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  1. Roberto I.
  2. Psicologia
  3. Venerdì, 31 Marzo 2017, 12:09 AM
Salve, vi scrivo perché è da un po di tempo che sto avendo questo problema. Vorrei introdurre il tutto parlando di come è iniziata la storia tra me e lei; brevemente ci conosciamo da quesi due anni e il tutto è iniziato con una amicizia tra,me e lei. Con il tempo questa amicizia si è rafforzata sempre di più e con questo iniziavo a provare qualcosa per lei che ormai mi considerava suo miglior amico. Un giorno decisi che non potevo più continuare a fingere e decisi di non vederla più . Lei dopo mesi mi ritrovò e mi chiese perché stessi facendo così e le dissi tutto con sua grande sorpresa... le volevo troppo bene e dissi che mi sarebbe passata ma non era vero. Infatti dopo un po le dissi che non mi era ancora passata e decisi di lasciar perdere definitivamente.

Tutto bene nel periodo in cui non l'ho vista, totalmente rimossa e nessun ricordo o sentimento riaffiorante e vivo la mia vita mettendomi insieme ad altre ragazze tranquillamente.

Dopo un anno e mezzo mi ricontatta lei (siamo a circa lettore o settembre 2016) dicendo che le mancavo ma non riusciva a capire se come amico o come ragazzo. Quelle parole mi avevano fatto tornare di colpo tutto in mente!
Insomma le do un po di tempo, alla fine dice si... Non immaginate la mia felicità in quel momento.

Dopo un po di tempo inizio a provare qualcosa di strano, inizio a stufarmi e a non volere vederla più tanto che al solo pensiero di dover uscire con lei , mi saliva uno scazzo (perdonatemi il termine) assurdo. Il giorno in cui avremmo dovuto compiere un mese la lascio , per telefono come un vigliacco, non riuscivo a dirglielo.

Da quel giorno mi odia o rove simili, da parte mia dopo un po di tempo a natale c'è stato un tentativo di riappacificamento chiedendole un caffè insieme ma mi è stato negato dicendo che lei non aveva nulla da dirmi... non ho insistito più e sinceramente mi aveva anche seccato questo rifiuto. Dopo un po di giorni torna lei con una scusa stupida e mi dice che voleva sapere di cosa avrei voluto parlare quel giorno... io molto seccato le dissi che avrebbe potuto saperlo quel giorno e ora ero io quello che non aveva più nulla da dire. Insomma un piccola lite e alla fine l'addio decisivo.

LA MIA DOMANDA ORA È:

Perché mi sta tornando dinuovo in mente come se volessi tornare ancora con lei? Non riesco proprio a capire!

Perché mi stanco subito delle ragazze e poi me ne pento?

Non sono mai riuscito ad andare oltre un mese di relazione...come se dopo un po mi annoiassi o annoiassi io l'altra persona.
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Dott.ssa Cristina Fumi Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Roberto,

partirei dalla noia; se fosse un colore la noia, sarebbe il grigio, forse.
La noia è una emozione così detta “sentinella” che ci allerta sulla necessità che qualcosa deve essere cambiato.
La noia con il suo grigiore porta con sé il convincimento che nulla può cambiare; che soggettivamente non posso fare nulla per cambiare qualcosa per sé né che gli altri possano fare nulla per cambiare.
E così si sta fermi.

Nella sua mail si legge un forte desiderio di legarsi, di innamorarsi, ma allo stesso si legge la paura e il timore: lascia e poi si pente, lascia perdere e poi ci ripensa.
È come se da una parte c’è il forte desiderio di legarsi e di vivere un legame profondo, ma allo stesso tempo si avverte la paura, il timore di legarsi: è come se tale ambivalenza (desiderio vs paura) si fosse mascherata da noia!!

Da una parte c’è il caso e il destino che ci fa incontrare le persone, anche le persone giuste con cui tessere relazioni soddisfacenti per entrambi, dall’altra dipende anche un po’ da noi, dalle nostre paure, dai nostri timori che agiscono dentro di noi e che tengono le fila di molti e numerosi comportamenti.
Lei ha già fatto un passo importante; ha smascherato la noia.

Sarebbe in qualche modo importante ora riuscire a comprendere l’origine della forte ambivalenza in Lei: si è mai chiesto, sinceramente, perché ho paura?

Ritorni con la mente alla propria storia di famiglia, ai suoi genitori, al suo percorso scolastico, alle relazioni amicali…è mai stato deluso, per esempio?
C’è qualche vicenda storica che ha vissuto in cui le sue attese sono state disattese?
In caso affermativo, potrebbe essere questa una area di lavoro percorribile da fare con uno psicologo – per esempio- per provare a rispondere alle domande che pone nella lettera.

La noia la vuole fermo, in attesa: lei proceda e agisca come ha fatto con questa lettera.

Un caro saluto
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 1
Roberto I. Risposta accettata Pending Moderation
"Ritorni con la mente alla propria storia di famiglia, ai suoi genitori, al suo percorso scolastico, alle relazioni amicali…è mai stato deluso, per esempio? "

Beh per quanto riguarda la famiglia non ho mai avuto e tuttora sto avendo, un rapporto saldo e felice. Per il percorso scolastico beh..non sono proprio la punta di diamante della classe, mentre per le amicizie ho avuto delle delusioni.
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 2
Dott.ssa Cristina Fumi Risposta accettata Pending Moderation
Il punto è proprio questo: se in famiglia, nelle relazioni amicali e scolastiche la sua percezione è di aver vissuto delle delusioni, è bene, in qualche modo, provare ad affrontarle per poi superarle e andare avanti. Il rischio è davvero di rimanere fermi e annoiati... Ecco, un aiuto professionale, nello specifico, uno psicoterapeuta, potrebbe rappresentare una opportunità per il suo futuro. Un caro saluto.
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 3
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