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  1. claudio
  2. Psicologia
  3. Lunedì, 09 Settembre 2013
Sono il padre di una bimba di 14 anni e sono alquanto preoccupato. Mia figlia, durante l'ultimo anno scolastico ha avuto più di un approccio con ragazzini maschi. Lo ha confessato a mia moglie. Nulla di particolarmente compromettente, sia chiaro, tuttavia pare che abbia avuto anche alcuni rapporti molto intimi, seppur non completi. Il suo atteggiamento verso i ragazzi è sempre stato molto "deciso", ma da un paio d'anni sì è arricchito di atteggiamenti provocatori. La sua indole è sempre stata abbastanza incline ad assecondare i propri entusiasmi ed in questo, durante l'infanzia non è stata repressa da nessuno in famiglia. Veniamo al punto. Quando era alla scuola materna le capitò un increscioso "incidente": un bambino fece irruzione nel bagno mentre lei era intenta ad espletare i propri bisogni. Niente di che, solo una porta spalancata, uno sberleffo e via. Quando raccontò questo episodio alla nonna e poi alla mamma la reazione fu quella di non alimentare la sia amarezza, ma di proporle il punto di vista di una burla mal riuscita. Cosa che al momento servì ad alleviare il suo sgomento. Tuttavia io ebbi la sensazione che questo episodio si sarebbe potuto prima o poi riproporre nella sua vita di relazione, magari in una fase modificata, non correttamente assorbita. Vorrei sapere se in qualche maniera le due cose possono essere connesse e se sì, quali potrebbero essere le giuste contromisure da adottare. Grazie.
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Gentile Claudio,

grazie del Suo messaggio.

Francamente credo che le due questioni probabilmente non siano connesse fra loro.

Alla scuola materna i bambini sono ancora molto piccoli, la distinzione fra sessi non è così marcata e anche il senso del pudore è molto relativo. E’ frequente che bambini di 4-5 anni possano togliersi il costume in spiaggia o vedere nudi in bagno un fratellino o una sorellina, senza che questo crei particolari problemi. L’episodio che descrive mi sembra quindi essere un semplice dispetto o scherzo, a cui probabilmente non era attribuita alcuna valenza sessuale.

E’ invece vero che l’approccio alla sessualità dei preadolescenti è sempre più precoce e spinto. Questo è dovuto certamente anche ai modelli proposti dai mass-media, che tendono ad enfatizzare molto l’aspetto esteriore e corporeo, facendo diventare i ragazzini e le ragazzine uomini e donne in miniatura, per poter indurre bisogni e vendere tutta una serie di prodotti. Pubblicità, televisione e internet diventano così la principale fonte di educazione sessuale, con poca possibilità per i genitori di mediare le informazioni e gli stimoli con cui vengono quotidianamente bombardati i figli.

Sua figlia probabilmente si trova ad avere già un corpo sessuato “da adulta”, senza avere però ancora potuto sviluppare la maturità emotiva e psicologica necessaria per riuscire a gestirlo adeguatamente. Mi sembra quindi molto positivo che la ragazza (che ormai non è più una bimba) riesca a parlare di questi temi con sua mamma, che potrà così avere un ruolo molto importante nell’educazione sessuale e affettiva di Vostra figlia, rispondendo a dubbi, timori e curiosità e soprattutto insegnando un uso della fisicità non disgiunto dall’affettività.

Il corpo è un tempio prezioso, che va protetto e custodito per essere pienamente valorizzato senza doversene pentire in futuro. Questo è tanto più vero quando riguarda una ragazzina di 14 anni.

Se vi trovate in difficoltà e non sapete bene come gestire questa delicata fase della crescita di Vostra figlia, Lei e Sua moglie potrete eventualmente utilizzare qualche incontro di consulenza genitoriale con uno psicologo per confrontarvi su questi temi. In bocca al lupo!

 
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
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