Gentile Mary,
grazie del Suo messaggio.
Il rapporto con una figlia tredicenne è spesso una questione complessa e ancor di più quando si parla di genitori separati. Bisognerebbe quindi approfondire meglio la situazione specifica che Voi state vivendo, per poter dare indicazioni realmente utili. In questa sede posso solo fornire alcuni spunti di riflessione più generale, relativi a quanto, come e cosa dire a Sua figlia.
Innanzitutto credo che un ottimo punto di partenza rispetto al “quanto” sia il motto educativo: “Vedi tutto, perdona molto, correggi poco.” Con tutti, ma ancor di più con gli adolescenti, è importante darsi delle priorità e concentrarsi a correggere solo alcuni aspetti del loro comportamento per noi particolarmente importanti, sforzandoci di tralasciare altri aspetti meno fondamentali. Più cose rimprovero, meno il mio rimprovero risulta efficace: se mi concentro sull’essenziale, avrò maggiori possibilità di essere ascoltato.
Dopo il “quanto”, un altro aspetto importante riguarda il “come” comunicare, e per questo è utile la cosiddetta “tecnica a sandwich”: innanzitutto riconoscere esplicitamente una cosa che la figlia fa già bene o in cui è già migliorata (la prima fetta di pane del sandwich), è poi possibile inserire una critica rispetto ad uno specifico comportamento che vorremmo fosse modificato (la farcitura al centro), per poi chiudere con un messaggio positivo di fiducia in lei (l’altra fetta di pane). Comunicare in questo modo rende molto più probabile che il messaggio sia “digerito”, invece che venire immediatamente rifiutato.
Infine rispetto al “cosa” credo sia importante stabilire insieme a Sua figlia alcuni obiettivi concreti e misurabili (per esempio raggiungere certi voti a scuola, o fare alcune cose in casa), lasciandola però il più possibile libera nel modo in cui raggiungerli (per esempio su come organizzare il proprio studio), contribuendo così a responsabilizzarla e farla sentire più indipendente. Questi obiettivi, per essere realmente motivanti, dovranno essere né troppo facili, né troppo difficili da raggiungere e soprattutto dovrà essere chiaro e condiviso perché sono importanti. Infine al raggiungimento degli obiettivi potrebbe essere utile collegare un piccolo premio (che può essere anche semplicemente il riconoscimento di una maggiore autonomia alla figlia), perché su un lungo periodo i premi risultano generalmente più efficaci delle punizioni.
Buon lavoro!