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  1. Sara
  2. Psicologia
  3. Martedì, 27 Giugno 2017, 08:50 PM
Volevo parlarne con Voi di alcune cose mie passate, giusto per avere un pensiero esterno riguardo i miei pensieri.

Quello che mi tormenta e di cui non sono riuscita ancora a parlare nemmeno con mia madre (che per me è come una sorella) è che nella fase adolescenziale ho avuto una relazione con una ragazza. Prima di lei ho avuto il mio "primo amore", lei era la mia migliore amica e siamo cresciute insieme, dopo per vari motivi la relazione con lui si è chiusa... Io continuavo ad avere questa bella amicizia, mi sentivo bene e spensierata, a tal punto che dormivo anche da lei perché lì con loro non mi sentivo mai sola. I miei giustamente lavoravano e io trascorrevo le mie giornate così… In breve l’ultimo anno e mezzo è successa all’improvviso questa cosa tra me e lei, che appunto è durata un anno e mezzo. A parte le liti che poi erano subentrare un po’ con lei e un po’ con la sua famiglia (che in quel periodo non era al corrente di cosa succedeva fra noi), io ho deciso di chiudere e sono scomparsa, perché ormai eravamo arrivati al limite. Giustamente lei ha sofferto a modo suo e anche io da parte mia. È stata una cosa molto forte, dopo di che io durante questo periodo di chiusura ho avuto un "momento di debolezza" con un ragazzo che poi è finita male perché si era preso una fissa per me e ho dovuto chiedere aiuto ai miei perché non mi lasciava in pace. Dopo un bel po’ ho avuto un’altra relazione che poi ho sempre lasciato io perché eravamo molto diversi mentalmente e adesso dopo tante difficoltà sto con il mio nuovo ragazzo attuale. Quello che provo a volte è vergogna per tutto ciò che ho fatto, non so come mi sia successa questa cosa con una persona del mio stesso sesso, però vi posso dire che stavo bene, cioè non mi facevo problemi rispetto al fatto che fosse una donna, cioè a me faceva stare bene la sua persona, il suo modo di fare e gli volevo bene.

Adesso lei ha la sua vita, so che è rifidanzata con il suo ex e vivono insieme. Forse a volte mi manca quell’amicizia? Quell’adrenalina che mi fa sentire più viva? O magari sono solo paure e fissazioni e adesso che ho trovato il mio ragazzo tutto mi ritorna con uno stato di vergogna? Non lo so, a volte odio il mio modo di sentirmi, perché non mi manca niente, non capisco perché devo sentirmi così per aria... Scusate, ma ho scritto nel miglior modo possibile per farvi capire un po’ i punti principali. Scusatemi per il poema. È solo per dare un nome a ciò che mi succede in certi momenti di vita come questi che sembrano non finire mai.

Mille grazie! Aspetto una Vostra risposta.
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Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Sara, grazie della Sua mail.
Lei scrive un lungo messaggio, ma ci sono molte altre cose che sarebbe utile sapere per inquadrare meglio la situazione e che possono emergere solo in un colloquio di persona con uno psicoterapeuta. Qui posso solo azzardare alcune ipotesi.
Se fosse nel mio studio partirei da questa relazione così intensa e speciale con la Sua amica, chiedendole di descrivermi uno dei momenti più belli vissuti insieme. A partire da questo ricordo potremmo individuare insieme cosa Le faceva sentire di positivo su di Lei in quei momenti quella persona. Per esempio, legata a quei momenti ci potrebbe essere la percezione “io valgo” o “sono importante” o “merito amore”.
La mia ipotesi è che Lei nella Sua vita avesse un enorme bisogno di sentire, per esempio, “sono importante” e nel momento in cui ha fatto questa esperienza sperimentando emozioni positive molto intense si è creato un rapporto fortissimo con la Sua amica, a prescindere dal fatto che fosse maschio o femmina.
E’ possibile che, ma andrebbe ovviamente verificato, nella Sua famiglia di origine i Suoi genitori Le abbiano voluto molto bene e abbiano provveduto a tutti i Suoi bisogni materiali, ma nonostante questo, essendo magari molto presi dal lavoro o da altre questioni, Lei abbia avuto la sensazione che quello che Lei provava non era così importante per loro e in alcuni momenti si sia sentita triste e sola.
Se così fosse, la mia impressione da quanto scrive è che la relazione con la Sua amica si sia sessualizzata, ma che non fosse di base una relazione sessuale. La mia sensazione è cioè che Lei molto probabilmente sia eterosessuale e che semplicemente quella relazione sia diventata così intensa e totalizzante (anche sul versante fisico) semplicemente perché in essa trovava qualcosa di vitale di cui aveva enormemente bisogno (per esempio sentirsi importante).
Non credo quindi che Lei abbia niente di cui vergognarsi (le esperienze omosessuali sporadiche sono peraltro piuttosto comuni in età adolescenziale), mentre, se vorrà, potrebbe essere utile capire meglio se ci sono alcuni Suoi bisogni profondi che non sono stati ancora pienamente soddisfatti. Questo però non lo può fare attraverso internet, ma solo attraverso incontri di persona con uno psicoterapeuta.
In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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