Lunedì, 15 Aprile 2013
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Buongiorno,

mi chiamo Maria Alina, ho 29 anni e abito a Milano. Le scrivo perché mi trovo in difficoltà dopo aver vissuto un’esperienza di lavoro negativa che è durata 2 anni, di cui 1 anno “di guerra”. Sono una persona di carattere molto forte, cioè quando sono convinta che ho ragione lotto senza pensare alle conseguenze. Conseguenze: sono rimasta con tanti pensieri molto negativi nel mio inconscio (tutto quello che io pensavo di questa gente) che spesso non riesco a controllare. Sono cosciente del mio problema e Le chiederei gentilmente di consigliarmi qualche libro da leggere in attesa di poter fare una terapia.

Ringraziandola in anticipo, porgo distinti saluti.

Maria Alina (29 anni)
Gentile Maria Alina,

grazie della Sua mail.
So che a volte i conflitti che si creano nel contesto lavorativo possono essere molto distruttivi e logoranti, con pesanti ricadute anche sul proprio benessere e sulla vita personale. Dai pochi elementi che mi fornisce è difficile entrare più nello specifico, così come consigliarle una lettura adatta. Personalmente diffido dei libri di psicologi e “guru” che indicano presunte “ricette”, più o meno efficaci, per essere felici; credo infatti che ognuno di noi debba costruire, con fatica, sperimentazioni ed errori, una sua “formula” del tutto personale. Un libro che però mi sento di raccomandare è “Istruzioni per rendersi infelici” (disponibile nell’Universale Economica Feltrinelli per pochi euro) in cui l’autore, Paul Watzlawick, spiega come, se non esiste una buona ricetta per essere felici, ne esistono di ottime (e molto utilizzate) per costruire la propria infelicità. Così, con semplicità ed ironia, queste pagine ci aiutano a diventare un po’ più consapevoli di alcuni nostri meccanismi e paradossi, come la diffusa convinzione che esista un unico punto di vista valido: il proprio.


Buona lettura e buona vita
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