Gentile “pesce rosso impazzito”,
grazie di avermi scritto e della fiducia che ha riposto in me. Mi colpisce molto la Sua immagine di girare a vuoto in una piccola boccia di vetro e sento tanta disperazione nella Sua mail: descrive molto efficacemente come Lei si trovi ora in una situazione che sembra senza via d’uscita! Prostituirsi o suicidarsi, come probabilmente ha già intuito, non sarebbero delle soluzioni, ma solo ripetere in modo ancora più drammatico quello che Lei sta già facendo (consegnare il Suo corpo a tutti e ubriacarsi) per cercare di fuggire dal Suo dolore: purtroppo, come ha già sperimentato, questi "rimedi” danno solo un fugace sollievo, a cui segue una disperazione ancora più profonda, unita ad un senso di fallimento e di disprezzo per sé stessi. Le vittime di abuso spesso sentono un irrazionale senso di colpa per quello che hanno subito, non provano amore per sé stesse e a volte, senza rendersene conto, si accaniscono contro di sé come hanno fatto in passato i loro aguzzini: quanto Lei sta vivendo ora è sicuramente dovuto ai trascorsi della Sua infanzia, ma questo non La autorizza a continuare a buttare via la Sua vita! Lei scrive di avere una sola certezza, che in questo momento ha perso se stessa: io sono assolutamente d'accordo con Lei. Non penso quindi che Lei sia "un caso da psichiatria", ma certamente una ragazza che in questo momento sta molto male e ha bisogno di aiuto. Credo quindi che per Lei ora sia molto importante potersi confrontare con uno psicoterapeuta. I Suoi genitori, che, a quanto dice, Le vogliono bene e ci tengono a Lei, sicuramente hanno già intuito che ha bisogno di aiuto... non resta che chiederlo! Lei dice che non vuole far vedere ai Suoi che è debole, ma io penso che in realtà sia veramente forte solo una persona che è capace di riconoscere le sue debolezze. Non è necessario, se non lo desidera, che Lei adesso racconti ai Suoi genitori i dettagli della Sua vita privata, ma basta semplicemente che chieda di andare da uno psicoterapeuta. Lei è una persona maggiorenne, quindi il professionista a cui si rivolgerà sarà tenuto a rispettare la Sua privacy e quello che Lei dirà sarà coperto dal segreto professionale. Lei ha già iniziato a cambiare: questa volta, attraverso una e-mail, non ha contattato un altro ragazzo che La portasse a letto, ma un giovane uomo, che, in quanto psicoterapeuta professionista, potesse darle un primo piccolo aiuto per iniziare a risalire dal baratro in cui è precipitata. Io credo che Lei non sappia ancora come uscire da questa situazione, ma abbia già intuito in cuor Suo che evadere dalla boccia di vetro di cui si sente prigioniera è possibile e, aggiungo io, necessario. Là fuori c’è tutto un mondo da scoprire… non si fermi proprio ora!
Tifo per Lei