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Apri un dialogo nuovo

  Sabato, 27 Giugno 2015
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Buonasera. Circa due anni fa ho cominciato a frequentare il mio attuale marito. Dopo appena un mese sono rimasta incinta. In quel momento l'idea di un figlio non era concepibile, non tanto per motivi economici, che potevano essere superati con l'aiuto delle famiglie, ma proprio perché in quel momento non ero in grado di decidere. Comunque dopo diverse titubanze e ragionamenti, ho deciso per l'aborto, anche in virtù della preoccupazione di uno stile di vita che poteva aver creato danni al feto.
Ora, a distanza di un anno e più, i miei suoceri hanno saputo, ma non mi hanno mai chiesto qual è il mio stato d'animo. Questo mi ferisce visto che credo di non aver mai superato la cosa. A volte mi sembra di essere andata avanti. Poi torna la tristezza e l'apatia. Mi sembra che nulla importi dopo tutto. Insonnia poi sempre. Ma oggi ho avuto come un flashback e ho rivissuto la cosa come se fosse accaduta oggi. Forse dipende dal pentimento e dalla paura di non poter mai avere le condizioni per la nascita di un figlio. Non so. Oggi mi sento come il giorno in cui ho preso la decisione. E sento che se il mio dolore viene sminuito diventa tutto anche peggio.
Gentile Lau,
grazie del Suo messaggio e di aver voluto condividere con me la Sua esperienza.
Scoprire di essere incinta senza che questo sia stato desiderato costituisce in molti casi un vero e proprio evento traumatico, e ancor di più la drammatica scelta se proseguire ugualmente con la gravidanza o invece interromperla. In quei momenti spesso si è combattuti tra due alternative entrambe faticose e dolorose, seppur per aspetti diversi, e qualsiasi decisione si prenda è possibile che poi questa venga rimpianta in futuro, a volte chiedendosi come sarebbe stata diversa la propria vita in caso contrario.
In particolare nel caso in cui si è scelto di abortire, questo scelta rappresenta un lutto che va elaborato ed è spesso accompagnata da forti sensi di colpa, a volte al punto di arrivare a credere irrazionalmente di non meritare più cose belle dalla vita. E’ molto frequente quindi in donne che hanno vissuto questa esperienza la paura di non poter più avere figli, a volte per infondati timori medici, altre volte, come nel Suo caso, per timore che non si creeranno mai le condizioni adatte.
Questo evento può complicare anche gli aspetti relazionali: si può provare vergogna e preoccupazione per ciò che altri potrebbero pensare rispetto a questa scelta o a volte anche rabbia per il partner o familiari che non hanno saputo essere sufficientemente empatici e di sostegno.
Da quanto scrive questo evento non è stato da Lei ancora elaborato e superato, non Le permette quindi di vivere pienamente e serenamente il Suo presente, perché è bloccata nel dolore di un anno fa (“oggi mi sento come il giorno in cui ho preso la decisione”) con sintomi molto caratteristici: flashback, insonnia, tristezza e apatia.
Sarebbe importante poter rivolgersi ad uno psicoterapeuta con cui poter elaborare, desensibilizzare ed integrare i suoi vissuti relativi a questo evento: aspetti sensoriali (immagini, frasi o suoni, eventualmente odori), pensieri disfunzionali (come “non potrò mai avere le condizioni per la nascita di un figlio”), emozioni e anche sensazioni fisiche. Uno dei modi più rapidi ed efficaci per fare questo è attraverso alcune sedute di E.M.D.R. (Desensibilizzazione e rielaborazione tramite movimenti oculari), una specifica tecnica di psicoterapia consigliata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per superare eventi traumatici e che personalmente ho utilizzato già tante volte, con molto successo, per aiutare donne che hanno vissuto aborti a tornare a vivere una vita pienamente serena.
Lasciar passare il passato è possibile, non indugi oltre e cerchi un aiuto qualificato.
In bocca al lupo!
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