By e-mail on Martedì, 16 Aprile 2013
Posted in Psicologia
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Mio figlio, 31 anni, soffre di disturbo bipolare associato. E' in terapia con Maveral (3 al giorno) da circa 7 mesi, più il Lexotan di cui non so il dosaggio. Ora non riesce di nuovo a gestire le situazioni stressanti sul lavoro e di nuovo minaccia di licenziarsi o peggio e questo su di me crea un effetto annientante, nel senso che di fronte alle sue frequenti esplosioni di rabbia io perdo la capacità di lavorare e progettare anche a breve termine. Quale consiglio può darmi? Grazie mille, non speravo di trovare in rete qualcuno disposto ad aiutare gli altri!!!!

Valeria (56 anni)

Gentile Valeria,
grazie della Sua mail. Da quanto capisco Suo figlio è già seguito da uno specialista, che sicuramente lo conosce meglio di me e ha proposto la cura (in questo caso farmacologica) che riteneva più idonea nello specifico. Io conosco sicuramente troppo poco rispetto a questa situazione per pronunciarmi. Posso forse darLe però uno spunto di riflessione rispetto ai rapporti fra Lei e Suo figlio riguardo alle “esplosioni di rabbia” di cui parla.
Di fronte ad un familiare con un disturbo psicologico o psichiatrico ci sono due possibili rischi. Il primo è pensare che tutto dipenda da noi, siamo responsabili del comportamento dell’altro, possiamo guarirlo, ecc. Il secondo è credere che noi non possiamo fare niente e che qualsiasi nostra risposta, affermazione o comportamento non avrà nessun effetto sull’altra persona. Spesso questi due atteggiamenti mentali si alternano: si parte da un pensiero di onnipotenza per poi scontrarsi con la realtà dei fatti e cadere in una sensazione di completa impotenza. Chiaramente nessuno di questi due atteggiamenti è costruttivo ed è importante invece avere ben chiaro in mente che Lei può influire su alcuni aspetti, mentre altri dipendono esclusivamente da Suo figlio.
Se lui minaccia “di licenziarsi o peggio”, è importante non farsi ricattare emotivamente. Lei sicuramente come mamma è dispiaciuta di veder soffrire Suo figlio, fa del Suo meglio per aiutarlo come può e spera che lui non faccia gesti inconsulti. In nessun caso può però sentirsi Lei responsabile per le scelte di lui. Quanto più Suo figlio sentirà che queste minacce hanno effetto su di Lei, tanto più tenderà ad utilizzarle. Nel momento invece in cui Lei come mamma penserà “mi addolorerebbe molto se tu mettessi veramente in atto queste minacce, ma questo non dipende da me”, Suo figlio sarà costretto a confrontarsi con le proprie responsabilità.
In bocca al lupo.

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circa 13 anni fa
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