Più una pagina di diario che una richiesta di parere, ma grazie per la considerazione.
24 anni, da un paio ho crisi depressive più o meno lunghe, più o meno intense. Nel mio curriculum spiccano due ricoveri in ospedale per abuso di farmaci, diversi, tanti momenti durante i quali il farmi male, o il bere, era l'unico sollievo, e un sacco di sbroccate insensate ed esagerate contro amici e famiglia. Da notare, a 19 anni sono andata via di casa ed ho vissuto all'estero fino all'anno scorso. I miei non sanno nulla della mia condizione. Per loro è solo un carattere un po' ..così.. scontroso, come quello di papà. Ne è a conoscenza solo qualche amico che suo malgrado si è ritrovato in mezzo ai miei momenti bui. E il mio ex. Tutti contatti ormai persi comunque. E in ogni caso mai una volta ne ho parlato. Ora la prima. E racconto solo degli ultimi 3 mesi, che sono forse stati i peggiori di sempre.
Da dicembre la mia migliore amica, quella con cui condividi tutto l'immaginabile, sparisce. Nel senso che con una scusa banale ai limiti dell'assurdo smette di chiamare, di rispondere, di farsi vedere e per quanto mi riguarda smette di essere considerata che persona che pensavo. Da dicembre.. tre mesi che nella mia vita stanno pesando come un secolo. Ma è solo da qualche settimana che la situazione si sta facendo difficile. Per inciso, la migliore amica era anche l'unica amica: in 4 anni di assenza dalla mia città moltissime amicizie si sono perse, le altre erano diventate niente più che incontri casuali. Poche, pochisime le persone frequentate... la depressione mette il muro più alto tra te e tutti gli altri. Da pochissimo sono venuta a sapere che il mio grande amico F. si è ancora incagliato con l'eroina. Sporadicamente, a detta di lui, ma comunque da pulito che è stato negli ultimi mesi pare che la giostra ricominci il giro. Abbiamo passato gli ultimi weekend insieme, io a tentare di tenerlo occupato dal pensiero di quello che non dovrebbe fare, lui a tentare di capire perché il mio umore si è fatto così cupo.
Da lunedì le cose sono precipitate. La mattinata al lavoro a fare finta di stare relativamente bene, dal pomeriggio in poi l'ansia è iniziata a salire, alla sera ero come in trance non facevo altro che parlare da sola ad alta voce, piangevo e mi ripetevo non devo tagliarmi non devo tagliarmi non devo tagliarmi… Aspetto orribile, pensieri ancora peggiori. Ero spaventata non sono mai stata cosi male senza alcun potere di controllo sui miei atteggiamenti. Il controllo infatti non c'è stato .. un paio di tagli sono riuscita a farmeli al solito posto sulla coscia, uno sulla caviglia. Non succedeva dal 2006 che mi tagliassi.
Martedi e mercoledi leggermente meglio, ma la sera e soprattutto la mattina appena sveglia pensavo di impazzire. Io penso che la mattina sia il momento peggiore per un depresso. Per esempio di mattina non potrei mai sedermi qua tranquilla a raccontare i cazzi miei. La mattina per dei niente mi capitano scatti d'ira da farmi paura.
Oggi sarà stato per il sole ma mi sono alzata ho preso il cane e abbiamo fatto un giro per i boschi, poi ho comprato qualche pianta per il balcone e mi sembrava di riuscire a tenere insieme i pezzi.. e invece poi sono tornati i pensieri quindi la giornata è continuata sdraiata sul letto, con gli occhi fissi fuori dalla finestra ad aspettare il buio. Le medicine sono sempre a portata di mano, l'unico motivo per cui sono ancora nel cassetto è lo sbattimento presunto di dover affrontare tutto con i miei e tutta quella metà della mia vita che non sa nulla e non centra nulla con la mia pazzia.
Dico presunto perché con valium e lexotan non ci si ammazza mica, basterebbe solo un po’ di questo e un po’ di quello .. ma vai a sapere cosa è questo e cosa è quello per non rischiare di rimanere fottuta con qualche danno celebrale. Sono giovane, iniziare a sentirmi così a 20 anni è stato troppo presto e ci sono troppe cose che non sono andate per il verso giusto e che non posso più recuperare.
Se penso a qualche anno fa, la ragazza che vedo non è quella di adesso. Quella di adesso non sono la vera io. Io provo a scavalcarlo il muro, ma è alto, e forse dall'altra parte non c'è nessuno ad aspettarmi. Quante volte mi prometto di parlare con qualche specialista, ma per dire cosa in fondo? E per ottenere cosa? Una dipendenza da psicofarmaci per tutta la vita?
Raccontare una mente in poche righe non è possibile, indicare l'uscita di cui sopra forse si…
Valentina (24 anni)
24 anni, da un paio ho crisi depressive più o meno lunghe, più o meno intense. Nel mio curriculum spiccano due ricoveri in ospedale per abuso di farmaci, diversi, tanti momenti durante i quali il farmi male, o il bere, era l'unico sollievo, e un sacco di sbroccate insensate ed esagerate contro amici e famiglia. Da notare, a 19 anni sono andata via di casa ed ho vissuto all'estero fino all'anno scorso. I miei non sanno nulla della mia condizione. Per loro è solo un carattere un po' ..così.. scontroso, come quello di papà. Ne è a conoscenza solo qualche amico che suo malgrado si è ritrovato in mezzo ai miei momenti bui. E il mio ex. Tutti contatti ormai persi comunque. E in ogni caso mai una volta ne ho parlato. Ora la prima. E racconto solo degli ultimi 3 mesi, che sono forse stati i peggiori di sempre.
Da dicembre la mia migliore amica, quella con cui condividi tutto l'immaginabile, sparisce. Nel senso che con una scusa banale ai limiti dell'assurdo smette di chiamare, di rispondere, di farsi vedere e per quanto mi riguarda smette di essere considerata che persona che pensavo. Da dicembre.. tre mesi che nella mia vita stanno pesando come un secolo. Ma è solo da qualche settimana che la situazione si sta facendo difficile. Per inciso, la migliore amica era anche l'unica amica: in 4 anni di assenza dalla mia città moltissime amicizie si sono perse, le altre erano diventate niente più che incontri casuali. Poche, pochisime le persone frequentate... la depressione mette il muro più alto tra te e tutti gli altri. Da pochissimo sono venuta a sapere che il mio grande amico F. si è ancora incagliato con l'eroina. Sporadicamente, a detta di lui, ma comunque da pulito che è stato negli ultimi mesi pare che la giostra ricominci il giro. Abbiamo passato gli ultimi weekend insieme, io a tentare di tenerlo occupato dal pensiero di quello che non dovrebbe fare, lui a tentare di capire perché il mio umore si è fatto così cupo.
Da lunedì le cose sono precipitate. La mattinata al lavoro a fare finta di stare relativamente bene, dal pomeriggio in poi l'ansia è iniziata a salire, alla sera ero come in trance non facevo altro che parlare da sola ad alta voce, piangevo e mi ripetevo non devo tagliarmi non devo tagliarmi non devo tagliarmi… Aspetto orribile, pensieri ancora peggiori. Ero spaventata non sono mai stata cosi male senza alcun potere di controllo sui miei atteggiamenti. Il controllo infatti non c'è stato .. un paio di tagli sono riuscita a farmeli al solito posto sulla coscia, uno sulla caviglia. Non succedeva dal 2006 che mi tagliassi.
Martedi e mercoledi leggermente meglio, ma la sera e soprattutto la mattina appena sveglia pensavo di impazzire. Io penso che la mattina sia il momento peggiore per un depresso. Per esempio di mattina non potrei mai sedermi qua tranquilla a raccontare i cazzi miei. La mattina per dei niente mi capitano scatti d'ira da farmi paura.
Oggi sarà stato per il sole ma mi sono alzata ho preso il cane e abbiamo fatto un giro per i boschi, poi ho comprato qualche pianta per il balcone e mi sembrava di riuscire a tenere insieme i pezzi.. e invece poi sono tornati i pensieri quindi la giornata è continuata sdraiata sul letto, con gli occhi fissi fuori dalla finestra ad aspettare il buio. Le medicine sono sempre a portata di mano, l'unico motivo per cui sono ancora nel cassetto è lo sbattimento presunto di dover affrontare tutto con i miei e tutta quella metà della mia vita che non sa nulla e non centra nulla con la mia pazzia.
Dico presunto perché con valium e lexotan non ci si ammazza mica, basterebbe solo un po’ di questo e un po’ di quello .. ma vai a sapere cosa è questo e cosa è quello per non rischiare di rimanere fottuta con qualche danno celebrale. Sono giovane, iniziare a sentirmi così a 20 anni è stato troppo presto e ci sono troppe cose che non sono andate per il verso giusto e che non posso più recuperare.
Se penso a qualche anno fa, la ragazza che vedo non è quella di adesso. Quella di adesso non sono la vera io. Io provo a scavalcarlo il muro, ma è alto, e forse dall'altra parte non c'è nessuno ad aspettarmi. Quante volte mi prometto di parlare con qualche specialista, ma per dire cosa in fondo? E per ottenere cosa? Una dipendenza da psicofarmaci per tutta la vita?
Raccontare una mente in poche righe non è possibile, indicare l'uscita di cui sopra forse si…
Valentina (24 anni)
- Pagina :
- 1
Non ci sono ancora delle risposte per questo dialogo.