Buona sera,
frequento un ragazzo di 32 anni da qualche mese, uscendo, ci siamo un po' raccontati e la sua storia è molto triste, ha sofferto molto in passato, sia per amore, che nei legami di amicizia.
E' una persona empatica e mi ha detto che ha lavorato su se stesso per chiudersi e non provare più sentimenti. Nonostante quando siamo insieme, le cose sembrino andare bene; se non ci vediamo o sentiamo per qualche tempo, lo sento più freddo e distaccato.
Una settimana fa ha iniziato a farmi discorsi sul fatto che aprirmi con lui è l'errore più grande che io possa fare, che lui non prova nulla, che è la persona di cui ho bisogno, ma non quella che merito… mi ha detto che non vuole farsi conoscere, la solitudine gli da pace e ne ha bisogno.
Lui pensa che io esca con lui solo perché mi manca qualcuno con cui parlare… ma non è così, mi piace molto stare con lui, quando siamo assieme è un altro, parla, è dolce, ascolta, anche in intimità ha molto rispetto per la mia persona, baci, coccole e carezze, non fa nulla che io non voglia... ma poi, si trasforma quando siamo distanti.
Il problema è che anche io ho sofferto e ho i miei "demoni" del passato e certi discorsi mi fanno vacillare, io voglio esserci, ma mi allontana in ogni modo, ad esempio mettendomi alla prova chiedendomi come la prenderei se uscisse con altre donne.
Mi chiama sempre riccio perché dice che mi chiudo quando cerca di "farmi lavorare su me stessa" ...eppure lui è il primo a chiudersi e quando gliel'ho fatto notare, mi ha risposto dicendo che i suoi consigli non valgono per lui perché lui ha fatto la sua scelta e con lui non vale la pena provarci perché finirò per stancarmi e andarmene sentendomi demotivata.
Quello che mi chiedo è: se una persona può chiudersi così tanto per paura, tanto da arrivare a dire di essere anaffettivo, perché mai è stato lui a chiedermi di uscire? Perché nonostante io gli dica che se vuole me ne vado, la sua risposta non è mai un "sì", ma un "sei libera di fare ciò che vuoi", perché è tanto intenzionato ad aiutarmi? Perché mi dice che lui è qui per me, ma io non devo aprirmi con lui.
Non so come comportarmi, per me le sue sono solo paure, ma sembra irremovibile dalla sua idea, non voglio soffrire, ma non voglio neanche lasciarlo, perché per me vale la pena provarci con lui, è una persona tanto buona.
Cosa potrei fare?