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  1. Giampaolo
  2. Psicologia
  3. Domenica, 22 Marzo 2015
Gentilissimi, mi chiamo Giampaolo e sono stato lasciato da mia moglie dopo 28 anni di matrimonio. Abbiamo 2 figli di 24 e 28 anni, che, bene o male, riescono a lavorare.
Io ho avuto problemi con l'alcol, ma 6 anni fa ho deciso di farmi aiutare a cambiare vita e sono entrato a far parte di Alcolisti Anonimi: la mia sobrietà continua tutt'ora e i miei comportamenti nei confronti dei miei famigliari si sono notevolmente ammorbiditi.
Infatti era questo l'aspetto più problematico: non riuscivo più ad avere un atteggiamento comprensivo, volevo sempre aver ragione ed avere sempre l'ultima parola su tutto. Tutto ciò ha finito per allontanarli da me.
Per tutto il resto (lavoro, cura della casa, educazione dei figli, ecc.) sono stato presente, forse troppo. Quello che mi stupisce è il fatto che lei se ne sia andata dopo che le cose si stavano mettendo a posto, e non nel pieno del mio periodo alcolico (cosa di cui lei non si era neanche accorta). Io credo che occorra lasciare che il tempo lavori, senza pretendere che non ci siano più i problemi. Ora lei vive in affitto insieme al figlio, mentre la figlia convive col fidanzato.
Stiamo procedendo alla separazione, che vorrei si concludesse (è già passato più di un anno) prima di poter riprendere una nuova relazione, sempre ammesso che sia possibile data la mia età.
Concludo dicendo che non mi sarei mai aspettato l'abbandono di mia moglie, e soprattutto il modo con cui se ne è andata (quella sera era la notte di Natale e mi ha detto che si fermava a dormire in Comunità, perché la veglia sarebbe finita tardi: non una parola sul fatto che non sarebbe più tornata e sul perché).
Io continuo a credere che una relazione si possa costruire, pur sapendo che le difficoltà sempre esisteranno. Grazie.
Campi Personalizzati
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Dott.ssa Cristina Fumi Risposta accettata Pending Moderation
Caro Giampaolo, grazie mille davvero per la Sua lettera.
Tre secondo me sono le questioni su cui soffermarci a riflettere insieme.
1. Il suo alcolismo: innanzitutto Le faccio i miei complimenti per la sobrietà raggiunta e Le auguro di continuare a frequentare i gruppi di Alcolisti Anonimi, un programma di recupero molto efficace nella cura e nella riabilitazione dell'alcolismo.
Dalle Sue parole si evince che il Suo alcolismo non ha intaccato la Sua attività lavorativa- professionale e il Suo essere presente a casa, ma ha influenzato in qualche modo, ma non Le è molto chiaro ancora, il Suo mondo famigliare.
L'alcolismo, così come altre dipendenze, coinvolge l'intero gruppo famigliare: mogli, mariti, figli, sorelle e fratelli, sono esposti a dinamiche distruttive causate dall'alcolismo, modi di comunicazione e di relazione che provocano, a livelli diversi, disagio e sofferenza a tutti i membri della famiglia. Le chiedo Giampaolo: è così certo che la Sua ex moglie non si sia mai accorta della Sua dipendenza? E i Suoi figli? Se fosse vero che mai nessuno in famiglia si è accorto di questo, cosa ha pensato, secondo Lei, la Sua ex moglie (e i Suoi figli) quando sei anni fa Lei ha intrapreso il cammino di recupero in Alcolisti Anonimi e cosa pensa la Sua ex moglie oggi circa i cambiamenti che sta mettendo in atto nella Sua vita?
La letteratura psicologica sulle dipendenza ci suggerisce di considerare il fenomeno della dipendenza come un disagio che coinvolge sempre l'intero gruppo famigliare: il malessere di un membro traspare, contagia gli altri che, anche se non del tutto consapevoli (a volte non si vuol vedere, per non soffrire, per proteggere se stessi dal dolore e proteggere soprattutto i figli), manifestano a loro volta sofferenza e disorientamento. E spesso quando un membro della famiglia inizia a cambiare questo permette anche agli altri membri della famiglia di cambiare, a volte in modo insapettato.
2. La separazione da Sua ex moglie: dalle Sue parole si evince che Lei ha subito la decisione della Sua moglie a separarsi da lei, presa di posizione che non sospettava e che, soprattutto, non si aspettava.
Le pongo due domande a tal proposito: non si era mai accorto che Sua moglie era insoddisfatta della Vostra relazione di coppia? Ha mai parlato direttamente con lei del Suo alcolismo? Ha mai affrontato la questione direttamente e onestamente con Lei? A volte non è facile accorgersi e accettare che il nostro partner è in difficoltà: a volte è faticoso, richiede tempo e impegno, confrontarsi apertamente con chi ci sta accanto. È più semplice, oserei dire, lasciare le cose come stanno, credendo che il tempo aggiusti le cose. Ma poi accade, e questo è il Suo caso, che l'altro ci sorprenda e prenda delle decisioni che ci spiazzano, che non sospettavamo, ma forse intuivamo e facevamo fatica ad accettare. La invito a riflettere su questo e a provare a rispondermi: “Davvero non aveva avvertito un certo malessere della Sua ex moglie, che presumo poi sia stato la causa della decisione di separarsi da Lei?”
3. Il desiderio di una nuova relazione: dalle Sue parole si evince che lei è molto deluso e arrabbiato a seguito di questa separazione.
Non si capacita del modo con cui la Sua ex moglie Le ha comunicato il desiderio di separarsi, dopo 28 anni di matrimonio. Non si capacita del poco impegno che Le sembra che la Sua ex moglie abbia investito nella cura della Vostra relazione. Quando avrà attraversato ed elaborato la delusione e la rabbia, magari anche con l'aiuto di uno psicoterapeuta, allora sarà pronto a incontrare qualcuno d'altro con cui costruire un nuovo legame d'amore. Non sarà la separazione legale, sancita in Tribunale, ad autorizzarla a intraprendere una nuova relazione affettiva, ma sarà Lei stesso, più sereno e tranquillo, ad autorizzarsi pienamente ad incontrare qualcuno d'altro.
Buon cammino!
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