Gentile Silvia,
grazie del Suo messaggio.
I periodi neri capitano a tutti, ma per fortuna hanno sempre una fine. Quello che è molto importante è evitare in queste circostanze di sviluppare un atteggiamento mentale negativo e pessimistico, che rischia di poterci danneggiare molto più a lungo degli eventi sfortunati accaduti. Lo scrittore inglese Aldous Huxley esprime questo concetto in modo ancora più efficace nella frase. “La realtà non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con quello che ci accade.”
La prima cosa da evitare è quindi unire fra loro con un pensiero magico o superstizioso diversi eventi che sono accaduti in modo completamente indipendente uno dall’altro e che sono connessi solo nella nostra mente. Altrimenti questo ci può far assumere un atteggiamento di ansia o di scoraggiamento rispetto al futuro che produce inevitabilmente risultati negativi (il meccanismo delle “profezie auto-realizzantisi”, molto noto in psicologia).
La nostra attenzione è selettiva e tende perciò a farci vedere solo ciò che stiamo cercando. Per avere un esempio pratico di questo, potete fare questo brevissimo e semplice esperimento. Guardate attentamente, nel luogo in cui siete tutti gli oggetti rossi, cerando di scovarne il maggior numero possibile. Poi chiudete gli occhi e, mantenendo gli occhi chiusi, cercate di ricordare quali sono gli oggetti blu intorno a voi. Infine aprite gli occhi e guardate quali sono gli oggetti blu intorno a voi: probabilmente sono più di quelli che eravate riusciti ad individuare ad occhi chiusi. Anche nella nostra vita è così: se cerchiamo sfortuna troviamo sfortuna, se cerchiamo fortuna troviamo fortuna.
E’ allora utile concentrarsi non tanto sui diversi eventi sfortunati eventualmente occorsi, ma sforzarsi al contrario di individuare le eccezioni: in questo periodo nero, quali sono le piccole o grandi cose belle che mi sono capitate, ma a cui non ho prestato abbastanza attenzione? Spesso fa più rumore un singolo albero che cade rispetto ad un’intera foresta che cresce…
Se nel Suo caso questo non è sufficiente e gli eventi occorsi (per esempio l’incidente frontale e i due tamponamenti subiti) sono risultati effettivamente traumatici per Lei al punto da dover evitare di guidare, ansia ricorrente e disturbi del sonno, può rivolgersi ad uno psicoterapeuta che utilizza la tecnica E.M.D.R. (di cui può leggere di più [url=cosa/emdr.html]qui[/url]), che risulta particolarmente efficace proprio in situazioni di questo tipo e che con ogni probabilità La potrà aiutare con poche sedute a superare completamente il problema.
In bocca al lupo!