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  Venerdì, 23 Luglio 2021
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Salve, è da un po' di anni che a volte mi trovo ad affrontare un problema che chiamerei una sorta di letterale blocco emozionale dove in momenti in cui mi aspetto di essere felice/triste o di provare euforia ecc, qualsiasi tipo di emozione, finisco invece col non sentire assolutamente nulla. La prima volta mi capitò nel 2014 quando finalmente dopo anni riuscii a vedere in concerto alcuni dei miei cantanti preferiti del momento; appena salirono sul palco sarei dovuta essere estatica, al settimo cielo, piangere e urlare per la felicità ma la verità è che dentro mi sentivo impassibile e volevo semplicemente andarmene - proprio perché non sentivo le emozioni che in realtà avrei voluto sentire - . Lo descriverei come una sorta di blocco che il mio cervello pone in essere contro la mia volontà. La stessa cosa mi capitò ad un altro concerto del 2017 dove pensai che sarebbe sicuramente andata meglio perché ero in compagnia di amiche, e ancora una volta la stessa cosa. Beyoncé sale sul palco e io sento assolutamente nulla quando fino a qualche giorno prima quel concerto era una delle cose che più aspettavo. Stessa cosa qualche anno fa mi è successo ad un funerale di un parente di un'amica di scuola, il giorno prima ricevo la notizia e sono tristissima ma al momento dell'incontro e delle condoglianze con tutti che piangevano io letteralmente nulla, nonostante fossi più che dispiaciuta. Quindi non capisco perché mi comporto così quando in realtà non lo voglio, non è volontario. Sono stanca di non divertirmi e di dover fingere in momenti in cui dovrei essere spensierata ed euforica e dove invece il mio cervello decide di agire così a modo suo! E' vero che forse il mio passato e la situazione difficile che vivo tutt'ora hanno portato il mio cervello a "difendermi" in questo modo ma come si spiega? Come posso guarirne e a chi potrei rivolgermi? Grazie mille da una me un po' disperata
Cara Sara,
è proprio così come scrivi: il nostro sistema psichico è saggio e, secondo la teoria AIP (Adaptive Information Processing) dell’approccio EMDR quando il sistema psichico pensa di trovarsi in pericolo si protegge mettendo in atto difese come auto protezione.
Un po' come il nostro sistema fisico quando avverte il pericolo di una minaccia esterna si organizza e cerca di proteggersi e difendersi come può.
E’ probabile che, come scrivi quando accenni a esperienze e situazioni difficili che hai vissuto, fin da bambina sei stata esposta direttamente o indirettamente a esperienze stressanti/traumatiche, le cui emozioni (paura, tristezza, impotenza per esempio), in determinate circostanze, si riattivano e il tuo sistema psichico si impegna così, tuo malgrado e in modo che tu ne abbia davvero il controllo, a prenderne le distanze come può per difendersene. Infatti può capitarci che in talune circostanze (per esempio anche in un concerto, come scrivi) riaffiorino timori e paure che poco hanno a che fare con l’evento che stiamo vivendo (anzi a volte ci attenderemmo di provare emozioni contrapposte!) ma che in qualche modo riattivano sensazioni e emozioni che invece hanno a che fare con un evento stressante del passato che non è stato ancora superato e elaborato e che si ripresenta.
Il presente quindi in qualche modo si fa carico del malessere e del disagio del passato e lo esprime.
Prova a rivolgerti a uno psicoterapeuta EMDR che potrà aiutarti in modo efficace a riappropriarti del presente, accedendo al passato, per elaborare e superare aspetti emotivi eventualmente non risolti: potresti scoprire che il tuo sistema psichico (come spesso dico ai miei pazienti) ha fatto un ottimo lavoro fino ad oggi (ti ha protetto e difeso) ma che insieme al tuo psicoterapeuta tu possa trovare un modo nuovo e diverso di affrontare i timori e le paure senza doverti sentire in pericolo e minacciata.
La psicoterapia rappresenta una occasione di crescita e di maturazione incredibile: Vasco Rossi in una sua celebre canzone cantava così, “Si può cambiare solo se stessi, sembra poco ma se ci riuscissi, faresti la rivoluzione”.
In bocca al lupo!
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