Gentile Emanuela,
grazie della Sua discussione: purtroppo riesco a rispondere alle mail solo nel giro di qualche giorno e immagino quindi che avrà già affrontato la discussione con Martina.
Capisco il dispiacere che deve aver provato nello scoprire che Sua figlia non Le ha detto tutta la verità ed è sicuramente importante che ne parliate assieme; dalle Sue parole mi sembra però emergere anche qualcosa di più, una specie di rabbia, unita forse alla sensazione di sentirsi presa in giro: questo può essere un aspetto a cui prestare attenzione. A mio parere infatti è prezioso riprendere i figli quando sbagliano, in modo fermo e anche duro, ma è necessario evitare, per quanto possibile, rabbia e risentimento: è importante cioè rimproverare i figli per i loro errori e anche punirli quando necessario, ma lo è altrettanto non mettere in discussione in alcun modo l’affetto e la stima che proviamo per loro. Nella mia esperienza è poi molto frequente che i figli tentino di nascondere i cattivi risultati scolastici ai genitori e questo, quando non diventa eccessivo, può addirittura essere considerato un segnale positivo: la consapevolezza di non aver adempiuto al proprio dovere e il desiderio di rimettere le cose a posto al più presto. Fiorella Mannoia in una sua canzone diceva “se diciamo una bugia, è una mancata verità che prima o poi si avvererà”… dal 5 maggio ad oggi è già passato un po’ di tempo, la mia speranza è che Martina possa già aver ben utilizzato queste settimane per rimediare, almeno in parte, ai suoi cattivi risultati.
Per quanto riguarda Suo figlio infine credo sia fondamentale favorire il più possibile un’alleanza fra lui e sua sorella: i fratelli infatti sono una risorsa preziosissima e, se uniti fra loro, possono darsi un aiuto ed un sostegno fondamentale proprio là dove spesso i genitori, per differenza di età e di ruolo, non possono arrivare.
Cordiali saluti