Gentile Elena,
grazie della Sua sofferta mail e mi rincresce della difficile situazione che sta vivendo.
Prima di separarsi da Suo marito credo sia importante prendersi del tempo per riflettere se è proprio vero che nella Vostra coppia “non c’è più nulla da recuperare” e se realmente niente tranne i figli vi tiene insieme ora. Nel corso di questi 12 anni di matrimonio infatti sia Lei che Suo marito sarete molto cambiati, è quindi comprensibile che l’equilibrio di coppia che avevate un tempo ora non funzioni più, ma potrebbe essere ancora possibile costruire un nuovo e diverso equilibrio di coppia in cui riscoprire l’affetto che vi ha tenuto legati per tutti questi anni. A questo proposito a volte alcuni colloqui, personali o di coppia, con uno psicologo possono risultare preziosi per esplorare i propri sentimenti, motivazioni e desideri più profondi.
Se alla fine dovesse comunque scegliere la separazione, è evidente che i figli non possano che risentire di questa situazione, per loro certamente non ideale, ma molto è possibile fare per tutelarli e sostenerli in questa delicata fase di cambiamento. Numerosi studi dimostrano del resto che i figli possono crescere più serenamente con genitori separati che riescono a comunicare fra loro costruttivamente nell'interesse dei bambini,piuttosto che in situazioni in cui i genitori rimangono insieme con continui accesi litigi ed accumulando sofferenza e frustrazioni. Sono quindi d'accordo con Lei che la soluzione non consiste certo nell'annullarsi come persona e che al contrario il dono più bello che può dare ai Suoi figli è quello di avere una mamma serena e soddisfatta della propria vita.
L'impatto emotivo che può avere la Vostra separazione sui figli e sulla loro vita futura dipende in larghissima parte da come viene gestito dagli adulti questo passaggio. E' vero infatti che Lei e Suo marito potete decidere di non essere più coniugi, ma rimarrete sempre e comunque entrambi genitori dei Vostri figli.
E' molto importante quindi che Voi due possiate darvi una specie di "codice di autoregolamentazione" per tutelare i Vostri figli nell'interesse comune di farli soffrire il meno possibile. Se non riuscite da soli, a volte possono essere utili a questo scopo anche alcuni colloqui congiunti con uno psicologo o un mediatore familiare. Alcuni principii da seguire sono per esempio: 1) cercare di evitare qualsiasi litigio o discussione davanti a loro, sforzandosi di rimandarli ad un momento in cui i figli non sono presenti 2) non parlare mai male del coniuge alla presenza dei figli, né denigrare o squalificare quanto da lui/lei detto o fatto 3) comunicare una eventuale separazione il più possibile come una scelta presa di comune accordo 4) favorire ed incoraggiare il rapporto fra i figli e il genitore non convivente, sia tramite telefonate che incontri di persona.
Se Lei e Suo marito riuscirete a gestire con questo spirito una eventuale separazione, sono convinto che i Vostri figli riusciranno a superare bene anche questo doloroso momento senza checiò metta a rischio la loro felicità futura.
In bocca al lupo