Buonasera, mi ritrovo su questo spazio per condividere qualcosa che mi ha turbato profondamente.
Ciò premesso, recentemente la mia fidanzata, con cui sto da pochi mesi, mi ha confidato che non poteva più tenere per sé un segreto che non la faceva sentire sincera nel rapporto con me e cioè, che pochi mesi prima di stare con me, aveva avuto un periodo breve di due settimane dove si era avventurata in esperienze incestuose di masturbazione reciproca e di esplorazione dei rispettivi corpi con suo fratello.
Mi ritengo di mentalità aperta a qualsiasi forma di depravazione, ma faccio presente che il soggetto maschile in questione ha 22 anni (una storia travagliata di problemi psichici e con le donne) e lei 20.
Nonostante io sia aperto a qualsiasi tipo di segreto, non nascondo che stavo per vomitare e che per qualche giorno io non sia stato neanche capace di eccitarmi. Penso sia normale fare un certo tipo di esperienze incestuose coi cugini, e se proprio con i fratelli, al massimo in tenera età (al massimo 14 anni), ma 20 e 22 anni penso che siano dell'età troppo mature, soprattutto con questa continuità mi fa proprio vomitare. E per me è diventato inevitabile pensare nel mio inconscio che la mia fidanzata possa essere una depravata. Io ho vari fratelli, ma mi sembra inconcepibile una cosa del genere. È come se inconsciamente mi stessi dicendo: "Vedi, se è andata oltre questi limiti morali, figurati tu che problemi si potrebbe fare per altre questioni etiche". Nonostante le insicurezze improvvise che mi hanno attraversato, sto sforzandomi il più possibile di non colpevolizzarla (anche se lei ha addotto infine giustificazioni che secondo me non hanno luogo), e soprattutto di "dimenticare", di accettare ciò, perché lei è una persona valida che penso di amare.
Volevo pertanto chiedervi come posso affrontare psicologicamente tutto ciò. Quello che è accaduto è psicologicamente normale o effettivamente è sintomo di qualcosa di grave? Che percorso interno devo fare nel mio inconscio per superare ciò?
Ciò premesso, recentemente la mia fidanzata, con cui sto da pochi mesi, mi ha confidato che non poteva più tenere per sé un segreto che non la faceva sentire sincera nel rapporto con me e cioè, che pochi mesi prima di stare con me, aveva avuto un periodo breve di due settimane dove si era avventurata in esperienze incestuose di masturbazione reciproca e di esplorazione dei rispettivi corpi con suo fratello.
Mi ritengo di mentalità aperta a qualsiasi forma di depravazione, ma faccio presente che il soggetto maschile in questione ha 22 anni (una storia travagliata di problemi psichici e con le donne) e lei 20.
Nonostante io sia aperto a qualsiasi tipo di segreto, non nascondo che stavo per vomitare e che per qualche giorno io non sia stato neanche capace di eccitarmi. Penso sia normale fare un certo tipo di esperienze incestuose coi cugini, e se proprio con i fratelli, al massimo in tenera età (al massimo 14 anni), ma 20 e 22 anni penso che siano dell'età troppo mature, soprattutto con questa continuità mi fa proprio vomitare. E per me è diventato inevitabile pensare nel mio inconscio che la mia fidanzata possa essere una depravata. Io ho vari fratelli, ma mi sembra inconcepibile una cosa del genere. È come se inconsciamente mi stessi dicendo: "Vedi, se è andata oltre questi limiti morali, figurati tu che problemi si potrebbe fare per altre questioni etiche". Nonostante le insicurezze improvvise che mi hanno attraversato, sto sforzandomi il più possibile di non colpevolizzarla (anche se lei ha addotto infine giustificazioni che secondo me non hanno luogo), e soprattutto di "dimenticare", di accettare ciò, perché lei è una persona valida che penso di amare.
Volevo pertanto chiedervi come posso affrontare psicologicamente tutto ciò. Quello che è accaduto è psicologicamente normale o effettivamente è sintomo di qualcosa di grave? Che percorso interno devo fare nel mio inconscio per superare ciò?
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