Gentile Alba,
grazie della Sua mail. Qualcuno diceva che abbiamo due orecchie ed una bocca sola perché dovremmo ascoltare il doppio di quanto parliamo. Io aggiungo che in questo caso ascoltare significa anche osservare, perché il modo in cui Suo figlio di 9 anni comunica passa sicuramente solo in piccola parte tramite le parole e molto attraverso comportamenti, modi di fare, piccoli gesti, espressioni del viso e toni della voce.
Prima di pretendere che il figlio comunichi con il Suo linguaggio e dica le cose che per Lei sono importanti, si sforzi di capire (magari insieme a Suo marito) quali sono i canali di comunicazione che già utilizza e le cose che per lui sono importanti. Così contribuirà a costruire un terreno comune su cui sarà più facile incontrarvi. Abbia maggiormente a cuore la qualità della relazione fra Lei e Suo figlio rispetto alla quantità di contenuti e informazioni che Le racconta. In questo modo lui si sentirà ascoltato e non controllato: questo gradualmente, con i suoi modi e tempi, potrà fargli venire più voglia di aprirsi e parlare.
Infine se lui si arrabbia e perde la calma, Lei non si spaventi, ma si limiti ad ascoltarlo: lui in quel momento non è in grado di accogliere nessun messaggio, attenda che si tranquillizzi e poi, solo a quel punto, gli parli.
Si ricordi comunque sempre che Suo figlio imparerà molto più dal Suo esempio che dalle Sue parole. E una mamma come Lei, che vuole tanto bene, fa del suo meglio e si interroga onestamente rispetto ai propri comportamenti è già sicuramente un ottimo esempio. In bocca al lupo!