Salve, sin da piccolo ho sofferto di stati depressivi e intorno ai 20 anni ho avuto disturbi ossessivo compulsivi e pensieri suicidari, dovuti a un forte periodo di stress, che ho curato con uno psichiatra e che ancora curo... per questo ho fatto fatica all’università e avuto molta difficoltà con le ragazze, anche perché molto timido e con una bassissima autostima. L’anno scorso ho incontrato una ragazza di 26 anni all’università: cominciamo a studiare insieme e dopo pochi mesi ci piacciamo e mettiamo insieme. Questa è praticamente la mia prima storia seria.
Mi sorprese, che lei, anche dopo diverse storie, alcune anche abbastanza lunghe, fosse ancora vergine e non per una scelta religiosa o altro. Siamo stati insieme 7 mesi, poi ci siamo lasciati, perché sin dall’inizio lei mi pressava con domande riguardanti i miei sentimenti. Voleva sapere se l’amavo, perché per lei ci si mette insieme quando c'è già qualcosa, mentre io le rispondevo che l’amore cresce e si coltiva piano piano, e che non mi sentivo di dirlo dopo 2 mesi. Il problema è che le sue pressioni hanno fatto nascere in me vere e proprie ossessioni sull’amore che provavo. Lei in questi 7 mesi mi ha tartassato su questa cosa, facendo nascere in me ansia e più ossessioni, anche se nella storia mi sono molto impegnato e le ho dedicato molte attenzioni e fatto tanti sacrifici visto che abitiamo lontano, cosa che non ha fatto lei per me. Alla fine, dopo l’ennesimo litigio perché le dicevo poche volte ti amo, non sono più tornato dai lei, poiché completamente esaurito. Oggi sono due mesi che non la sento, mi manca moltissimo e so di essere innamorato di lei, ma lei non mi ha più cercato e io non avuto il coraggio di farlo, sempre preso dall’ansia.