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  1. Ale
  2. Psicologia
  3. Sabato, 02 Settembre 2017
Salve, sono tornata oggi dopo una settimana di vacanza da una mia cugina, con cui sono molto legata (è quasi come una sorella), che da un paio di mesi si è trasferita in Spagna. Dopo qualche ora che mi sentivo come un nodo alla gola e un po' di nausea, senza capirne il motivo, sono scoppiata a piangere. È una sensazione strana che non so come spiegare, mi è già successo più di qualche volta negli anni passati, ad esempio quando andavo al campo estivo da piccola mi capitava che mi veniva da piangere, però lo associavo alla nostalgia di casa. Poi mi succedeva quando iniziava la scuola. Altre volte sento questi nodi alla gola quando mi trovo in situazioni o in mezzo a persone che non mi fanno sentire bene. Non so bene come spiegare ma penso sia un modo di sfogarmi dato che io sono una ragazza molto chiusa e non parlo con nessuno se ho qualche problema, né con mia mamma, né con qualche amica, né con il mio fidanzato. Con lui ho anche qualche problema, penso di non amarlo più e vorrei lasciarlo, ma non posso. Poi ho un grandissimo problema con me stessa e cioè non so cosa mi piacerebbe fare dopo la scuola e questo mi crea una tale confusione. Penso che tanto ho tempo per pensarci ma ormai inizio l'ultimo anno e devo prendere una decisione e la sola idea di buttare via tempo e fare la scelta sbagliata mi fa sentire male, ma veramente io non so quali sono le cose che mi piacciono o meno, quali mi fanno sentire soddisfatta e felice di quello che faccio. Io poi mi stanco facilmente di fare qualcosa, odio la monotonia, e poi, anche se trovo qualcosa che mi piace, dopo poco mi passa la voglia di farla, questo rende ancora più difficile questa decisione. Come ha reso difficile appunto la scelta di mettermi assieme al mio fidanzato: avevo paura di stancarmi, per cui ci siamo presi tutto il tempo necessario affinché io fossi convinta, ma alla fine dopo due anni sono qui e mi sono stanca di questa relazione.
Quindi forse sono un po' tutte queste cose che mi fanno sentire così turbata, però io mi tengo tutto dentro e poi mi capita come questa sera che scoppio a piangere. Mi scuso per aver scritto tanto ma avevo bisogno di sfogarmi e vorrei capire il perché di tutti questi miei tormenti.
Grazie.
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18
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Cara Ale,
sono solita in studio dire ai miei pazienti che “quando il vaso è pieno, straripa!”.

Trattenere le emozioni, non autorizzarsi a esprimersi, non accettarsi è un qualcosa che affatica lo stato psicologico e emotivo: se all’inizio può risultare efficace soprattutto nel momento in cui le emozioni sono negative e distruttive (cerchiamo di accantonarle in un angolo nel tentativo di dimenticarcene…), alla lunga non riuscire a esprimersi in modo autentico può diventare un problema. E così alla fine il sistema psichico “si scarica” e il pianto arriva anche se non sempre libera e solleva come si desidererebbe, anzi a volte può appesantire!

Sarebbe importante capire come mai, cosa c’è all’origine di questa difficoltà; anche la scelta - nonscelta della scuola e del tuo fidanzato apparentemente sarebbe riconducibile a una disagio legato proprio a questa fatica a mettersi in contatto con te stessa, ad ascoltarti, ad accettarti…

Ti suggerirei di rivolgerti a uno psicoterapeuta con il quale intraprendere un percorso volto a comprendere le origini di questa situazione per superarla e finalmente sentirti libera di essere te stessa con tutti i sentimenti e le emozioni che provi!!!

In bocca al lupo!
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 1
Risposta accettata Pending Moderation
Salve, sono due settimane ormai che mi chiedo che cos'ho che non va. Sto male, è quasi l'unica cose che riesco a pensare e questo malessere si traduce fisicamente in nodo allo stomaco, nodo alla gola, scarso appetito e pianti molto frequenti.
Non riesco a trovare un motivo per cui io potrei stare cosi male. Sono lontana da casa, a sei ore di treno, per motivi di studio, ma i miei genitori e i miei amici mi vengono spesso a trovare; sto studiando quello che sin da piccola volevo fare. Tuttavia ci sono anche dei contro, ero già iscritta all'università anno scorso, ad un corso che mi piaceva molto e soprattutto grazie al quale ho incontrato persone stupende dalle quali mi è dispiaciuto in maniera fuori dal normale dovermi staccare, tanto che mi sono pentita di aver riprovato l'ammissione a medicina mettendo luoghi diversi da quelli in cui erano loro. Inoltre sento molto la mancanza di casa, delle mie cose. Mi sembra che l'anno sia lunghissimo e mi sono posta come termine momentaneo a cui arrivare integra le vacanze di Natale. Cerco di non pensare che sarebbe molto più facile mollare e rinunciare, ma quello che sto facendo mi piace, ed e quello che ho sempre voluto fare anche se per farlo ho dovuto rinunciare anche alla mia grande passione, la musica.
Detto ciò non so come migliorare la mia situazione, vi ringrazio se mi ascolterete, spero di poter stare meglio in breve.
Non riesco a parlarne ai miei genitori perché so che per loro sarebbe attualmente un peso insopportabile, così come l'idea che io possa rinunciare agli studi per questo.
Mi sento morire.
Grazie per l'ascolto.
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 2
Risposta accettata Pending Moderation
Cara Mimì,
nella tua lettera scrivi di non capire i motivi per cui stai male, ma in realtà elenchi cambiamenti e situazioni che di per sé possono originare malesseri e fatiche.
I cambiamenti per quanto possono essere stimolanti e positivi perché realizzano i nostri desideri, rappresentano comunque dei momenti critici che possono causarci una sorta di affaticamento e destabilizzazione.
A volte ci si aspetta che di fronte a un cambiamento positivo (perché desiderato e realizzato), si debba gioirne appieno e senza condizioni: molto spesso ci si aspetta questo da se stessi (e ci diciamo “finalmente sto realizzando quello che desidero e perché allora non sono contenta?”) e gli altri si aspettano questo da te (e ci dicono: “finalmente stai realizzando quello che desideri e perché allora non sei contenta?”).
In realtà il nostro sistema psichico ha un funzionamento ben più complesso e articolato: tutte le emozioni, quelle positive e quelle negative, si attivano di fronte a un cambiamento. Gioia, tristezza, paura, rabbia, sorpresa, disprezzo, disgusto convivono nel nostro sistema psichico e ci accompagnano giorno dopo giorno.
Sta a noi provare ad accettarle e ad accoglierle e anche se ci pare strano non riuscire a gioire appieno di una situazione, ma al contrario essere triste o arrabbiata, è importante soffermarsi a capire perché si è tristi o arrabbiati, senza sentirsi in difetto di provare delle emozioni che di per sé ci sono e fanno parte di te.
Quindi cara Mimì ascoltati e accogli tutte le emozioni che sorgono in te, anche se contradditorie e non sempre positive: affrontarle e sostenerle è un compito non facile, ma possibile. Prova a confidarti con qualcuno, potrà esserti di aiuto prima di agire qualsiasi decisione!
In bocca al lupo!
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 3
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