Gentile Valeria,
grazie del Suo messaggio.
Lei ha sicuramente vissuto 13 anni fa un’esperienza fortemente traumatica che, nonostante le cure a cui si è già sottoposta, non è stata ancora completamente rielaborata ed è quindi immagazzinata (sotto forma di immagini, sensazioni fisiche, pensieri ed emozioni) in modo disfunzionale nel Suo cervello. I contatti fisici con il Suo partner riattivano in Lei la paura e l’ansia provata in quella situazione di tanti anni fa, in cui probabilmente si è sentita estremamente in pericolo e vulnerabile.
La prima cosa da sapere è che le Sue emozioni e sensazioni sono perfettamente normali alla luce di quanto che ha vissuto e costituiscono le tipiche reazioni di una persona traumatizzata a situazioni che risulterebbero neutre o piacevoli (la vicinanza o il contatto con il Suo partner) se non facessero da riattivatori (trigger) di memorie angoscianti.
La seconda cosa è dal 2013 l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda come trattamento d’elezione specifico proprio per questo tipo di disturbi la psicoterapia
E.M.D.R., i cui effetti negli ultimi 25 anni sono stati validati da decine di studi scientifici indipendenti in tutto il mondo.
La terza cosa è che, se non ci sono altri fattori pregressi, su un singolo evento traumatico, anche estremamente drammatico, è sufficiente un breve ciclo di sedute di E.M.D.R. (da 3 a 8 sedute) per portare ad una remissione completa dei sintomi nel 90% dei pazienti.
Le suggerisco quindi, se non l’ha fatto finora, di intraprendere subito un trattamento di E.M.D.R. perché nel Suo caso specifico può veramente fare la differenza rispetto a qualsiasi altra cura psicoterapeutica o farmacologica, tanto che abitualmente colleghi medici o psicoterapeuti
mi inviano loro pazienti proprio per un trattamento mirato di questo tipo.
In bocca al lupo!