Gentile Giulia,
grazie per la Sua mail.
Da quanto scrive, la febbre potrebbe essere un meccanismo di difesa che Le offre inconsapevolmente una buona scusa per non recarsi a sostenere l’esame. Sostanzialmente può essere più accettabile non passare un esame perché si è ammalata (una causa esterna indipendente dalla Sua volontà), piuttosto che perché non ha studiato abbastanza o perché non è stata capace. E’ come per quei ragazzini che per non andare a scuola il giorno dell’interrogazione fingono di avere la febbre, ma nel Suo caso la febbre Le viene per davvero e non certo per una scelta consapevole!
Si può provare a sbloccare la situazione agendo su due livelli: il primo, più concreto, di comportamento, il secondo, più profondo, di significato.
A livello pratico, potrebbe essere utile provare ad “indebolire” il vantaggio che Le viene dall’avere la febbre, decidendo di presentarsi all’esame comunque e in qualsiasi caso: anche se non è riuscita a studiare tutto e a prescindere dalle Sue condizioni di salute. La sfida da vincere ora non è infatti passare l’esame o prendere un bel voto (questo verrà dopo), ma presentarsi all’esame e sostenerlo, indipendentemente dall’esito finale. Se vince questa sfida, può festeggiare con balli caraibici sfrenati…
A livello psicologico, varrebbe poi la pena di capire meglio che significato ha assunto per Lei l’università e il fatto di potersi laureare (anche in relazione alle Sue vicende personali e familiari) e se ci possono essere paure connesse con il raggiungimento di questo traguardo. Capita infatti abbastanza spesso che studenti anche brillanti diano senza problemi e con ottimi risultati quasi tutti gli esami, per poi bloccarsi drammaticamente e inspiegabilmente proprio sugli ultimi o nella stesura della tesi, magari inconsapevolmente spaventati dall’ingresso nel difficile mondo del lavoro, per il quale possono non sentirsi pronti e soprattutto che simbolicamente può rappresentare il passaggio al mondo adulto. Per capire meglio questi aspetti potrebbe magari fare qualche ulteriore colloquio con lo psicoterapeuta che L’ha già seguita in passato e che quindi conosce già bene la Sua storia e i problemi superati in passato.
In bocca al lupo!