Buongiorno Lidia e grazie della Sua mail.
Leggendola mi è venuta in mente una storiella di Anthony De Mello che Le voglio raccontare.
Una signora cucinava ogni anno per il giorno del ringraziamento (una festa molto sentita in America) un magnifico tacchino al forno, utilizzando la ricetta tradizionale appresa fin da quando era piccola, che prevedeva di togliere una coscia del tacchino prima di cuocerlo in una grossa teglia.
Questo piatto riscuoteva un grande successo in famiglia, tanto che anche la figlia crescendo chiese alla mamma di insegnarle la ricetta e in questa occasione domandò perché andasse tolta una coscia al tacchino prima di cucinarlo in forno. La mamma non seppe rispondere, disse semplicemente che si era sempre fatto così e quella era la procedura da seguire. La figlia non si accontentò di quella risposta e volle porre la stessa domanda anche alla nonna, da cui la mamma aveva imparato la ricetta. La nonna sorrise e spiegò che, molto semplicemente, quando lei cucinava il tacchino, molti anni prima, non aveva a disposizione una teglia abbastanza grande per contenerlo intero e quindi era costretta a togliere una coscia per cuocerlo. Ora che le pentole e il forno a disposizione erano più grandi, non c’era chiaramente più alcun motivo per staccare la coscia!
Spesso anche noi ci comportiamo così e continuiamo ad agire nel presente nello stesso identico modo che abbiamo appreso in passato, anche se non è più necessario e ora avremmo molte possibilità in più. E’ per questo che chi è stato maltrattato da piccolo è più facile che si possa circondare di persone che lo trattino male anche da grande, chi ha avuto un familiare affetto da alcolismo è più probabile possa sviluppare una dipendenza dall’alcool o possa costruire una relazione di coppia con un alcolista, e così via. In pratica l’essere umano cerca soprattutto delle conferme al proprio modo di concepire se stesso e di relazionarsi agli altri e al mondo, non delle smentite, e tende quindi, senza rendersene conto, a costruirsi situazioni per molti versi simili a quelle che ha già vissuto.
Per rompere un circolo vizioso di questo tipo una psicoterapia può risultare veramente utile: acquisire maggior consapevolezza di questi meccanismi permette infatti di aprirsi a molte più possibilità di scelta. Ed è a questo, a mio parere, che alla fine serve una psicoterapia: ad acquisire più libertà!
In bocca al lupo.