Buongiorno Eleonora,
grazie innanzitutto della Sua mail e di aver voluto condividere con me il Suo stato d'animo. Immagino come debba essere difficile e doloroso, per lei e Suo marito, convivere improvvisamente con una paura di questo genere e subire le limitazioni che questo comporta nella vita quotidiana, visto anche la Sua giovane età. L'esperienza clinica dimostra però che concentrarsi su un "sintomo" di questo tipo, sforzandosi di "combatterlo" con tutte le proprie forze può essere spesso addirittura controproducente, finendo paradossalmente per intensificarlo e renderlo più cronico. Sarà forse più utile accettarlo momentaneamente come un "handicap" transitorio e inevitabile, iniziando magari invece parallelamente un percorso di psicoterapia che permetta di capire meglio il contesto in cui è nata questa difficoltà e gli equilibri che si sono andati a modificare. Per usare una metafora, se una persona ha la febbre alta, il problema non è tanto abbassare subito la temperatura (la febbre molte volte è un tentativo di soluzione al problema) quanto capire se c'è una malattia da cui l'organismo ha sentito la necessità di difendersi ed eventualmente curare prima di tutto questo aspetto. Può essere che la Sua paura di guidare in questo momento sia non tanto un "nemico da combattere", quanto un segnale da capire e un "istinto" che Le permette di proteggersi da rischi maggiori.
In bocca al lupo!