Buongiorno Zoe, nonostante il Suo sia più un nuovo “dialogo” che un commento al precedente, ho deciso di rispondere ugualmente.
Quello che mi colpisce in quanto scrive e sinceramente ammiro in Lei è il Suo coraggio.
Lei stava apparentemente bene avendo solo relazioni occasionali che Le fornivano conferme, eppure ha trovato la forza di lanciarsi in questa relazione con Luca, anche se in parte non si sentiva pronta. Sta bene, forse benissimo da sola, ma ha deciso di proseguire nella relazione. Lui le dice di andarsene da casa sua e Lei, pur sapendo che dopo 3 giorni sarebbe probabilmente andata avanti con la Sua vita e avrebbe superato la cosa e anzi proprio per questo, ritorna subito da lui. Continuate a litigare, lui La lascia nuovamente e Lei, riconoscendo la fondatezza delle sue ragioni, rimane comunque lì, per non rinunciare a lui e a quell’indefinibile, fortissimo legame che si è creato con lui. E infatti tornando a casa propria ha una reazione fisica imponente: trema tutto il giorno, ha un mal di testa fortissimo e sente i muscoli contratti. Lei è felice quando lui La chiama “dolce” nel suo modo e ha paura di lasciarlo veramente. Quindi c’è una parte in Lei, chiamiamola la “Zoe bianca”, che vuole fortissimamente Luca e percepisce che la relazione con lui è qualcosa di veramente unico, speciale e importante, forse il rapporto più autentico e profondo che Lei abbia mai avuto e che per questo rapporto vale la pena di lottare con le unghie con i denti.
C’è però dentro di Lei anche un’altra parte altrettanto forte, chiamiamola la “Zoe nera”, che vive questo rapporto come un enorme pericolo e che ne vuole fuggirne via il prima possibile e a tutti i costi. Ed è la parte che in questi primi due mesi di relazione Le ha fatto sentire ogni giorno l’impulso di lasciarlo, percependo che probabilmente Luca non Le piacesse abbastanza, che non lo amasse (magari addirittura che Le piacessero le donne), che ci fossero altri uomini che La convincessero di più, che lui fosse pieno di difetti fisici e che Lei lo avrebbe facilmente potuto tradire (prospettiva che però terrorizzava la “Zoe bianca”). Probabilmente è stata la “Zoe nera” che l’ha fatta scappare dal Suo ex dopo un anno e mezzo di relazione. E’ la “Zoe nera” che Le fa percepire Luca come brutto e non Le permette di dare a lui alcuna sicurezza. E’ verosimile che sia sempre la “Zoe nera” che non Le permetteva di addormentarsi fuori casa, poi con il Suo ex e ora anche con Luca, che non le permette di fidarsi, di innamorarsi, di lasciarsi andare. E’ la “Zoe nera” che è infastidita dal suo respiro pesante, che ha ansia di vederlo, di dormirci insieme, di casa sua e di quegli odori.
La “Zoe bianca” e la “Zoe nera” si alternano, a volte prende il sopravvento l’una a volte l’altra, litigano furiosamente fra loro e Lei è il loro campo di battaglia.
In realtà Lei ha bisogno di entrambe queste parti, entrambe sono preziosissime per Lei, si tratta di poterle conoscere meglio e comprendere, per farle sentire entrambe riconosciute e permettere ad entrambe di aiutarla, ciascuna a suo modo, ma iniziando gradualmente un dialogo costruttivo insieme, senza doversi scontrare continuamente fra loro.
Se per esempio partiamo dalla “Zoe nera”, in che modo La sta aiutando e proteggendo ora? E in che modo la “Zoe nera” l’ha aiutata di più in passato? Che cosa sarebbe potuto succedere di brutto se la “Zoe nera” non ci fosse stata? In quali momenti della Sua vita la “Zoe nera” l’ha aiutata di più? E’ possibile che la “Zoe nera” abbia iniziato a proteggerla dai Suoi 7 anni, quando i Suoi genitori si sono separati, e magari anche prima, quando i Suoi genitori magari stavano ancora insieme, ma già litigavano fra loro? E’ possibile che la “Zoe nera” La protegga dal costruire legami affettivi profondi in cui si rischia di sentirsi feriti, traditi e abbandonati e soffrire in modo intollerabile?
E la “Zoe bianca” invece in che modo La sta aiutando e proteggendo? Quale Suoi bisogni Le impedisce di trascurare e soffocare?
Se vuole provare a comprendere qualcosa di più di questo lancinante dualismo che sta vivendo dentro di Lei, ad ascoltarsi e provare a dare un nome e un senso alle forti emozioni contrastanti che sente dentro di Lei, Le consiglio di intraprendere un percorso personale di
psicoterapia che Le possa permettere di vivere la Sua vita in modo pieno, autentico e sereno.
In bocca al lupo!