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  1. Jessica
  2. Psicologia
  3. Martedì, 26 Agosto 2014
Buongiorno Dottore, Le espongo il mio problema, che mi fa molto male. Ho 23 anni e negli ultimi anni mi hanno spesso detto che sembravo più piccola. Può sembrare una sciocchezza o addirittura un complimento, ma per me non lo è.
Sono sempre stata molto più matura della mia età ed ho affrontato situazioni importanti ed impegnative. Dai 12 ai 16 anni mi davano più anni di quelli che avevo e la cosa mi lusingava molto; poi si sono invertite le cose.
Questo fatto dell'età mi fa male soprattutto perché mi è stato fatto notare in situazioni di difficoltà e da persone che dovevano proteggermi. Ad esempio, quando ero andata al pronto soccorso con la febbre a 40 ed una malattia virale, me lo fece notare un'infermiera che avrebbe dovuto occuparsi della mia salute. Oppure quando ero accanto a mio zio, in fin di vita, e stavo prestando aiuto alla famiglia, una signora, venuta a salutare mio zio e a portargli parole di conforto, mi fece notare il fatto dell'età. E meno male che doveva portare conforto! E di situazioni simili me ne sono successe altre.
Mi ritengo molto carina e secondo me non dimostro neanche meno della mia età, se non forse in quelle situazioni in cui sentendomi più fragile e vulnerabile i muscoli del viso si contraggono (sento tirare soprattutto quelli delle guance e del mento).
Questa per me è diventata una vera e propria ossessione ed ogni volta che esco di casa mi guardo allo specchio e mi chiedo: quanti anni dimostro? Dimostro la mia età? E cerco di modificare il mio trucco/atteggiamento. Ogni volta che vivo situazioni impegnative, nuove, di confronto con gente che non conosco, spero sempre di dimostrare la mia età.
Insomma è una cosa che mi condiziona molto. Come posso viverla meglio? La ringrazio.
Campi Personalizzati
23
Dott. Claudio Sessa Vitali Risposta accettata Pending Moderation
Gentile Jessica,
grazie del Suo messaggio.
Mi vengono in mente due possibili modi per approfondire la questione; il primo è molto semplice e può sicuramente svolgerlo da sola, mentre per il secondo potrebbe eventualmente essere utile il supporto di uno psicoterapeuta.
1) Trovi un luogo e un momento tranquillo e poi armandosi di carta e penna scriva di getto 70 ragioni per cui essere considerate più piccole della propria età può risultare per Lei negativo. So che 70 è un numero molto alto, ma La invito a scrivere anche le ragioni più piccole, assurde e ridicole che Le vengono in mente, senza alcuna censura, non fermandosi finché non ne avrà scritte proprio 70.
Finita questa lista prenda un nuovo foglio bianco e scriva ora un’altra lista con invece 70 ragioni per cui essere considerate più piccole della propria età può risultare per Lei positivo. Anche in questo caso scriva di getto anche le cose più piccole e buffe che le vengono in mente, lasciandosi semplicemente guidare dalla Sua mano.
Rilegga poi con calma queste due liste da sola o insieme ad un’amica, guardi che effetto Le fa e quali idee Le vengono in mente.
2) Da quanto scrive, il fatto di essere a volte considerata più piccola sembra essere rimasto legato alla sensazione di essere in qualche modo sottovalutata o poco considerata. Può essere allora utile concentrarsi singolarmente su ciascuna delle due situazioni che ha descritto (relative la prima all’infermiera e la seconda all’amica dello zio), chiedendosi la situazione presa in esame quali emozioni e pensieri negativi su di Lei suscita (ad esempio “non vengo presa sul serio”). A partire dall’emozione o pensiero individuato lasci scorrere liberamente la mente fino a far emergere qual è la prima volta che si è sentita in modo simile in passato. Se affiorano ricordi o connessioni interessanti, sarebbe prezioso poterle elaborare in modo breve e focalizzato con alcune sedute di psicoterapia tramite la tecnica E.M.D.R.
In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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