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  1. Giuseppe
  2. Psicologia
  3. Mercoledì, 01 Luglio 2020
Salve,
premetto che sto pensando che forse sia giunto il momento di rivolgermi ad uno psicologo, al fine di poter superare adeguatamente delle sensazioni di angoscia, nel momento in cui vivo una relazione.

Ho avuto una sola relazione nella mia vita, che mi ha però portato a diventare abbastanza angosciato e succube dell'altro. Inizialmente era molto presente ed innamorato ed io la vivevo sì bene, ma senza troppo attaccamento. Nel momento in cui ho sentito che dall'altra parte non c'era più quel sentimento iniziale, ho iniziato a sentire un attaccamento morboso, che mi ha portato a cercare in tutti i modi di risanare il rapporto: inventavo storie per cercare di apparire più interessante, ho cercato di assumere atteggiamenti che pensavo lo potessero attrarre di più, avevo una dipendenza nel cercare di vedere quando fosse online sui social, col pensiero che parlasse con altri, gli facevo regali forse troppo costosi. Anche quando avevo il sentore che qualche sera dovesse vedersi con altri (cosa poi confermata, a fine relazione), cercavo di fargli sentire la mia presenza, in maniera che poi si sentisse in colpa. Non avevo il coraggio di lasciarlo andare, e mi aggrappavo ad ogni singola briciola. Molte volte, di sera, dormivo con angoscia.
Quando poi la relazione è terminata, ho vissuto un periodo buio, in cui ho ricercato me stesso ed alla fine, fortunatamente, ne sono uscito, anche se ogni tanto un pensiero doloroso del passato ancora mi attanaglia. Ma è la sensazione ora e non la persona a cui penso, e mi rendo conto di essere stato molto stupido.
Da allora ho avuto solo frequentazioni e storie occasionali.

Ultimamente ho conosciuto un ragazzo. Lui si mostrato anche troppo interessato da subito, con frasi ed atteggiamenti che forse erano un po' esagerati, considerando che ci conoscevamo da una settimana.
E' successo che poi io mi sia dovuto allontanare per un paio di mesi, per questioni lavorative. Ora siamo a distanza, ma dopo circa una settimana che non ci siamo visti, lui ha cominciato ad allontanarsi, scrivendomi e facendosi sentire meno. A detta sua è solo colpa del lavoro, ma anche nei momenti liberi, non si fa sentire così tanto. Insiste però nel dire non ci sia nulla che non vada.
Io penso di essermi nuovamente attaccato in maniera sbagliata ed ho paura di ricadere nella stessa situazione che ho vissuto col mio ex.
So anche che è un po' sbagliato sentirsi angosciati, per una conoscenza nata da poco e dovrei, invece, vivermela più serenamente, così come viene, oppure lasciarlo andare, se ci sto male. Il problema è che non ci riesco.

Non so davvero perché mi comporti così, se per mancanza di autostima, per sindrome di abbandono, per mancanza di una vera relazione (in tutta la mia vita) vissuta serenamente. Questo perché, a volte, mi capita anche in amicizia di sentirmi in questa maniera, se sento che le persone si dicono amiche, ma magari si organizzino senza avvertirmi.
Campi Personalizzati
31
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Buongiorno Giuseppe,
grazie del Suo messaggio.
Da quanto scrive, sembra che provi un’angoscia profonda quando percepisce che una persona emotivamente significativa si allontana in qualche modo da Lei. E questa angoscia La porta, come reazione, a sviluppare un attaccamento morboso e mettere in atto comportamenti disfunzionali che possono poi contribuire ulteriormente ad allontanare proprio chi vorrebbe tenere vicino a sé.
Questo ci dice che, probabilmente, nella Sua storia di vita, per qualche motivo, Lei non è riuscito a sviluppare uno “stile di attaccamento sicuro”.
Ciascuno di noi, infatti, a partire dalle primissime esperienze di relazione con chi si prende cura di noi quando siamo piccoli, impara quanto può sentirsi sicuro che l’altro ci sarà quando avremo bisogno di lui e sviluppa un certo “stile di attaccamento”. Questo stile di attaccamento rimane sostanzialmente stabile nel corso della vita e determina il modo in cui tendiamo a relazionarci alle persone che sono per noi emotivamente significative.
Per fortuna attraverso un percorso di psicoterapia ben fatto è possibile, comprendendo profondamente la nostra storia di vita ed entrando in contatto con le tutte emozioni che ci sono dentro di noi, sviluppare uno "stile di attaccamento sicuro acquisito" ed arrivare a vivere la proprie relazioni con molta maggiore consapevolezza, serenità e libertà.
Sono d’accordo con Lei, quindi, che Le può essere veramente prezioso rivolgersi di persona ad uno psicoterapeuta per iniziare insieme un percorso di psicoterapia che Le eviti di ricadere in queste situazione e Le permetta invece di sviluppare la capacità di vivere relazioni pienamente soddisfacenti.
In bocca al lupo!
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 1
Risposta accettata Pending Moderation
Salve Dott. Sessa Vitali,

grazie mille per il Suo risconto.

A questo punto non so come comportarmi con l'attuale frequentazione. Da un lato penso sia il caso di chiuderla, dati gli atteggiamenti un po' ambigui ed un cambio repentino di comportamento nei miei confronti. Dall'altro lato, però, non vorrei essere io a vederla in modo esagerato e rischiare di buttare via qualcosa di bello, ma potrebbe essere semplicemente attaccamento all'idea che mi ero fatto, a condizionarmi.
Forse non è giusto prendere in giro me stesso e cercare di "strappare il cerotto" e riprendermi col tempo.

Cosa mi consiglierebbe?

Un saluto,
Giuseppe
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 2
Risposta accettata Pending Moderation
Buongiorno Giuseppe,

comprendo la Sua incertezza e mi spiace, ma credo che questa scelta la possa prendere solo Lei.
In bocca al lupo e cordiali saluti.
Dott. Claudio Sessa Vitali psicologo specializzato in psicoterapia ad indirizzo sistemico relazionale ed E.M.D.R.

Tel. 02-29526852 e Cell. 347-8003203
  1. più di un mese fa
  2. Psicologia
  3. # 3
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