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  1. alessia
  2. Psicologia
  3. Giovedì, 02 Luglio 2015
Buona sera, vorrei sapere, se è possibile, perché non provo nessuna emozione. Sono stufa anzi quasi sfinita di questa mia situazione: dopo essermi sfogata e confidata con una professoressa (dopo 5-6 mesi di depressione forte) all'incirca da 3 mesi ho cominciato a non sentire più niente. Vorrei sentire ciò che normalmente si prova: amore, gioia,... Mi sento un robot che cammina senza sentimenti e anima, un blocco di pietra. Molte volte ho tentato il suicidio non trovando però la forza di farlo, temendo il dolore fisico o perché pensavo di finire all'inferno visto che in poche parole avrei commesso un grave reato. Ora però mi ritrovo ad aver paura di tornare ad essere depressa, perché non sentendo niente la mia vita non ha nemmeno senso. Vorrei solo guarire e se è possibile vorrei sapere il motivo della mia non capacità di provare emozioni e forse così potrei riuscire finalmente a sentirmi normale.
Grazie.
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Cara Alessia,
grazie del tuo messaggio, che mi ha molto toccato e colpito, al punto di fare un po’ fatica a risponderti (rimandando più volte lo scrivere).
In psicologia si definisce “alessitimia” l’incapacità di essere consapevoli delle proprie emozioni, un fenomeno che può avere diverse cause e che, con gradi diversi di intensità, è molto diffuso, soprattutto in quella fase della vita, spesso difficile e confusa, chiamata adolescenza.
Nella tua situazione specifica, tu Alessia scrivi che questo stato di “apatia” è subentrato dopo 5-6 mesi di depressione e, se ho ben capito, dopo esserti confidata con una professoressa. Mi sembra allora che dopo tanta sofferenza in questo caso sia subentrato un meccanismo di salvaguardia che ti ha disconnesso dalle tue emozioni per proteggerti da una sofferenza eccessiva, in modo simile a quello che fa un contatore elettrico salvavita che stacca la corrente quando c’è un cortocircuito o sovraccarico, per impedire che si verifichino danni.
Come nel caso del contatore salvavita prima di riattaccare la corrente è necessario andare a risolvere il sovraccarico o cortocircuito all’origine, così anche nel tuo caso è fondamentale andare per prima cosa a lavorare sulle difficoltà preesistenti. Non sarebbe utile percepire emozioni se queste sono talmente dolorose da risultare intollerabili. Il dolore infatti è un segnale molto prezioso e utile, perché ci permette fisicamente di proteggerci (se metto una mano sul fuoco il dolore me la fa ritrarre immediatamente, impedendomi di bruciarmi) e psicologicamente di crescere (e imparare dalle proprie difficoltà), ma quando il dolore è eccessivo esso diventa dannoso anziché utile ed è per questo che di fronte ad una sofferenza fisica troppo intensa si sviene. In questi casi normalmente per curare il dolore fisico ci si rivolge ad un medico. Nel tuo caso, per curare il dolore emotivo e psicologico alla base, ci si rivolge ad uno psicoterapeuta: ed è proprio questo che ti consiglio di fare, parlare ai tuoi genitori o almeno all’insegnante con cui ti sei già confidata, chiedendo di aiutarti a trovare uno psicologo a cui poterti rivolgere di persona.
In bocca al lupo di tutto cuore!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 1
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Salve, mi ritrovo ad avere lo stesso problema. Non sento più nemmeno il senso di fame, di fumare, di andare in bagno, nemmeno il desiderio sessuale, ecc..
Vorrei tornare a sorridere per davvero e non per finta.
Ho una ragazza alla quale voglio davvero bene e non voglio che questo possa complicare le cose tra di noi.
Voglio solo tornare il me di una volta (ho solo 18 anni).
Alessia sei riuscita a passare questa fase? Se si come?
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 2
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Caro Alessio,
vediamo se Alessia ci risponde...
Io in ogni caso ti consiglio di cuore di rivolgerti di persona ad uno psicoterapeuta per comprendere meglio cosa ti sta succedendo e trovare insieme la strada per tornare a godere pienamente della tua vita.
In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 3
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Ciao Alessio, le mie emozioni si sono rimesse in moto, non con poca fatica, dopo mesi e mesi dopo aver ascoltato una canzone. Può sembrare banale ma io prima di questo problema sentivo molto intensamente le emozioni in base a ciò che ascoltavo e quando a un certo punto è uscita una nuova canzone correlata di video musicale di un gruppo che seguo, qualcosa in me si è accesso.

La prima cosa che ho sentito è stata frustrazione perché quello che stavo ascoltando era davvero bello, tanto quanto quello che vedevo, ma ahimè le mie emozioni non uscivano, le sentivo dietro ad un muro di vetro, in pratica erano dentro di me ma non riuscivano ad uscire, e quella è stata la prima volta dopo mesi e mesi che ho percepito un minimo di sentimento/emozione.
Quello che ho ascoltato è stato così forte che mi ha fatto pensare "perché non sento niente? Tempo fa l'avrei amata e mi sarei messa a piangere, e ora invece niente" e ti faccio presente che qualche settimana prima mio padre ha rischiato un infarto davanti ai miei occhi e io invece che preoccuparmi ero lì davanti a lui e mia madre, seduta tranquillamente sul divano, che lo fissavo come se non stesse succedendo nulla, e non mi sentivo per nulla turbata.

Quindi come puoi leggere per me è stato un momento del tutto casuale e del tutto soggettivo, perché una canzone è riuscita a farmi stare male e pensare che io rivolevo le mie emozioni mentre la quasi morte di mio padre no (unici due eventi forti avvenuti in quel lasso di tempo cmq)

Dopo quella prima volta ho lentamente ripreso a sentire emozioni anche se non riuscivo a riconoscerle, e detto così sembra davvero strano ma sentivo di essere come quei bambini che piangono perché non riesco a capire cosa provano e non sanno come farlo capire agli altri e per tanto la loro unica soluzione è piangere

Non è una risposta che credo ti possa aiutare davvero ma spero di averti dato un minimo di sollievo, anche perché io non ho preso appuntamento con nessuno, è stato un processo naturale.
Spero che anche a te ritornino le emozioni ben presto come è successo a me
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 4
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Grazie per avermi risposto, è un po’ simile come situazione, più o meno. Anche io sono un grande appassionato di musica e mi ha sempre trasmesso qualcosa, ora la sento, ma come se non non mi trasmettesse nulla di che. Tra l’altro non mi sento lucido mentalmente, un po’ spento, è normale secondo te ? Anche per te era così? Comunque devo dire che un poco, ma poco, meglio mi sento, c’è per lo meno il senso di fame che sta tornando, moooolto lentamente, ma sta tornando. Mi sta aiutando molto la mia ragazza, la quale è al corrente di questa situazione e mi sta vicino.Tu ne sei uscita, ora tocca a me. Grazie davvero per aver condiviso la tua esperienza, sei stata di grande aiuto! GRAZIE
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 5
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Sono contenta per te Alessio! Credo che sia importante avere qualcuno accanto, io ho avuto il supporto delle mie amiche in qualche modo, anche perché loro si preoccupano sempre, loro come la tua ragazza perché ti vuole bene.

Rispondo alle tue domande

Sì, anche io l'ascoltavo e non mi arrivava nulla, non sentivo le mie emozioni scorrere dentro fino a quel fatidico giorno in cui è scattata la scintilla.

Per il resto della giornata, sì, mi sentivo spenta, non depressa, ma proprio spenta, le giornate erano tutte uguali più del solito e non mangiavo, per me era diventato inutile cibarmi. Ero arrivata a mangiare solo due piatti di frullato di piselli e basta al giorno. Poi grazie anche a chi mi stava intorno ho superato anche questo.

Buona fortuna!!
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 6
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Cara Alessia,
mi unisco ad Alessio nel ringraziarti di cuore per aver voluto condividere generosamente con noi la tua esperienza.
Grazie!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 7
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Buongiorno, stavo leggendo le risposte di Alessia e Alessio, e mi sento di ritrovarmi nella loro stessa situazione da più di un anno, le ho provate tutte, non riesco più a sentire nulla, che sia paura, felicità, ansia… Nulla, non sento più nulla! Non riesco a sentire quelle sensazioni che dovrebbero trasmettere qualcosa allo stomaco. Ho provato tante volte a capire da sola perché tutto ciò, senza andare da nessuna parte, perché non vorrei andare da nessuna parte e riuscire a passarla da sola questa cosa. Ho sempre provato a darmi delle risposte, ma non sono mai state risposte sicure e che mi abbiano cambiato qualcosa. Ho pensato che forse queste emozioni sono state bloccate dalla situazione familiare che ho: dopo aver saputo che i miei avrebbero divorziato, ho iniziato a non sentire più nulla col tempo, fino a non sentire completamente più niente. Mi preoccupo per le persone lo stesso, ma non sento quella felicità o ansia o paura che si dovrebbe sentire attraverso il corpo, sembro apatica e a volte scoppio a piangere da sola, anche senza un motivo, perché principalmente sta cosa mi blocca molto mentalmente… Io non so più come fare e non vorrei andare da qualcuno, vorrei solo riuscire a darmi delle risposte e a sentire qualcosa... Ho 16 anni
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 8
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Ciao Valeria,
grazie del tuo messaggio. Sei stata molto brava a mettere in relazione il tuo non riuscire a sentire più nulla con il divorzio dei tuoi genitori: è possibile che nel tuo caso questa notizia traumatica, unita magari ad altre esperienze vissute prima, abbia fatto percepire intuitivamente al tuo corpo che la sofferenza e fatica emotiva era troppa e che quindi era meglio disconnettersi.
Secondo le più recenti scoperte delle neuroscienze (e in particolare secondo la Teoria Polivagale di Stephen Porges) il nostro sistema può entrare in 3 modalità di funzionamento molto diverse fra loro, che a me piace immaginare come le tre luci di un semaforo.
Luce verde: mi sento al sicuro e posso essere creativo, imparare cose nuove e relazionarmi piacevolmente ad altre persone (il mio sistema ventrovagale è attivato e il mio corpo è rilassato).
Luce gialla: il mio corpo percepisce un pericolo, mi sento nervoso e istintivamente mi attivo per poter combattere o scappare (in questo caso il mio sistema simpatico è attivato e spesso posso sentire i battiti del mio cuore e miei respiri accelerati).
Luce rossa: c’è una situazione per me drammatica e che potenzialmente può sconvolgere la mia esistenza, ma io non posso fare niente per impedire che questo accada (non è efficace né combattere, né scappare) e allora il mio corpo si congela e si disconnette per, se non altro, farmi sentire meno dolore (si attiva il mio sistema dorsovagale e posso sentire il mio corpo collassare).
E’ probabile che in questo momento il tuo corpo sia entrato in una modalità autoprotettiva che possiamo immaginare come la luce rossa del semaforo: il problema è che mentre passare da verde e a giallo e da giallo a rosso è piuttosto semplice, far tornare il semaforo da rosso (situazione drammatica che non posso far niente per modificare) a verde (sentirmi al sicuro e sereno) è molto complesso e la maggior parte delle volte richiede l’intervento di un tecnico (uno psicoterapeuta).
Quello che puoi iniziare a fare tu e dedicarti a tutto ciò che ti può far sentire il più possibile al sicuro, aiutarti gradualmente e dolcemente ad entrare in contatto con il tuo corpo e con l’ambiente circostante, favorire il movimento. Puoi per esempio iniziare con semplici esercizi di respirazione (in questo caso prendendo aria lentamente e buttando fuori l’aria velocemente, per favorire un’attivazione dell’organismo), guardarti attentamente in giro (per esempio identificando nell’ambiente che ti circonda 5 oggetti rossi, 5 blu e 5 gialli, per riprendere contatto con l’esterno), sperimentare qualche attività fisica (anche solo spingere forte con le mani un muro davanti a te o lanciarti una pallina da una mano all’altra).
Puoi integrare queste strategie bottom up (cioè a partire dal corpo) con altre top down (a partire dalla testa): per esempio dedicarti alle attività piacevoli, scrivere un diario o disegnare tutto ciò che ti passa nella mente, come anche parlare con un’amica di quello che stai vivendo.
La soluzione più efficace sarebbe comunque riuscire a parlarne con i tuoi genitori e, con il loro appoggio, rivolgerti ad uno psicoterapeuta.
Vediamo se Alessia e Alessio, che hanno vissuto un’esperienza simile alla tua, hanno altri suggerimenti da condividere con te (per esempio per Alessia la musica ha costituito un aiuto molto prezioso…).
In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 9
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Ciao Valeria, se potrò aiutarti in qualche modo, per me sarà un vero piacere farlo.
Come hai potuto leggere e come ha detto anche il Dr Claudio, io ho trovato il mio sblocco o la mia chiave (chiamala come vuoi) nella musica, in un momento del tutto casuale ma non per caso; è stata questa perché io l'amavo prima del blocco e la amo ancora ora. Comprendo un po' il tuo stato attuale, poiché mia madre e mio padre mi hanno fatto vivere una alquanto spiacevole situazione di divorzio, abbastanza violenta (nel senso che si insultavano pesantemente, gridavano e mio padre ha dormito anche una notte fuori, per quanto era arrabbiato), e questo è successo molto recentemente. Quindi è per questo che io ti posso solo consigliare ciò che ho fatto io per entrambi i casi, per esperienza diretta.

Se avevi\hai qualche passione in particolare, potresti concentrarti su quella, come potrebbe essere anche qualcosa di nuovo, se mai nulla ti ha particolarmente scosso a livello emotivo;
Potresti confidarti con qualcuno come ha anche detto il dottore, non deve essere per forza la tua migliore amica, può essere chiunque (io ho parlato con una prof che non apparteneva nemmeno alla mia classe e che avevo visto solo tre volte durante quell'anno, nonostante ciò mi ha ispirato in qualche modo ), l'importante è che tu ti senta del tutto naturale a parlare con questa persona.

Per il resto mi hai ricordato un po me' quando hai scritto
Ho provato tante volte a capire da sola perché tutto ciò, senza andare da nessuna parte, perché non vorrei andare da nessuna parte e riuscire a passarla da sola questa cosa. Ho sempre provato a darmi delle risposte, ma non sono mai state risposte sicure e che mi abbiano cambiato qualcosa
, perché anche io mi sono sempre fatta domande su domande su me stessa e per anni ho avuto la tua medesima sensazione, quella di avermi dato da sola delle risposte incerte che non hanno mai fatto la differenza, solo nell'ultimo anno, finalmente sono riuscita a dar solidità ai miei dilemmi, pensa che avevo 15 anni quando ho scritto qui (e meno male perché avere anche solo una soluzione a una delle mie innumerevoli domande mi ha fatto stare bene) e che sono riuscita a fare ciò che ti ho scritto solo ora che ne ho 19 (quasi 20 ormai). Su questo infatti, ti volevo solo dire di non smettere perché solo così puoi davvero giungere a capirti veramente.

Forse ti potrà sembrare tutto inutile ma forse potrebbe anche non esserlo, hai detto di aver provato di tutto, prova anche questo e se non dovesse funzionare nemmeno questo allora prova a seguire anche il consiglio del Dr Claudio, che ringrazio.

Spero di esserti stata di aiuto!
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 10
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Ciao sono Francesca e ho 29 anni, mi trovo qui a leggere i vostri commenti perché oggi vivo la stessa situazione di Alessia, Alessio e Valeria.
Nel 2018 ho iniziato lentamente ad avere dei cambiamenti e sbalzi d’umore, stress fisico tra cui brividi, tachicardia, svenimenti, la notte saltavo spesso nel sonno.
Ho iniziato ad avere al risveglio angoscia senza motivo apparente, tristezza, attacchi di panico con sintomi dissociativi.
Dal forte attacco di panico diciamo che i sintomi dissociativi sono peggiorati, distacco dalla realtà e distacco da me stessa! Da lì una forte depressione per questo senso di impotenza! Ormai erano i sintomi a controllarmi! Dopo questa depressione è subentrato questa assenza di emozioni, in pratica non sento più nulla, né emozioni né sensazioni, mi sembra solo di avere la parte razionale, il resto è in blocco! Questo mi causa un grande stress soprattutto quando dovrei provare un’emozione, ma non la sento e quindi non la libero, ma rimane come "congelata" dentro di me! Questo ormai da 2 anni! La paura di non poterle sentire più mi tormenta perché ovviamente le emozioni sono vita!
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 11
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Buongiorno Francesca, mi spiace per la difficile situazione che sta vivendo e mi auguro che scrivere qui possa rappresentare un primo piccolo passo nella direzione di riappropriarsi della Sua vita e delle Sue emozioni. I sintomi che descrive sono importanti e significativi: se non l'ha già fatto, è fondamentale che si rivolga ad un bravo psicoterapeuta che La possa aiutare efficacemente ad ascoltarsi e comprendersi in profondità, facendo emergere il significato e il valore che questi sintomi possono avere per Lei in questo momento della Sua vita, accompagnandola infine alla scoperta e costruzione di un nuovo equilibrio pienamente soddisfacente. Fare questo percorso non è facile ed è faticoso, ma è possibile farlo e ne vale pienamente la pena. In bocca al lupo di cuore!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

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  1. 2 settimane fa
  2. Psicologia
  3. # 12
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