troncare tutto.
Un paio di mesi fa, come sempre, mi invita a cena a casa sua (come me vive con i suoi). La mattina seguente decido di parlarle perché, da un mesetto, la vedo un po’ più freddina rispetto a come è sempre stata. Aggiungo che non mi sarei “accontentato” di un rapporto normale. Volevo semplicemente stimolarla forte del fatto che mai mi sarei immaginato che avrebbe anche solo lontanamente pensato di lasciarmi. Lei piange. A metà mattina mi manda un sms inquietante in cui dice che “qualunque strada decideremo di intraprendere, sappi che sono stati 7 anni meravigliosi”.
Comincia il mio calvario. Ci vediamo la sera stessa e un altro paio di volte a distanza di una settimana. È sempre peggio: arriva a dirmi chiaro che non è più innamorata di me. Comincia a negarsi al telefono.
È tutto incredibile: era una ragazza dolcissima, premurosa. Non mi sarei mai aspettato che mi avrebbe fatto soffrire. Nell’ultimo incontro le dico che, se c’è la volontà e se due persone hanno valori condivisi, rispetto e fiducia, tutto è costruibile e rimediabile. Lei mi dice che non vuole forzature. Che sente come una maledizione il fatto di avermi amato tanto e di non provare più le stesse cose. Mi dice che, in questo momento ha bisogno di leggerezza, di uscire. (…)
La convinco (ma lei non ci crede) a tentare anche la strada della terapia di coppia. Andiamo una volta e lei dice alla terapeuta che non sente più le stesse cose, che non si sente più fidanzata, che non sente più nessun obbligo nei miei confronti. Io le dico che è sempre stata lei a dirmi che i sentimenti vanno curati, aiutati, accuditi. Che l’amore va innaffiato. Ora, evidentemente, non la pensa più così.
Le consegno un pacco di lettere tra alcune di quelle che lei mi aveva scritto: sono lettere bellissime, piene d’amore, dove si parla di “per sempre” in continuazione, di felicità vera. Le dico che farebbe bene leggerle. Che io ho superato i miei momenti i crisi grazie al suo amore e che avevo creduto a quello che mi diceva. Lei mi dice che era tutto vero. Io mi domando: ma come è possibile che possano essere veri sia quei sentimenti così forti e assoluti (giuro: fortissimi!!) che questa sua mancanza di voglia di lottare per qualcosa che ha desiderato, tanto e voluto così tanto? L’inganno c’era prima o c’è ora. O semplicemente è la vita che fa schifo e, a chi è sempre stato onesto, a chi non ha mai tradito, a chi ha gioito dei successi dell’altro più che dei propri, non permette di essere felice? Francamente ero più sicuro del suo amore incondizionato nei miei confronti che dell’esistenza del sole. Era veramente così. Avevo investito tutto il mio futuro su di lei. Sognavo una vita insieme a lei. Lei, invece, se ne sta andando e si sta comportando esattamente come il resto del mondo che insieme disprezzavamo.
Tra un mesetto mi rifarò vivo con lei, ma so già che non starà mai più con me. E pensare che ero tutto per lei. È tutto incredibile. Sono distrutto. Devo provare a farmi la mia vita, le mie esperienze. Ma è durissima. Ho già perso più di 10 kg. Ho cercato di apparire ai suoi occhi tranquillo e determinato. Ma è dura. È il più grande dolore che mi sia mai capitato. Da lei non me lo sarei mai aspettato.
Scusi per questo lungo sfogo. Ma sto vivendo il mio inferno. Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse qualcosa. Altrimenti mi accontenterò dello sfogo. La mia mente è già abbastanza sofferente.
Perché tanto dolore?
Saluti

Luca (25 anni)
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Luca,
grazie della Sua sofferta mail in cui traspare, oltre all’inevitabile dolore, lo smarrimento e l’incredulità per la fine di una relazione molto importante. Immagino quanto intensa debba essere la Sua sofferenza in questo momento e quanto desidererebbe che tutto potesse tornare come prima, come se non fosse accaduto niente negli ultimi mesi e Lei si risvegliasse semplicemente da un brutto sogno; temo però purtroppo che questo non sia possibile.
Già quando avete tentato di intraprendere una terapia di coppia probabilmente agli occhi della Sua ex-ragazza ormai non esisteva più una coppia e quindi rimaneva poco da “innaffiare”. Verdone ha intitolato un suo film “L’amore è eterno finché dura” e questa frase ironica fotografa un po’ la nostra realtà. Oggi viviamo in una società in perenne mutamento e molto meno stabile che in passato. Non possiamo perciò più dare per scontate le relazioni che abbiamo, dobbiamo invece continuare a costruirle, sapendo metterci in discussione per riconquistare ogni giorno il nostro partner. Quando Lei scrive “ero più sicuro del suo amore incondizionato nei miei confronti che dell’esistenza del sole” mi chiedo se questa profonda sicurezza non possa averla portata a trascurare o non cogliere in tempo alcuni segnali premonitori che provenivano dalla Sua ragazza.
Credo quindi sia molto importante che nei prossimi mesi Lei possa dare un senso al Suo dolore, riflettendo sulle ragioni per cui la Vostra storia è finita e trasformando questo momento difficile in una opportunità di crescita personale. In questo modo non potrà forse riportare in vita ciò che non c’è più, ma potrà probabilmente evitare di trovarsi ancora in futuro in una situazione simile.

In bocca al lupo con affetto
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 1
e-mail Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Dottore,
mi è capitato di leggere il messaggio e la Sua risposta e devo dire che non mi trova per niente d'accordo con le Sue riflessioni. Devo dire che mi sono sembrate una serie di frasi fatte, che lasciavano trasparire una lontananza da quello che il ragazzo sembrava portare, un po’ come se dicesse quello che si dice di solito in questi casi, e sembrava quasi evidente che il tema non compariva nella Sua esperienza personale, almeno così traspare. Ciò porta a mostrare poca empatia con quello che il ragazzo Le ha portato ( rispondere con la frase di Verdone e metterla sul ridere vuol dire non tenere conto assolutamente del grande dolore che il ragazzo le ha più volte menzionato). Oltretutto, e questa mi è sembrata la parte ancora più lontana, ricordare che lui poteva in alcuni momenti pensare a segni premonitori, significa mettere l'accento ancora una volta su un atteggiamento colpevolizzante nei suoi confronti e nello stesso tempo aumentare il senso di impotenza rispetto a quello che si poteva fare, non si è fatto e che in futuro si "dovrà evitare" di fare, non tenendo conto che ogni storia è diversa e ogni persona che si incontra è un incontro diverso. In questi casi ciò che deve trasparire è la fiducia che possiamo ancora avere in noi e negli altri, l'aspetto che permette di uscire da situazioni di questo tipo.
In realtà mi sembra che il ragazzo ci tenesse a sottolineare la sua lealtà e il grande senso di tradimento provato rispetto a questo suo valore condiviso con la ex fidanzata. (…) Avere una relazione adulta non significa solo condividere i momenti belli, quando ci sono e fin che durano, un po’ come avere un cesto di caramelle che fin quando ci piacciono le mangiamo e poi cambiamo. (…) Mi piacerebbe che girasse questo messaggio al ragazzo, perché a volte anche solo la vicinanza è già qualcosa.
La ringrazio
Roberta (38 anni)
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 2
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Roberta.
Mi spiace che la risposta che ho scritto non Le sia piaciuta e La ringrazio per avermelo fatto sapere.
Spero che il diretto interessato non abbia percepito le mie parole come distanti e poco empatiche nello stesso modo in cui ha fatto Lei: non era questa la mia intenzione.
Ho un profondo rispetto del dolore delle persone e non intendevo né prenderlo in giro (citando il titolo del film) né colpevolizzarlo, ma semplicemente fornirgli alcuni spunti di riflessione, secondo quello che è il mio pensiero e la mia modalità, che chiaramente può anche non piacere.

Grazie comunque per la Sua condivisione e cordiali saluti
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 3
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