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  1. Giuliana
  2. Psicologia
  3. Sabato, 20 Gennaio 2018
Ho 32 anni. A 13 anni mi sono "fidanzata" con un ragazzo di 17 anni del mio paese. Era un bravo ragazzo, compagno di classe di mio fratello da sempre e le nostre famiglie si conoscevano già. In quegli anni spesse volte ho baciato qualche altro ragazzo. Forse cercavo sempre un "brivido", ma alla fine non riuscivo a pensare alla mia vita senza di lui. A 20 anni l’ho lasciato dicendogli che secondo me la nostra relazione era diventata una abitudine. È accaduto anche ho avuto una relazione con un mio collega: inoltre erano anni che non riuscivo più a baciarlo e non facevamo l'amore quasi mai. Mi chiedevo: "avrò dei problemi io o forse lo vedo come un amico...". Insomma alla fine l’ho lasciato e ho iniziato a frequentare il mio collega. Il mio ex un giorno con voce tremolante mi ha detto “se non torni con me, non so cosa potrei fare”. Così gli ho spiegato la mia posizione e lui mi è sembrato che, anche se con fatica, è riuscito ad accettare la situazione. Da quel momento ogni sabato ci beviamo il caffè insieme e il sabato sera (dato che il mio ragazzo lavora) continuo a vedere il mio ex in compagnia di amici…Dopo 2 anni di relazione ho lasciato il mio ragazzo e ho iniziato una storia con una persona di 30 anni più grande di me. Da quel momento le nostre strade in parte si sono divise: io con quest'uomo maturo e lui con una ragazza di 6 anni più di lui, separata con figli con una brutta reputazione. Io ne ho sofferto: era la prima volta che lo sapevo con un'altra donna che tra l'altro mi stava antipatica... Negli anni successivi e ancora tutt'ora lui scrive sms ogni settimana, ma non mi chiede più di uscire per un caffè. Io non sopporto la sua ragazza e lei lo sa, lui invece fa quasi amicizia col mio fidanzato. Ora lui trascorre il suo tempo libero a fare sport con lei (ma mi chiedo: stanno insieme oppure si fanno compagnia?) e io sono ormai 8 anni che mi frequento con il mio uomo che è una persona buona, generosa, dalle mille attenzioni. I miei genitori, anche se non ne sono certa, non sono contenti di questa relazione. Mia madre mi ha fatto molta “violenza psicologica” perché mi vorrebbe ancora col mio ex o con un coetaneo. Io sto bene con lui, ma quando penso alla differenza d’età ho paura: ho paura di rimanere sola e anche rispetto ai figli ho qualche dubbio. Inoltre sto male al pensiero di immaginare di dire al mio ex che sono incinta o che mi sposo, oppure di sapere che possa ufficializzare la sua storia con lei. Mi chiedo: perché penso a lui? Forse non provo neanche più attrazione… ma allora perché ci penso? Sono i sensi di colpa per averlo fatto star male (e in parte aver fatto stare male la sua famiglia)? È perché lei mi sta antipatica? E’ perché non riesco a dare una svolta alla mia storia? E’ perché forse quella era una storia ottimale per la mia famiglia?” Anni fa sono stata anche da una psicoterapeuta strategica. Vi prego aiutatemi a capire. Grazie mille.
Campi Personalizzati
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Dott.ssa Cristina Fumi Risposta accettata Pending Moderation
Cara Giuliana,

nella tua mail esprimi molti dubbi e perplessità sia rispetto alla relazione con il tuo ex sia rispetto alla tua attuale relazione.
A volte capita di fermarsi e provare a riflettere sul senso di molte nostre decisioni che abbiamo fatto nel corso della nostra vita e che hanno determinato il corso della vita stessa, sul senso della nostra vita. Spesso veniamo presi dalla paura di aver commesso un errore, di aver sottovalutato alcuni aspetti e/o di averne sopravvalutati altri. La valutazione non può essere univoca e tu, nella tua lettera, metti infatti in gioco molti aspetti, tanti che riguardano te e la tua famiglia, altri che hanno a che fare con il tuo ex e anche con il tuo attuale compagno.
Avere un uomo accanto molto più grande di te, non gradito alla tua famiglia, ti provoca tante domande relative non solo alla bontà della scelta, ma anche rispetto al futuro. A trent’anni senti e avverti anche una pressione famigliare e sociale che ti porta a cominciare a pensare alla possibilità di diventare madre: ecco che allora entrano in gioco le tue più profonde paure e i tuoi più intimi timori. Lo scenario è ancor più complesso di quel che appare perché senti anche che tua mamma non approva la tua relazione: all’orizzonte inoltre è sempre rimasta in stand by la relazione con il tuo ex, presente ancora nella tua mente come una possibilità altra diversa dall’attuale, gradita ai tuoi genitori…
È come se tutte queste paure sovraccaricassero la mente, confondessero, facendo perdere un po’ il senso delle cose: se da una parte è vero che è importante capire e comprendere la vita, a volte non è così semplice e facile ritrovarne un senso, un significato. E il rischio può essere perdersi un po’. Vasco Rossi qualche anni fa cantava “voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha”.
Ripartirei così cara Giuliana con l’aiuto di uno psicoterapeuta da qualche domanda che ti sei fatta, provando davvero a trovare possibili risposte efficaci in grado di rassicurarti sulla bontà delle tue scelte, qualunque esse siano state e siano ora, cercando di crescere la consapevolezza di te e delle tue potenzialità!
In bocca al lupo!
  1. 2 settimane fa
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