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  3. Martedì, 16 Aprile 2013
Egregio dottore,
vorrei innanzitutto ringraziarLa per questa possibilità che offre, a chiunque, incondizionatamente. Mi sembra un regalo molto bello. Anche perché un attimo di riflessione per iscritto è, secondo me, assolutamente catartico!
Le scrivo per due motivi. Sono una ragazza di 28 anni che ha sempre avuto un rapporto molto difficile con i genitori, in particolar modo con mio padre. E' sempre stato fonte di grandissime e profonde sofferenze e continua tuttora ad esserlo. Ho provato di tutto in passato: dialogo, lettere, ho persino assorbito la passione per il calcio (gioco da diversi anni) per trascinarlo più vicino a me ed è stato tutto inutile. Lui resta sempre sulle sue posizioni e ne fa una questione di mancato rispetto da parte mia nei suoi confronti, dice che sono ingrata e che faccio la vittima.
Sono stata già da due psicoterapeuti e sento di aver risolto tutti quei nodi che mi angosciavano, mi ritengo una persona equilibrata, forte e ho preso fiducia in me stessa, anche grazie alla persona che ora ho vicino da circa 3 anni. Ma il rapporto con mio padre non cambia. Ho di fronte un muro.
A causa di questo ovviamente mi nega qualsiasi aiuto (parlo di aiuti economici, io e il mio compagno siamo in gravi difficoltà economiche in questo momento) e la situazione forse peggiora sempre di più. Non credo più che ci sia una soluzione ormai, ma forse se Le sto scrivendo dentro di me lo spero tanto. Lei cosa ne pensa?
Il secondo problema è che io convivo con una persona separata che ha 2 figli, il primo di 17 anni e la seconda di 7. La bambina da un anno o due a questa parte ha dei periodi (mesi) in cui non dorme la notte... e sinceramente io e il mio compagno siamo esausti! Nonostante stia da noi solo il mercoledì e due weekend al mese. L'unica soluzione alla fine è quella che lui vada a dormire con lei nel suo letto. Io questo non lo trovo giusto né educativo... ma a mali estremi... Mi sono rassegnata in nome di un bene supremo (il nostro sonno e quello della bambina) e nella speranza che passi presto.
Secondo Lei quale potrebbe essere il comportamento più giusto?
Necessitiamo di qualche colloquio?
P.S. La madre della bambina non ne vuole sapere, e si dedica esclusivamente al suo nuovo compagno...
La ringrazio infinitamente del Suo tempo.

MeG (28 anni)
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile MeG,
grazie per la Sua mail e per i positivi apprezzamenti rispetto a questa possibilità di dialogo via mail. Io credo che questo spazio possa essere una stimolante prima opportunità di contatto, ma sono anche consapevole che ha molti limiti.
Rispetto alle due situazioni che descrive per esempio mi sento di saperne veramente troppo poco per poter offrire qualche spunto di riflessione in merito. Molto probabilmente nelle psicoterapie che ha fatto avrà già riflettuto, in modo certamente più approfondito di quanto potrei fare io via mail, sul Suo ruolo di figlia, su come si sono costruite nel tempo le difficoltà fra Lei e Suo padre, su quali eventi e persone hanno influito sulla Vostra relazione e in che modo, su come Lei oggi potrebbe cercare di modificare questo rapporto. In modo simile anche rispetto al sonno della bambina sarebbe importante capire meglio la situazione e il contesto in cui sono sorte queste difficoltà nel sonno prima di poter fare qualsiasi riflessione in merito. Credo che per uno psicologo sia molto importante saper ascoltare prima di parlare… altrimenti rischia di fare solo danni.
Come forse saprà, io sono solito offrire un primo colloquio in modo completamente gratuito per potersi conoscere e parlare di persona in modo un po’ più approfondito di quanto sia possibile fare in questa “sede virtuale”: se ha piacere può sfruttare questa possibilità, scegliendo magari di concentrarsi su uno di questi due temi e provando a vedere se nel corso di un colloquio insieme emerge qualche spunto di riflessione utile.

Cordiali saluti e a presto
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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