By Ospite on Venerdì, 05 Luglio 2019
Posted in Psicologia
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Salve a tutti ho un problema abbastanza fastidioso da quasi 3 anni. Ero un ragazzo sempre allegro e spensierato, facevo di tutto, fumavo poche sigarette al giorno e uno spinello ogni tanto. Fino a quando, una sera del 28 gennaio 2017 dopo alcuni tiri di spinello mi sono cominciato a sentire strano. Mi stavo sentendo sempre più male, fino a quando ho avuto tachicardia forte, e mi sentivo svenire, ero convinto stessi per avere un attacco di cuore. Dalla mattina seguente tutto è cambiato, comincio ad avere attacchi di panico quando sono tra le persone, non riesco a stare calmo quando sono seduto dal barbiere, o non riesco a mangiare tranquillamente quando sono a tavola con altri, ho paura di fumare una sigaretta perché ho paura che soffoco, cioè tutte fobie che non avevo prima, è quasi 3 anni che sono così non so come ritornare il ragazzo che ero una volta!
Buongiorno Marco,
grazie del Suo messaggio.
E’ piuttosto frequente che fumare uno spinello possa costituire un fattore scatenante per un primo attacco di panico che poi in qualche modo “si cronicizza”, influendo pesantemente sulla qualità della vita con un’ansia diffusa e un evitamento di tutte quelle situazioni che in qualche modo si teme potrebbero scatenare un nuovo attacco.
Fortunatamente gli attacchi di panico possono essere facilmente affrontati e superati definitivamente attraverso una buona psicoterapia e io Le suggerisco l’approccio EMDR, che in questi casi è particolarmente efficace.
Di solito a partire dal primo attacco di panico e dai fattori scatenanti che l’hanno preceduto (non solo l’uso della sostanza psicotropa, ma anche cosa stava accadendo nella Sua vita a gennaio 2017) si vanno ad identificare e risolvere quei fattori che hanno costituito un “terreno fertile” per l’insorgere dell’attacco di panico. Nella maggior parte dei casi gli attacchi di panico avvengono in un momento in cui ci si sta emancipando e autonomizzando dalla propria famiglia di origine o comunque in un momento di crescita e cambiamenti. Indentificare e sciogliere questi elementi è un aspetto a volte trascurato, ma che in realtà costituisce l’70% del lavoro terapeutico sugli attacchi di panico, permette una drastica riduzione dei sintomi e soprattutto risolve il problema alla radice e in un modo non temporaneo, ma costante nel tempo. Il restante 30% del lavoro terapeutico va poi a lavorare sul sintomo: il primo attacco di panico, il peggiore e il più recente, per poi concentrarsi infine sulle situazioni temute (e spesso evitate) per paura che possano innescare un nuovo attacco di panico. Un percorso di psicoterapia EMDR completamente risolutivo del problema dura di solito alcuni mesi e permette di migliorare la qualità della propria vita non solo rispetto all’eliminazione dei sintomi (che più che un problema in sé, rappresentano un campanello di allarme che in profondità c’è qualcosa di non soddisfacente che va modificato), ma anche sotto molteplici altri aspetti.
In bocca al lupo!
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circa 7 anni fa
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