Gentile Samantha, grazie del Suo messaggio.
L’
attacco di panico è spesso caratterizzato da un episodio improvviso e incontrollabile d'ansia: un'ansia generalizzata, invadente e pervasiva. E' repentino: compare all'improvviso, è di natura violenta, è irrazionale, paralizzante e spaventoso.
Diversi possono essere i fattori precipitanti di un attacco di panico: eventi traumatici (morte o malattia di un caro, violenza e abuso subito, ecc.) e/o eventi destabilizzanti (conflittualità di coppia, cambiamenti di lavoro, traslochi, ecc.); eventi normativi del ciclo di vita (matrimonio, convivenza, nascita del primo figlio, ecc); eventi paranormativi del ciclo di vita (separazioni, divorzi, ecc.); problemi lavorativi o finanziari.
Uno stato ansioso è di per sé naturale e anzi in certe situazioni è motore vitale di azioni e reazioni volte al raggiungimento di un dato obiettivo: uno studente sotto esame è in ansia, ha paura, ma tale stato emotivo lo aiuterà di per sé a mantenersi più concentrato, a prestare più attenzione e a raggiungere l'obiettivo prefissato. Se la paura però diviene pervasiva e invadente, paralizzante e generalizzata, questo stato emotivo si trasforma in un problema che necessita una presa di consapevolezza delle motivazioni che possono aver causato lo stato ansioso e l'insorgenza dell’attacco di panico, per poter stare meglio e godere una vita più serena e tranquilla.
Nella Sua lettera racconta di una relazione poco soddisfacente e stabile come causa del primo attacco di panico risalente a 10 anni fa; riferisce della morte del padre avvenuta 7 anni fa, figura alla quale Lei era particolarmente legata; riporta di una malattia per la quale è ancora in cura. E' presumibile che tutti questi eventi interconnessi spazio temporalmente Le abbiano originato uno stato d'ansia generalizzato che a tratti, nel corso della Sua vita, grazie al sostegno di una relazione di coppia soddisfacente e con l'esperienza arricchente della maternità, sia riuscita in parte a controllare, ma, come Lei stessa sottolinea, “la paura di stare male e di perdere il controllo” è ancora presente e questo Le genera un certo malessere che denuncia in questa lettera.
Sarebbe inoltre opportuno comprendere anche cosa sia accaduto un anno fa quando l'attacco di panico si è ripresentato. Quali fattori protettivi sono venuti meno? Quale evento ha scatenato ancora lo stato di panico? Ha vissuto qualche cambiamento che l'ha destabilizzata? Il tumore desnoide in quale momento e con che modalità è stato diagnosticato? (Anche questo evento potrebbe aver avuto un impatto emotivo significativo.)
Alla luce di queste brevi osservazioni, sono convinta che un percorso di
psicoterapia possa rappresentare per Lei una valida opportunità per approfondire e interconnettere le cause di tale stato ansiogeno, per sviluppare ipotesi su cui interrogarsi e comprendere così prima come gestire e infine come superare definitivamente ansie e paure.
In bocca al lupo!